Il paradiso fiscale delle criptovalute – la Svizzera

La Svizzera ha creato a Zugo la culla delle criptovalute chiamata “Crypto Valley” dove l’Autorità Federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari (FINMA) vede di buon occhio il mercato delle valute digitali.

Secondo Oliver Bussmann, il fondatore dell’Associazione Crypto Valley, la Svizzera vuole attrarre gli investitori e le startup basate sulla blockchain ed emergere come uno dei “principali ecosistemi mondiali per le cripto”.

Il fiorente mercato delle ICO che sono il corrispettivo del crowdfunding, ha raccolto nel 2017 miliardi di dollari di finanziamenti e un forte rialzo delle ICO con la sede in Svizzera ha spinto la FINMA a pubblicare delle linee guida riguardanti la gestione delle applicazioni da parte degli organizzatori delle ICO. La FINMA specifica che ogni caso sarà gestito individualmente e che una particolare attenzione verrà posta sulla funzione e trasferibilità dei token come anche sulla prevenzione del lavaggio del denaro sporco.

Il CEO dell’associazione vede in queste linee guida una via per aiutare la tecnologia blockchain: “Il nostro approccio equilibrato alla gestione dei progetti e delle richieste di ICO consente ai legittimi innovatori di navigare nel panorama normativo e quindi avviare i loro progetti in modo coerente con le nostre leggi a tutela degli investitori e l’integrità del sistema finanziario”.

Per avere un quadro più chiaro delle ICO e determinare l’applicazione di leggi specifiche i token verranno suddivisi in tre categorie: i token di pagamento, i token di utilità e i token di investimento.

La Svizzera può essere considerata un paradiso fiscale regolamentato delle criptovalute in quanto chi le detiene è soggetto a un’imposta patrimoniale al tasso determinato dalle autorità fiscali alla fine di quest’anno mentre un trader professionista viene tassato sul capital gain. Un token azionario, emesso da una ICO, può essere soggetto a un’imposta unica del 1%, a differenza di un token del debito.

Il mercato delle ICO ha creato l’anno scorso oltre 4 miliardi di dollari in tutto il mondo e 550 milioni di dollari solo in Svizzera. La compagnia Tezos, con la sede a Zugo, ha raccolto 232 milioni di dollari durante la sua ICO, ma adesso sta affrontando dei problemi legali per via delle cause legali degli investitori che ritengono di essere stati defraudati. E proprio per evitare le situazioni del genere che la FINMA ha creato delle linee guida specifiche.

Nel mondo dove non esiste una regolamentazione univoca, con la Cina che banna totalmente le ICO e il Singapore e l’Australia che invece provvedono il supporto per le ICO, un paese come la Svizzera che vuole fare qualcosa di buono per una nuova tecnologia come la blockchain, è come la manna dal cielo.

L’investitore milionario non vende i suoi 32 mila bitcoin

Tim Draper, il venture capitalist e l’investitore in Tezos, ha detto durante la sua intervista per Bloomberg che “una porzione molto ampia” del mercato valutario globale da 86 miliardi di dollari apparterrà  in futuro alle criptovalute. Draper ha investito 250.000$ quando il prezzo del bitcoin era a 6$. Ha perso tutto nel crollo dell’exchange Mt. Gox nel 2014.

Draper ha poi comprato 32.000 bitcoin su un’asta dopo che il mercato nero su Internet chiamato Silk Road è stato chiuso nel 2014 e i bitcoin sono stati confiscati al fondatore del sito web, Ross Ulbricht. Ha pagato soltanto $18 per un bitcoin e ora il suo investimento vale circa 310 milioni di dollari.

Chiesto se è d’accordo che il prezzo del bitcoin andrà presto sotto i 1.000$, Draper ha detto: “lo sto guardando in un modo molto diverso perché penso che il bitcoin sia la valuta del futuro“. “La gente mi chiede, ‘Hai l’intenzione di vendere i tuoi bitcoin?’ E io dico,’Perché dovrei vendere il futuro per il passato? ‘”

Perché dovrei vendere il futuro per il passato?

In un’altra intervista per Forbes, Draper dice: “Non so perché qualcuno vorrebbe tornare alla fiat quando la crittografia è distribuita, sicura e globale, mentre la fiat è soggetta ai capricci delle forze politiche. Credo che bitcoin e crypto guideranno la maggior parte del commercio del mondo.”

Draper rimane molto ottimista nonostante il prezzo del bitcoin è calato ultimamente del 70% dall’ultimo massimo di 20.000$. L’investitore rimane positivo, anche se continua a crescere la pubblicità negativa e la protesta degli investitori che circondano Tezos, la piattaforma non schierata e combattuta, della quale è un grande sostenitore.

I ritardi nell’assegnazione dei token TEZ dopo la ICO da 232 milioni di dollari nel 2017 continuano a causa di lotte interno tra gli sviluppatori e gli alti dirigenti, con il progetto che ora sta affrontando molteplici azioni legali negli Stati Uniti.