Nano accusato

Negli Stati Uniti è stata presentata una denuncia contro il core team di Nano. L’accusatore si chiama Alex Brola ed è rappresentato dallo studio legale Steven Miller.

Il team di Nano è stato accusato di violare le leggi sulla sicurezza degli Stati Uniti vendendo dei titoli non registrati e di fare affidamento sulla piattaforma di scambio di criptovalute BitGrail per la compravendita di Nano.

“Nano e i membri chiave del suo team principale hanno violato le leggi federali sui titoli e, nella loro spinta a introdurre XRB in un ampio mercato di investitori, hanno incautamente indirizzato gli investitori ad aprire conti e collocare le proprie attività con uno scambio di criptovalute poco conosciuto e gravemente turbato chiamato BitGrail, dove 170 milioni di dollari in XRB degli investitori sarebbero “scomparsi” nel febbraio 2018″

 

GRO ICO

 

L’exchange di criptovalute italiano è stato bandito nel mese di febbraio dopo che sono stati rubati 170 milioni di dollari in XRB (Nano era conosciuto come Raiblocks [XRB] prima). Alcuni accusano Francesco “Bomber” Firano, il fondatore di BitGrail di avere rubato il 13% di Nano circolanti dalla piattaforma che era l’unica per il trading di XRB.

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La denuncia richiede dal team Nano di eseguire un hard fork per recuperare l’intero importo perso nel mese di febbraio. Più di un centinaio di investitori sono stati colpiti dall’incidente. Alex Brola è uno di loro con 50.000 $ investiti in Nano nel mese di dicembre 2017. Lo studio legale Silver Miller contatterà tutti gli investitori durante l’indagine.

La denuncia contro Nano o contro BitGrail?

Silver Miller è già un nome affermato nelle cause riguardanti le criptovalute. Se le prove risultassero contro BitGrail, verranno intraprese delle azioni legali nei confronti dell’azienda.

Sebbene il software Nano fosse open source, gli sviluppatori Nano fornivano i titoli senza licenza negli Stati Uniti a tutti gli utenti. È ancora da stabilire se la colpa per il furto è da parte di BitGrail o degli sviluppatori Nano dal momento che entrambe le parti si sono accusate a vicenda quando si è verificata la truffa. È stato trovato, però, che la piattaforma di scambio non installava correttamente il software Nano il che l’ha reso vulnerabile al furto.

Secondo la denuncia, la maggior parte dei detentori di criptovaluta è contro il team di BitGrail anziché contro gli sviluppatori Nano.

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