Monero: l’hard fork che ha portato ai quattro nuovi progetti

Il 6 aprile 2018 Monero (XMR) ha completato con successo l’upgrade alla versione 7 del protocollo che aveva come scopo la protezione dai miners ASIC. L’upgrade della blockchain non è stato accolto da tutta la comunità intorno alla moneta anonima e gli hard fork hanno portato alla creazione di quattro nuovi progetti Monero.

L’upgrade della blockchain principale è stato annunciato su Twitter da Riccardo Spagni, il developer e il creatore di Monero 

 

e subito dopo dall’account Twitter principale della criptovaluta Monero

 

L’upgrade ha introdotto due cambi maggiori. È stata fatta una modifica del meccanismo di consenso Proof of Work per frenare una potenziale minaccia degli ASIC e per preservare la resistenza ad essi. È stata anche aumentata a 7 (mixin 6) la dimensione minima dell’anello (ring).

Non tutta la comunità era d’accordo con l’upgrade e alcuni hanno deciso di non farlo e di continuare con la catena della blockchain compatibile con i miners ASIC. Come risultato di questa disputa, al blocco 1546000 è stato creato l’hard fork che ha portato alla creazione di Monero-Classic (XMC). 

Allo stesso blocco sono state create anche altre due blockchain di Monero con altre caratteristiche e promesse differenti: Monero Classic, Monero Original (XMO) e Monero 0 (XMZ).

L’upgrade di Monero era stato pianificato già a marzo, quando Bitmain, la compagnia cinese che è il produttore principale dell’hardware ASIC, ha annunciato un nuovo prodotto specificamente sviluppato per estrarre Monero – l’Antminer X3.

La paura dei principali developers di Monero era quella della suppressione dei miners di piccole dimensioni che usano i computer domestici e altri dispositivi e della conseguente centralizzazione del mining basato esclusivamente sugli ASIC.

Mentre Monero (XMR) ha fatto l’upgrade alla versione 7, gli altri progetti sono rimasti sulla versione 6 del protocollo. Nonostante questo, tutte le versioni sono compatibili con una singola rete, usando la stessa moneta Monero solo che con i nomi e i loghi diversi.

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Monero Classic

I creatori di Monero Classic si descrivono come degli entusiasti di Monero di Singapore e includono dei developers e “alcuni” miners come ha spiegato il rappresentante della nuova coin, Bento Tan, in un’intervista a Bitcoin Magazine.

“Il messaggio principale di Monero Classic è che crediamo che gli sviluppatori che cambiano la Proof of Work creano più centralizzazione e danneggiano il decentramento. Gli sviluppatori di Monero stanno dicendo che possono e cambieranno le regole del consenso ogni volta che vogliono e la comunità sembra essere condizionata a seguire i desideri degli sviluppatori. “

Monero-Classic (XMC)

Ci sono dei sospetti che questo fork è supportato da Bitmain in quanto è attivamente promosso da AntPool il cui proprietatario è lo stesso Bitmain. Il produttore dell’hardware ASIC avrebbe l’interesse nel continuare con la versione 6 della blockchain e per questo è considerato coinvolto in questo fork.

 

Monero 0 (XMZ)

Monero 0 è composto dai “massimalisti del Proof of Work” che dichiarano sul loro sito: 

“Abbiamo deciso che la strategia del fork continuo del Monero Project non è più una strategia stabile o sana. Riteniamo che la Proof of Work di Satoshi sia l’unico meccanismo per il consenso decentrato. I cosiddetti ‘aggiornamenti di rete’ che sono centralizzati dal Progetto Monero sono un cavallo di Troia progettato per compromettere l’efficacia della Proof of Work nella rete Monero. Monero 0 non è un fork; è il Monero originale. “

Monero Original (XMO)

Il developer principale di Monero Original ha dichiarato in un comunicato stampa inviato ai vari giornali online:

“Monero ha sempre avuto a che fare con la libertà di scelta, la diversità e la forte comunità che ne è alla base. Stiamo fornendo ai fan di Monero [con] la possibilità di supportare la moneta iconica e rimanere sulla catena originale. Il team originale di Monero rappresenta la diversità, che è un indicatore logico di evoluzione. Siamo entusiasti di vedere la nostra moneta preferita matura e siamo ancora più entusiasti di aiutare a mantenere questa diversità”.

L’exchange di criptovalute HitBTC ha dichiarato che supportera l’hard fork Monero Original (XMO).

“Ogni account che tiene XMR sul saldo al momento dell’hard fork riceverà automaticamente la quantità equivalente di XMO nel caso in cui il fork abbia luogo”.

 

Il tempo farà vedere se qualcuno degli hard fork riuscirà a porre una maggiore minaccia alla nuova versione della blockchain di Monero, guidata da Riccardo Spagni. È ancora presto per valutare l’impatto di questa spaccatura, ma il fatto che Monero ha creato così tanti fork non è sicuramente un segnale di una comunità forte e compatta.

Chiunque utilizzi Monero per motivi di privacy è consigliato di scegliere solo una catena e ignorare completamente le altre. Nonostante ciò, gli utenti che non usano altre catene potrebbero soffrire di una ridotta privacy. Questo perché mescolano le loro monete con quelle degli utenti che hanno rivelato quali monete possiedono, possono ridurre anche l’anonimato di altri utenti. Questo rischio aggiunto è probabilmente compensato dalla versione 7 del protocollo Monero grazie all’aumento delle dimensioni delle ring signatures.

Il 30 aprile è previsto un altro hard fork MoneroV. HitBTC ha annunciato che supporterà il fork.

 

 

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Scoperti dei difetti in Monero che potrebbero rivelare l’identità degli utenti

Un gruppo di ricercatori provenienti da alcune istituzioni statunitensi ha scoperto una serie di difetti in Monero – una delle criptovalute cosidette “private” – che potrebbero rivelare l’identità non solo di chi utilizza Monero adesso, ma anche di quelli che l’hanno utilizzato nel passato.

I ricercatori dell’Università di Princeton, Carnegie Mellon, l’Università di Boston, MIT e l’Università di Illinois at Urbana-Champaign hanno condotto delle ricerche sul meccanismo che consente agli utenti di Monero di oscurare le loro transazioni.

Monero è progettato per mescolare ogni “moneta” Monero con altri pagamenti, in modo che chiunque, perlustrando la blockchain di Monero non possa collegarlo a una particolare identità o a una transazione precedente dalla stessa fonte. I ricercatori hanno indicato nel loro lavoro pubblicato a marzo del 2018 i difetti di quel mixaggio che consentono di estrarre comunque le singole transazioni.

Anche se nessuna di queste debolezze è del tutto nuova, essendo stata discussa dagli sviluppatori sin dal 2015, i ricercatori ritengono che gli utenti che effetuavano le transazioni prima di febbraio 2017 sono esposti ad un rischio significativo di deanonimizzazione. Potrebbero essere interessate più di 200.000 transazioni tra luglio 2016 e febbraio 2017.

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I ricercatori hanno indicato due distinte incrinature nella non rintracciabilità di Monero, una delle quali è stata fissata in un update all’inizio del 2017, e una che persiste ancora oggi nonostante gli sviluppatori di Monero avessero preso dei provvedimenti per risolverlo.

Un difetto di Monero, risolto nel 2017, erano le mixin deducibili che potevano essere tracciate alle transazioni precedenti tramite l’analisi accurata. L’altro difetto è stato individuato nelle mixin che vengono campionate da una distribuzione che non assomiglia a una spesa reale e quindi gli input reali possono essere identificati.

Attualmente, dopo l’ultimo update di Monero, è possibile individuare la moneta reale il 45% delle volte, ma chi sceglie una “privacy coin” proprio per la sua caratteristica di garantire l’anonimato, avere una possibilitità su pressoché due di avere la transazione rintracciata, non è abbastanza rassicurante.

Bisogna notare che queste incrinature non identificano il destinatario della criptovaluta soltanto il mittente. Questo perché Monero nasconde gli indirizzi dei destinatari con una tecnica chiamata “indirizzi stealth”. Nonostante ciò, se un utente fa un pagamento a un exchange dove la sua identità e nota e poi esegue una transazione che dovrebbe rimanere anonima, rischia di essere identificato.

Una solozione al problema potrebbe essere il miglioramento del campionamento delle mixin. Avere un più grande set di “monete da esca” (decoy coins) in ogni transazione assicurerebbe un maggiore anonimato, ma influenzerebbe negativamente il livello di archiviazione che Monero richiede sui computer degli utenti e il tempo dell’esecuzione delle transazioni. Non vi sembra essere una soluzione ottimale.

Questo è un fatto preoccupante per chi spende Monero oggi contando sull’anonimato della criptovaluta e significa anche che la prova dei pagamenti precedenti non del tutto irrintracciabili rimane memorizzata per sempre nella blockchain di Monero.

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MoneroV sposta la data del hard fork e si rende più credibile

Il team dietro a MoneroV sposta la data del hard fork di sei settimane circa, dando come giustificazione “una domanda crescente e le aspettative più alte da parte degli utenti, degli exchange e delle grandi mining pools.” MoneroV ha dichiarato che la data dell’istantanea della blockchain verrà posticipata al 30 aprile o al blocco 1564965.

MoneroV è stato labellato da tanti come uno scam-fork di Monero per una serie di motivi più o meno validi.

Quali sono i motivi per cui MoneroV è considerato uno scam?

  1. La data del hard fork è stata inizialmente programmata per il 14 marzo mentre proprio a marzo capitava l’update della blockchain originale di Monero. Gli utenti e i developers di Monero hanno quindi accusato gli scissionisti di approfittare della possibile confusione delle date.
  2. MoneroV non ha finora previsto nessun supporto da parte di un exchange di criptovalute alzando la bandierina rossa degli utenti che, senza nessun exchange a supporto di MoneroV e della sua coin XMV, non potrebbero vendere le sue coin. Bitfinex ha recentemente twittato che, MoneroV non ha finora inviato i documenti necessari per la revisione dell’inclusione di XMV nella lista delle coin supportate.
  3. MoneroV ha dichiarato che si riserva il diritto di possedere il 10% delle XMV preminate
  4. Il team dietro a MoneroV è completamente sconosciuto
  5. MoneroV ha chiesto ai possessori di Monero di fornire le proprie chiavi private ai loro wallet e, mentre gli esperti del settore sanno ormai come fare per non perdere i fondi con gli hard fork, gli utenti inesperti si sono insospettiti

MoneroV non è un hard fork officiale di Monero, ma promette 10 XMV per ogni XMR posseduto nel wallet nel momento della presa dell’istantanea della blockchain Monero.

Dal suo ultimo blog post sul sito officiale risulta che il team ha preso in considerazione le accuse della comunità intorno a Monero e ha deciso di reagire prontamente per essere più credibile. MoneroV scrive nel post che il tempo che si prende spostando la data del hard fork dovrebbe servire a:

  • aiutare i cinque migliori exchange di Monero a listare XMV
  • aiutare le mining pools ad avere il tempo necessario per implementare MoneroV in modo che “MoneroV sia più stabile e robusto”
  • permettere agli utenti di avere il tempo per spostare XMR nel wallet Monero e sincronizzarlo
  • non creare confusione tra l’update di Monero e il hard fork
  • testare le procedure che serviranno a mitigare un problema che è stato sollevato riguardo alle ring-signatures e la diminuizione della privacy

 

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Uno dei motivi della diffidenza degli investitori era il problema della doppia spesa, ma MoneroV ha dichiarato che ha la replay protection che significa che le transazioni sulla blockchain Monero non potranno essere rifatte sulla blockchain MoneroV.

MoneroV cerca di proteggersi dagli scam avvertendo i potenziali utenti dei siti scam che promettono gli airdrop di ETH e di XMV. Il team anonimo dietro la coin giustifica anche la sua scelta di non rendere pubblico il codice sorgente del GUI MoneroV wallet per impedire i tentativi di phishing utilizzando un wallet GUI MoneroV clonato. “Questa è una pratica comune simile ai precedenti eventi degli hard fork importanti”, scrive MoneroV. Il codice sorgente di MoneroV, incluso il portafoglio della GUI MoneroV, il daemon MoneroV e tutte le altre dipendenze dall’account Github verranno pubblicati su Github dopo il hard fork e in un secondo momento verranno rilasciati in forma scaricabile.

I possessori di XMR saranno in grado di estrarre i loro XMV in qualsiasi momento in futuro utilizzando le credenziali di un portafoglio Monero vuoto basta che al momento della presa dell’istantanea vi erano presenti XMR.

 

 

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Il hard fork di monero è un attacco alla privacy o un’evoluzione positiva

Monero è una criptovaluta anonima per eccellenza e questa caratteristica le viene data dalla crittografia che rende tutte le transazioni sicure, private e non-tracciabil.

CryptoNote è un protocollo internet di livello applicativo che alimenta varie valute decentralizzate, inclusa monero. Bytecoin era la prima vera implementazione di CryptoNote, ma la comunità ha deciso di migliorare la criptovaluta ed è stato fatto il hard fork il cui resultato è stato monero.

 

Il problema dell’attacco alla decentralizzazione di monero

Similmente al bitcoin, il mining di monero avviene attraverso il Proof of Work, ma per evitare la natura centralizzante del PoW, i developers di CryptoNote hanno creato l’algoritmo Cryptonight Proof of Work per “colmare il divario tra i minatori CPU (maggioranza) e GPU / FPGA / ASIC (minoritari)“.

Cryptonight PoW intende di favorire il mining egualitario, che offre i seguenti vantaggi:

  1. se il mining è decentralizzato (poiché CPU e GPU sono ancora utilizzabili per il mining), sarà molto difficile esercitare pressioni sui minatori per non confermare una determinata transazione, o altrimenti agire come un censore per la blockchain monero.
  2. riduce la pressione verso la centralizzazione del mining nei grandi data center (come si può vedere in bitcoin)
  3. è abbastanza difficile per i governi regolamentare le società che vendono hardware per uso generale (al contrario delle società che vendono hardware specializzato tipo ASIC)

Per approfondire questo argomento è meglio comparare il mining di monero con quello di bitcoin.

I miners di bitcoin hanno cominciato a minare la criptovaluta cominciando con CPU poi GPU, poi FPGA e finalmento con ASIC e ogni volta, al passaggio successivo, si ha ottenuto un miglioramento di efficienza enorme, tant’è vero che adesso, solo chi posside l’hardware ASIC riesce a minare ancora in modo redditizio.

Questo hardware specializzato viene prodotto da poche compagnie specifiche e questo fatto crea un possibile punto di rottura. Il mining di bitcoin è molto a rischio perché compromettibile a causa della sua dipendenza da pochi produttori di hardware e dal numero sempre minore di miners stessi che si possono permettere l’attrezzatura tanto sofisticata e costosa.

Il fallimento del sistema potrebbe arrivare nel momento in cui il governo forza il produttore di ASIC di aggiungere un “interruttore” in grado di compromettere il mining o di controllarlo a distanza. L’altro scenario sarebbe in cui il governo richiedesse una licenza per comprare e utilizzare ASIC. Attraverso la licenza, il governo sarebbe in grado di controllare ulteriormente le azioni dei miners, costringendoli per esempio a non minare certe transazioni.

Risulta ovvio che il confinamento dell’attività di mining a un dato tipo di hardware è un attacco alla decentralizzazione del sistema. Soltanto la distribuzione equa del hashrate permette al mining di evitare la cenralizzazione e l’algoritmo Cryptonight è stato creato proprio per questo scopo.

Il mining che utilizza il Cryptonight può essere svolto in vari modi:

  • botnet – il mining a quasi zero costo
  • utilizzo di CPU, GPU – il mining fatto da gente con il hardware semplice come un pc qualsiasi
  • web miners che utilizzano i metodi più o meno legittimi

Il team dei developers intorno a monero ha detto che la resistenza all’ASIC è cruciale per preservare l’anonimato della criptovaluta e la decentralizzazione del sistema e per questo ha deciso che due volte all’anno ci sarà un fork. Il prossimo fork di monero avverrà a marzo.

 

Cos’è MoneroV e Wownero fork di Monero?

La notizia di un hard fork di monero imminente, denominato MoneroV (XMV) e pianificato per il 14 marzo ha fatto alzare il prezzo di XMR fino a riacquistare brevemente il livello dei 300$. MoneroV promette di fare l’airdrop di 10 XMV per ogno XMR posseduto, di mettere un cap al numero di coin minate, di porre fine ai problemi di scalabilità, di eliminare lo spam, e di risolvere tanti difetti della blockchain monero originale, ma senza specificare quali.

La stessa comunità di monero ha risposto molta critica al nuovo hard fork. MoneroV promette di combattere la “centralizzazione da ASIC” anche se il mining principale di monero non avviene tramite questo canale. XMV viene visto da alcuni utenti come uno scam in cerca di soldi. MoneroV è stato accusato di avere pianificato il fork in prossimità del fork pianificato dal team dei devolepers di monero per confondere gli utenti. Il fork MoneroV averrà dal blocco 1529810.

Riccardo Spagni, uno dei principali sviluppatori di monero, ha scritto su Twitter: “Reclamare le coin dal fork potrebbe seriamente compromettere la tua privacy quindi questo potrebbe essere un attacco alla rete di monero”.

Questo perché la sicurezza della rete di monero e dei suoi utenti è garantita dalla chiave privata. Fornire la chiave privata di monero potrebbe svelare l’identità del possessore perché se lo stesso indirizzo si trova sulla blockchain monero e MoneroV, nel momento in cui l’utente fa una transazione su una di queste blockchain, verrà prodotta la stessa immagine della chiave, ma anelli (ring) diversi, con solo l’output speso in comune. La sicurezza di monero dipende dal fatto che le immagini chiave sono utilizzate solo una volta.

In un’intervista, Justin Ehrenhofer è stato chiesto se sapeva chi fosse dietro al fork MoneroV e il developer di monero ha risposto: “… le persone dietro MoneroV sono probabilmente dei truffatori o degli aggressori. In ogni caso, questo è un attacco alla rete Monero. “

 

Poco dopo che la notizia sulla nascita di XMV si è sparsa su internet, è stata creata la controrisposta sotto forma del presunto hard fork di monero – il cosidetto Wownero.

Wownero è stato lanciato su Twitter da Riccardo Spagni e sarebbe la risposta sarcastica a MoneroV. Il sito web è stato costruito appositamente per ridicolizzare il hard fork.

 

Spagni ha annunciato che è possibile comprare Wownero su Local.Wownero e ha aggiunto un link che conduce a un sito web. Tutti i link di questo sito conducono a un video su YouTube: Rick Astley – Never Gonna Give You Up

 

Bisogna ammettere che la comunità di monero è molto solida e pronta a difendere monero e l’integrità della blockchain e che a Riccardo Spagni non manca né creatività né umorismo.

 

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