eToro e Coinone aggiungono EOS e Bitfinex si candida al BP

A distanza di poche ore tre grandi notizie si spargono nella community di EOSIO. Coinone ed eToro aggiungono EOS alle loro liste di criptovalute mentre Bitfinex annuncia la sua candidatura al Produttore dei Blocchi. Le notizie si riflettono subito nel sentiment del mercato con l’aumento del prezzo di EOS nelle ultime 24 ore del 17,85%. 

La piattaforma di trading eToro aggiunge EOS

eToro, una piattaforma di social trading con oltre 9 milioni di utenti, ha aggiunto EOS alla sua lista di altre 9 criptovalute. Su eToro è possibile comprare i CFDs di Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash, XRP, Litecoin, Ethereum Classic, Dash, Stellar e NEO e a queste si aggiunge anche EOS. 

eToro è nato come una piattaforma di trading dei titoli tradizionali come azioni, materie prime, valute e indici ed è soltanto da poco che la compagnia ha deciso di introdurre anche le criptovalute che hanno subito riscosso un grande successo trai traders della piattaforma.

Coinone, exchange di criptovalute, lista EOS

Coinone, con i suoi 643,000 utenti registrati e 23,4 miliardi di won di entrata mensile a dicembre del 2017,  è il terzo più grande exchange di criptovalute nella Corea del Sud. Coinone ha annunciato su Twitter l’aggiunta di EOS alla sua lista di altre 10 criptovalute: Bitcoin, Bitcoin Cash, Bitcoin Gold, Ethereum, Ethereum Classic, OmiseGo, Qtum, Ripple, Iota e Litecoin.

 

Bitfinex, candidato al Produttori dei Blocchi di EOSIO

Bitfinex, uno degli exchange di criptovalute con più liquidità e con circa 1,350,693,062$ di volume giornaliero, ha annunciato la sua candidatura al Produttore dei Blocchi (BP). Bitfinex si aggiunge così a una lunga lista dei candidati ai 21 BP trai quali c’è anche l’AntPool di Bitmain. 

 

 

Essendo un candidato al Produttore dei Blocchi, Bitfinex si impegna a “far crescere la natura open source dello spazio digitale decentralizzato dei titoli. Questo viene fatto attraverso intense ricerche, collaborazioni e sviluppo della comunità.” Mirano a “combinare il potenziale di EOSIO con i propri termini di ricerca, sviluppo e adozione a un livello molto più alto.”

La candidatura di un exchange di criptovalute ha però alzato tante questioni che riguardano la provenienza di EOS che verranno utilizzati sia per la votazione sia per il deposito a garanzia o staking. La community di EOSIO si chiede se Bitfinex utilizzerà le riserve dei token presenti sul proprio exchange e se, in tal caso, potrà utilizzarle anche per il deposito a garanzia. Sono questioni che non sono state vietate nella costituzione di EOSIO e che sono però molto controverse in quanto, oltre a far partire Bitfinex in netto vantaggio rispetto ad altri BP, pongono un punto interrogativo sul potere dell’exchange esercitato sui propri utenti. 

Daniel Larimer, il creatore di EOSIO ha già espresso nel passato la sua visione dei Produttori dei Blocchi e ha menzionando gli exchange di criptovalute come principali contender ai candidati. Il suo retweet di EOS New York potrebbe spiegare il motivo di questo pensiero.

 

Bitfinex sta stringende il legame sempre più forte con EOSIO. A febbraio, Bitfinex ha annunciato che creerà EOSfinex, un exchange decentralizzato ad alta prestazione che combinerà tutte le migliori caratteristiche degli exchange centralizzati e decentralizzati come la velocità, l’affidabilità, la capacità di sopportare i volumi alti e la trasparenza.

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EOS rafforza la sua posizione nella lotta per superare Ethereum

Il progetto EOS si sta facendo strada attraverso il mercato delle criptovalute e comincia a rappresentare una seria minaccia ai suoi concorrenti come Ethereum, Neo o Lisk a nominarne solo alcuni. L’iniziativa di creare una blockchain ad alta prestazione che dia la possibilità di costruirvi sopra delle applicazioni decentralizzate è partita da Daniel Larimer, creatore di un exchange decentralizzato Bitshares e di Steem.

EOS è uno dei token che sta avendo maggior successo da circa un mese con un apprezzamento del 48%, ma è da circa due settimane che fa parlare molto di sé avendo subito un aumento del 79%. Nonostante questo, EOS è ancora al di sotto del 45% rispetto al suo massimo storico del 13 gennaio quando il prezzo del token ha raggiunto 18,79$. 

L’aumento del prezzo potrebbe essere dovuto al recupero generale del mercato delle criptovalute che nelle ultime due settimane ha visto salire il prezzo di Bitcoin del 31%.

Il prezzo di EOS suscetibile alle notizie

L’aumento del 79% del prezzo di EOS potrebbe anche essere collegato con l’uscita di alcune notizie positive. La AntPool operata da Bitmain ha annunciato la sua candidatura al Produttore dei Blocchi mentre eosDAC, un altro candidato, ha fatto l’airdrop dei token a tutti i possessori di token EOS.

 

Il 17 aprile WAX ha riferito che costruirà un suo marketplace virtuale utilizzando la tecnologia blockchain sviluppata da EOS. A questo si aggiunge un’ultima notizia che riguarda non solo EOS, ma anche Ethereum. Venture Capital Working Group ha chiesto alla Securities and Exchange Commission (SEC) di non classificare alcune criptovalute come titoli o securities e, mentre Ethereum potrebbe essere incluso in tale categoria perché è stato creato tramite una ICO, EOS sembra avere tutte le carte in regola per non essere catalogato come titolo.

EOS è il concorrente principale di Ethereum

EOS nasce con lo scopo di essere una minaccia per Ethereum. La blockchain EOS è stata designata per permettere ciò che, allo stato attuale, Ethereum non è capace di fare e cioè la scalabilità verticale e orrizontale delle applicazioni decentralizzate.

La struttura blockchain così fatta sarà capace di raggiungere un milione di transazioni al secondo, eliminare le commissioni lato utente e permetterà un’implementazione facile delle applicazioni decentralizzate (DApp).

“Il software fornisce account, autenticazione, database, comunicazione asincrona e pianificazione di applicazioni su molti core o cluster di CPU. La tecnologia risultante è un’architettura blockchain che può alla fine ridimensionarsi a milioni di transazioni al secondo, elimina le tasse dell’utente e consente un’implementazione rapida e facile e il mantenimento di applicazioni decentralizzate, nel contesto di una blockchain governata ” dice il WhitePaper di EOS.

Il token EOS è essenziale per i candidati ai 21 Produttori dei Blocchi e, mentre alcuni di loro avranno già comprato EOS, molti vorranno rafforzare le loro posizioni per avere la sicurezza di essere eletti. Con poco più di cinque settimane mancanti alla fine della distribuzione dei token e al lancio del mainnet di EOS, si presume che anche il prezzo andrà a salire, ma nonostante il rilascio del testnet Dawn 3.0 non bisogna dimenticare che la blockchain EOS rimane ancora nient’altro che un progetto in fase di sviluppo.

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Come funziona Binance e come comprare bitcoin e token ICO

Binance è uno dei maggiori e più sicuri exchange di criptovalute, utilizzato da milioni di investitori in tutto il mondo e anche dalla maggior parte della crypto community italiana.

L’exchange è stato creato a luglio del 2017 dal developer Changpeng Zhao. La società di Zhao, la Beijie Technology, ha creato la piattaforma di trading di criptovalute dopo un successo della loro Initial Coin Offering (ICO) che ha raccolto 15 milioni di dollari e adesso, anche se tanto giovane, è proprio Binance a ospitare un impressionante numero di token ICO e ad essere la destinazione preferenziale dei traders internazionali.

Su Binance non puoi comprare le criptovalute con le valute tipo fiat e cioè con euro, dollari o un’altra valuta nazionale. Binance è un exchange esclusivamente cripto per cripto che vuol dire che puoi comprare i token o le criptovalute soltanto se ne possiedi già qualcuna.

Questa guida ti mostrerà come comprare bitcoin con dollari, come metterli su Binance, come comprare dei token con questi bitcoin e come prelevarli.

Perché scegliere Binance?

Binance è uno degli exchange più utilizzati al mondo e questo vuol dire che è il migliore per il trading di criptovalute. Le commissioni del 0.1% (che ulimamente sono state dimezzate al 0.05%) sono nettamente più basse rispetto ad altri exchange (Livecoin 0.18%, Coinbase 0.25%) e se si utilizza il token di Binance BNB per fare il trading, le commissioni vengono tagliate del 50%. Questo è molto importante per chi fa il trading intensivo perché permette di tagliare sul costo totale del trading. Le commissioni sul deposito sono pari allo zero mentre quelle sul prelievo delle criptovalute vengono aggiornate in accordo con le condizioni della blockchain. Su Binance puoi comprare non solo bitcoin e altre criptovalute principali, ma anche centinaia di token ICO.

Binance è considerato uno dei migliori exchange anche perché risponde tempestivamente alle preoccupazioni da parte dei clienti. Il CEO di Binance è molto attivo su Twitter e fornisce sempre gli aggiornamenti sugli sviluppi della piattaforma come anche sulle problematiche.

Binance è un exchange centralizzato e come tale rischia di essere soppiazzato dagli exchange decentralizzati (DEX) che sono sempre più popolari nella comunità dei criptotraders. Per ovviare a questo problema, Binance ha deciso di creare un proprio DEX sulla propria blockchain Binance Chain.

Come si usa Binance exchange?

Adesso ti mostreremo passo per passo come si usa Binance, come si deposita bitcoin, come si comprano le criptovalute con bitcoin e come si prelevano.

Vai su binance.com assicurandoti che è sempre questo l’indirizzo inserito. Dovresti vedere una schermata come questa. Per aprire l’account su questo exchange di criptovalute vai su “Create Account” o su “Register”

La pagina principale di Binance exchange di criptovalute

 

Vedrai la pagina della registrazione dove devi inserire l’indirizzo email, la password e poi devi confermare la password. Seleziona la casella “I agree to Binance’s Term of Use” e premi “Register”.

Registrazione account su Binance exchange di criptovalute

 

Vedrai che apparirà una finestra come questa qui sotto. È un puzzle che serve da sicurezza dell’account. Binance deve sapere che non sei un bot e invece del solito Captcha ti fa fare il puzzle.

Registrando l’account su Binance bisogna risolvere un puzzle

 

Bisogna trascinare il cerchio e mettere il puzzle nella posizione giusta.

Trascina il puzzle per entrare su Binance

 

Dopo che il puzzle viene piazzato al suo posto, appare un messaggio dove c’è scritto che bisogna confermare l’email che è stata inviata all’indirizzo email precedentemente fornito.

L’email di conferma dell’apertura dell’account su Binance exchange di criptovalute

 

Nell’email ci sono delle indicazioni su come evitare che qualcuno entri nel tuo account.

  • non bisogna dare la tua password a nessuno
  • non bisogna chiamare nessuno che dice di essere del Supporto Clienti di Binance
  • non bisogna inviare dei soldi a nessuno che dice di essere un membro di Binance
  • bisogna abilitare l’autenticazione 2FA per una maggiore sicurezza dell’account
  • bisogna fare l’attenzione se si visita www.binance.com e non un altro sito con un nome simile

Di seguito ti faremo vedere come si abilita l’autenticazione 2FA tramite l’applicazione Google Authenticator

Una volta che premi il bottone “Verify Email” potrai fare il “Login” nel tuo account Binance.

Fai il login al tuo trading account su Binance

 

Una volta che fai il “Login” dovrai di nuovo rifare il puzzle e sarà così ogni volta che vorrai accedere al tuo acount. Se fai il login dal cellulare ricordati di premere velocemente due volte il bottone giallo del login altrimenti il puzzle non apparirà.

Dopo il login vedrai di nuovo una schermata con delle avvertenze riguardanti la sicurezza del tuo account. Purtroppo gli exchange di criptovalute cadono spesso vittime degli attacchi hacker e gli investitori vengono continuamente sottoposti ai tentativi di phishing quindi Binance ti avverte di non installare dei plug-in che dicono di essere associati con Binance, di non dire a nessuno la tua password, il codice dell’autenticazione SMS o la chiave del Google Authenticator e di non fidarti di nessuno che dice di far parte di Binance.

L’avvertimento dei tentativi di phishing

 

Per depositare i fondi devi andare nella pagina dei “Funds” che si trova nella parte superiore della schermata.

Deposito fondi su Binance

 

Per fare il trading su Binance devi essere già in possesso delle criptovalute o dei token perché sono gli unici che puoi depositare. Binance non accetta le valute nazionali. Se non hai mai acquistato una criptovaluta, ti consigliamo di leggere questa guida agli exchange di criptovalute dove è possibile comprare bitcoin senza la verifica dell’account. Abbiamo anche una guida dedicata al funzionamento di uno di questi exchange – Livecoin.net.

Parliamo sempre dell’acquisto di bitcoin perché tutte le criptovalute e tutti i token ICO sono sempre in coppia con bitcoin quindi bitcoin ti servirà per comprare altre criptovalute e token ICO.

Una volta che hai acquistato bitcoin su un’altro exchange, dal menù a tendina devi scegliere bitcoin come valuta da depositare. Vedrai l’indirizzo alfanumerico al quale devi inviare bitcoin da un’altro exchange a Binance.

Deposito bitcoin su Binance exchange

 

Una volta che avrai fatto il deposito, puoi verificare se hai recevuto i tuoi fondi andando nei “Funds” e poi “Deposit/Withdrawal History”. La transazione in bitcoin non è istantanea e qualche volta ci vorrà qualche ora prima che appaia sul tuo account.

Lo storico dei depositi su Binance

 

Una volta che hai ricevuto bitcoin puoi cominciare a comprare altre criptovalute o token ICO. Devi andare su “Exchange” che si trova vicino al logo Binance e poi “Basic”.

La schermata principale del trading view

 

Adesso devi scegliere la criptovaluta o token ICO che vuoi comprare. Sulla tua destra vedrai quattro possibili coppie di criptovalute. Le coppie con BTC, ETH, BNB e con USDT. Non tutti i token esistono in tutte e quattro coppie. Ad esempio litecoin è in coppia sia con bitcoin che con ethereum, bread e con il dollaro. (LTC/BTC, LTC/ETH, LTC/BNB, LTC/USDT).

Noi scegliamo di comprare il token EOS quindi andiamo su EOS/BTC perché lo compreremo con bitcoin. Se avevamo ethereum dovevamo scegliere la coppia EOS/ETH. Una volta scelta la coppia, apparirà anche il grafico e il libro degli ordini alla sinistra dello schermo.

Acquistare un token con bitcoin su Binance

 

Esistono due metodi d’acquisto sull’exchange di criptovalute Binance:

  1. L’acquisto “Limit” – è un ordine che stabilisce il massimo o il minimo al quale si è disposti ad acquistare o vendere una determinata valuta.
  2. L’acquisto “Market” – il tuo ordine d’acquisto verrà eseguito contro l’ordine di prezzo di vendita più basso disponibile sul mercato in quel punto per quella determinata quantità. Consente di comprare una criptovaluta istantaneamente.

Come piazzare un ordine Limit Buy o Sell su Binance

Comprare EOS su Binance con l’ordine Limit Buy

 

In questo specifico caso presentato sull’immagine qui sopra, l’ultimo prezzo di scambio di 1 EOS è pari a 0.00080230 BTC. Se sei convinto che il prezzo di EOS sta per andare su, allora devi effettuare un ordine d’acquisto “Limit” al prezzo  0.00080336 BTC che è superiore dell’ultimo prezzo negoziato e del prezzo di mercato. L’ordine verrà eseguito quando incontrerà un ordine di corrispondenza o migliore (vendita) per la quantità specificata.

Allo stesso modo, possiamo porre un ordine di vendita limitato “Limit Sell” a 0,00080336 BTC che è superiore dell’ultimo prezzo negoziato e del prezzo di mercato. L’ordine verrà eseguito quando incontrerà un ordine di abbinamento o migliore (acquisto) per la quantità specificata.

L’ordine potrebbe non essere eseguito immediatamente e fino a quando non verrà eseguito è mostrato nella scheda “Open Orders” nella quale può essere annullato in qualsiasi momento.

Diversamente dall’ordine di mercato in cui non abbiamo alcun controllo sul prezzo al quale l’ordine verrà eseguito, l’ordine Limit garantisce che noi paghiamo/riceviamo esattamente lo stesso importo o migliore di quello che abbiamo dichiarato e che l’ordine non verrà eseguito finché non trova un abbinamento/ordine migliore.

 

Come piazzare un ordine Market Buy su Binance

Acquisto dei token EOS con l’opzione Market Buy

 

Nella situazione di cui sopra, se piazzi un ordine d’acquisto di 100 EOS al prezzo di mercato vuol dire che andrai a comprare:

24 EOS al prezzo 0.00080122 BTC

46 EOS al prezzo 0.00080127 BTC

30 EOS al prezzo 0.00080133 BTC

Il prezzo medio dell’acquisto di 100 EOS sarà 0.00080127 BTC.

 

Come piazzare un ordine Market Sell su Binance

Vendita di EOS con l’opzione Market Sell su Binance exchange

 

Nell’opzione Marker Order, il tuo ordine “Sell” verrà eseguito rispetto all’ordine di prezzo di offerta più alto disponibile sul mercato in quel punto per quella determinata quantità.

Nella situazione vista sull immagine di sopra, per vendere 100 EOS dovrai venderli nel modo seguente:

9 EOS al prezzo 0.00079982 BTC

7 EOS al prezzo 0.00079961 BTC

84 EOS al prezzo 0.00079902 BTC

Il prezzo medio della vendita dei tuoi 100 EOS sarà 0.0007996 BTC.

Inviare un ordine di mercato è il metodo più veloce per l’esecuzione di una transazione. È vantaggioso per i traders che prevedono di tenere i token per i periodi lunghi perché in tal caso pochi punti di differenza nel prezzo non hanno un grande impatto sul prezzo.

Questo è lo strumento meno preferito per i traders giornalieri in quanto fornisce un controllo minimo o inesistente sul prezzo a cui verranno eseguite le transazioni e pochi punti nel prezzo possono avere un effetto enorme.

 

Come impostare un ordine Stop-Limit

 

L’impostazione dei limiti Sell su Binance

 

La volatilità nel mercato delle criptovalute è talmente alta che un cambio brusco nel prezzo potrebbe portare a una grossa perdita del capitale iniziale che hai inserito.

Per garantire la sicurezza del capitale iniziale o per impostare un importo minimo di un profitto c’è l’opzione Stop limit.

Uno Stop limit order o meglio conosciuto come lo Stop-Loss nel mercato azionario è uno strumento inestimabile per sfuggire alle incertezze del mercato.

Se prendiamo in considerazione la situazione visibile sull’immagine, vedremo che l’ultimo prezzo scambiato è 0.0007999 EOS/BTC. Se tu in precedenza hai acquistato EOS e vuoi assicurare il tuo capitale contro il calo del prezzo eccessivo, dovrai impostare un prezzo minimo al quale i tuoi token dovranno essere venduti. Per fare questo devi impostare lo “Stop” al di sotto del prezzo al quale hai acquistato EOS.

Possiamo fissare il prezzo limite sopra o sotto il prezzo ‘Stop’ come dalla tua comprensione e l’analisi del mercato. Ciò garantirà certezza di profitti e capitale in un mercato ribassista.

 

Come si prelevano i fondi da Binance

Se sei un nuovo utente su Binance e vuoi fare il prelievo dei tuoi fondi, devi impostare prima un’autenticazione a due fattori la cosidetta 2FA. Questo serve per la sicurezza del tuo account e siccome Binance ci tiene alla sua reputazione, ogni utente è forzato a impostare un secondo livello di sicurezza oltre alla password. Puoi scegliere se vuoi fare la 2FA tramite un’applicazione di Google Authenticator o tramite un SMS. Noi riteniamo che l’autenticazione tramite l’app di Google è più sicura e per questo ti guideremo alla sua impostazione.

Binance ti ricorda che bisogna mettere al sicuro i tuoi fondi

 

Una volta che avrai premuto Google Authenticator, vedrai una finestra che ti invita a fare il download dell’applicaziano sul tuo telefono.

 

Scarica l’applicazione Google Authenticator per impostare l’autenticazione 2FA

 

L’applicazione è molto semplice in uso. Basta che fai + per aggiungere un nuovo codice e poi piazzi la tua videocamera di fronte al codice QR visualizzato su Binance. Google Authenticator farà lo scan del codice QR e aggiungerà un nome “Binance”. Vedrai 6 numeri che si cambieranno ogni minuto. Per adesso non devi fare nulla con quei numeri.

Scannerizza il codice QR visualizzato su Binance utilizzando l’app Google Authenticator

 

Devi scrivere la chiave di Google Authenticator in un blocco note o in un altro posto sicuro. Questo codice ti servirà nel caso perdessi il telefono o l’accesso all’applicazione. Questo codice è molto importante quindi bada bene ad averlo salvato in un posto sicuro.

Scrivi in un blocco note la chiave di Google Authenticator

 

Nell’ultima schermata dovrai scrivere la chiave che hai appena visto, la password del tuo account e il codice a 6 cifre che vedi nell’applicazione Google Authenticator. Ogni volta che accederai al tuo account dovrai inserire 6 nuove cifre che ti verranno date da Google Autheticator.

Imposta il Google Authenticator per il tuo account su Binance

 

Adesso puoi prelevare i tuoi fondi. Devi scegliere il token o la criptovaluta che vuoi prelevare, inserire l’indirizzo di destinazione che può essere un wallet o un altro exchange e la quantità dei token da prelevare. Fai “Submit” e la tua transazione verrà eseguita.

Prelievo dei token EOS da Binance

 

Tutto ciò che è stato descritto in questa guida serve come base per comprare e vendere i token ICO e le criptovalute sull’exchange Binance. Se vuoi, puoi anche utilizzare il grafico avanzato con degli strumenti di analisi tecnica che serve sempre per vedere la direzione del trend e per avere dei segnali su un possibile punto d’entrata o d’uscita.

Binance è intuitivo e una volta che ci prenderai la mano tutto diventerà facile e anche l’utilizzo di altri exchange non sarà più un problema.

Binance è l’exchange di scambio di criptovalute con criptovalute più consigliato in tutto il mondo e ultimamente ha anche annunciato che vuole trasferire la sua sede a Malta per poter accettare i pagamenti nelle valute fiat.

 

Leggi la nostra guida su dove comprare le criptovalute con EUR o USD senza dover verificare l’account

Puoi acquistare EOS, bitcoin e altre criptovalute e token su degli exchange tipo LivecoinExmoBinance o HitBTC.

 

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Cos’è e come funziona il Delegated Proof of Stake di EOS

Il Delegated Proof of Stake (DPoS) è un algoritmo di consenso e un metodo per mettere al sicuro la rete. Cerca di risolvere i problemi presenti nel Proof of Work utilizzato da Bitcoin ed Ethereum e nel Proof of Stake utilizzato da Peercoin e NXT.

Il DPoS può essere anche descritto come il più flessibile e il più efficiente algoritmo di consenso disponibile in questo momento.

DPoS è stato inventato nel 2013 dal developer, Dan Larimer, e implementato nel suo primo progetto blockchain – Bitshares – e successivamente in Steem.

I progetti che utilizzano il DPoS sono molto ben noti nel mondo delle criptovalute: Ark, Lisk, Nano, Tezos, Golos, PeerPlays, Steem, Bitshares e EOS. In questo articolo ci concentreremo sul Delegated Proof of Stake implementato in EOS perché è quello più rifinito e più aggiornato.

 

Il Delegated Proof of Stake e la differenza tra il Proof of Work e il Proof of Stake

Larimer ha deciso di creare il proprio meccanismo di consenso perché ha notato che il Proof of Work (PoW) utilizzato da Bitcoin richiede troppa energia e che nel futuro vi sarebbe posto il problema della centralizzazione dei miners e delle mining pools.

Anche il Proof of Stake aveva le sue pecche. Nel Proof of Stake (PoS) i possessori del maggior numero di token possono essere i produttori di blocchi. Questo approccio concentra il potere nelle mani dei pochi prescelti.

Dan Larimer ha voluto migliorare il sistema di consenso creando un algoritmo che potesse lavorare in modo economico sia nei termini economici che energetici, che fosse scalabile più di quanto non lo sia Bitcoin o le blockchain basate sul PoS, ma migliorare questi due espetti comportava l’accettazione di un compromesso che riguardava la decentralizzazione.

Il cosiddetto trilemma della scalabilità, è stato formulato per la prima volta da Vitalik Buterin e Trent McConaghy. I due sviluppatori hanno notato che una blockchain nella quale ciascun nodo valida ogni transazione può avere solo una delle tre caratteristiche:

  • decentralizzazione
  • sicurezza
  • scalabilità

Se lo vediamo sull’esempio di Bitcoin possiamo constatare che, in effetti, la blockchain di Bitcoin è sicura e decentralizzata, ma la scalabilità è molto bassa. Se invece lo vediamo sull’esempio di NXT, la blockchain è scalabile e sicura, ma col passare del tempo, la decentralizzazione tende a scomparire e con essa anche la sicurezza della rete.

Alcuni progetti cercano di mitigare queste mancanze con lo sharding (Ethereum, Polkadot, Dfinity) o con il Lightning Network (Bitcoin, Litecoin, Dash).

Il Delegated Proof of Stake in EOS risolve il problema della scalabilità in un altro modo. Per raggiungere la scalabilità desiderata di 1 milione di transazioni al secondo, il DPoS concentra la produzione dei blocchi nei 21 nodi validatori (produttori di blocchi) che sono più o meno conosciuti e fidati.

 

Come funziona il Delegated Proof of Stake

I possessori di token EOS hanno il diritto di votare i candidati per eleggere i produttori di blocchi. I voti sono tanto più importanti quanto più grande è il loro deposito (stake). Quei candidati che ricevono più voti, diventano i produttori di blocchi. La votazione è continua e ogni possessore di EOS può parteciparvi. La votazione è importante per mantenere la rete in uno stato di salute e decentralizzata il più possibile. Gli utenti possono anche delegare un altro utente per votare al loro posto.

Nel caso in cui i produttori dii blocchi si comportano nel modo sbagliato o non validano i blocchi, gli utenti possono decidere di cambiarli in qualsiasi momento. La minaccia di perdere la posizione del nodo validatore e la reputazione, è l’incentivo per un comportamento giusto e orientato verso il bene della rete e non verso quello individuale. Aggiuntivamente, i possessori di EOS devono sottoscrivere la cosiddetta “costituzione” che poi è incorporata nel hash di ogni transazione. Gli utenti hanno il diritto di votare per fare dei cambi nel protocollo che, per essere effettivi, devono essere approvati da 17 dei 21 nodi validatori e mantenuti per 30 giorni consecutivi dopodiché, tutti devono firmare le transazioni con il hash della nuova costituzione. I produttori di blocchi cambiano quindi il codice sorgente per riflettere la modifica della costituzione. Trascorsi altri 30 giorni, con i produttori che mantengono l’approvazione 17/21, il codice cambia una settimana dopo. Tutti i nodi che non eseguono l’aggiornamento al nuovo codice vengono automaticamente arrestati.

Questo sistema è spesso comparato alla democrazia tecnologica anche se più trasparente di quella tradizionale.

Mentre nel PoS gli utenti producono i blocchi proporzionali al loro deposito, nel DPoS gli utenti votano proporzionalmente al loro deposito per scegliere chi deve produrre i blocchi.

I produttori di blocchi non necessariamente devono avere un grosso deposito, ma devono competere per ricevere i voti dei possessori di token. La competizione, però, finisce una volta che i produttori vengono scelti. Per produrre i blocchi, i nuovi eletti devono cooperare.

Non vi sono gli incentivi per produrre più blocchi perché ciascuno dei nodi validatori può produrre soltanto un blocco in un turno.

In EOS e Steem non vi sono le commissioni per transazione e i validatori dei blocchi vengono ricompensati esclusivamente attraverso l’inflazione. A differenza del Bitcoin, dove i miners cercano di validare prima le transazioni con le commissioni più alte e competono per averle, in EOS o Steem non hanno questo tipo d’incentivo.

Nel DPoS la validazione dei blocchi avviene nei turni. In un turno ogni produttore di blocchi riceve uno spazio temporale per produrre il blocco. Un turno consiste di 21 blocchi. All’inizio di ogni turno ciascun produttore riceve solo uno spazio temporale e soltanto durante il suo spazio può produrre il blocco. Se non lo produce all’interno del proprio spazio temporale, allora quel blocco salta e le transazioni da quel blocco vengono incluse nel blocco successivo. I proprietari di token possono decidere se lasciare il produttore di blocchi che ha mancato il proprio slot o se cambiarlo attraverso la votazione che va in continuazione.

Il DPoS è criticato da alcuni perché, secondo loro, i 21 nodi validatori non forniscono una giusta decentralizzazione. La domanda che si pone spontanea è quindi: “Quanti nodi sono sufficienti per garantire una giusta decentralizzazione e perché Dan Larimer ha deciso di avere proprio 21 nodi?”

Per rispondere a questa domanda bisogna far presente che tanti più nodi partecipano nella validazione dei blocchi e tanto più l’operazione è rallentata. 21 blocchi possono sembrare pochi, ma se si considera, che solo una minima parte dei possessori di token EOS partecipano nelle votazioni per i candidati ai produttori di blocchi, questo numero assume un’altro significato.

Se il DPoS avesse più posti dei nodi validatori da riempire, ci sarebbe il rischio di non arrivare a farlo. Un gruppo relativamente piccolo dei nodi validatori offre un vantaggio di essere facilmente controllato dalla comunità e, nel caso i possessori di token scoprano un comportamento nocivo per la rete, possono facilmente sostituirlo con un altro. Monitorare un grosso gruppo di nodi è difficile e, considerando che non vi sono incentivi per farlo, probabilmente nessuno vorrebbe dedicarsi a questo scopo e tutta la rete ne soffrirebbe.

L’obiettivo del sistema non è il decentramento come fine a se stesso. Il decentramento è una caratteristica dei sistemi che consente loro di raggiungere altri obiettivi: la resistenza alla censura, la partecipazione aperta, l’immunità dagli attacchi diretti e l’eliminazione dei singoli punti di errore.

Nonostante non ci sia un numero di nodi specifico, necessario per mantenere la decentralizzazione e il raggiungimento di questi obiettivi, Larimer nel suo DPoS fissa il numero a 21 e permette agli utenti della rete di cambiare questo numero nel caso ci fosse tale bisogno.

Un gruppo di ricercatori ha scritto nel suo articolo sulla decentralizzazione nelle reti Bitcoin ed ethereum che la produzione dei blocchi in Bitcoin e in Ethereum è più concentrata di quanto si pensasse:

“Questi risultati mostrano che un sistema di quorum bizantino di dimensione 20 potrebbe ottenere un migliore decentramento rispetto al Proof of Work a un costo di risorse molto più basso. Ciò dimostra che sono necessarie ulteriori ricerche per creare un protocollo di consenso permissionless senza un così alto grado di centralizzazione.”

Il Delegated Proof of Stake potrebbe essere una soluzione a questo problema e pone nelle mani dei possessori di token le armi sotto forma di voto.

La centralizzazione geografica dei nodi di Bitcoin è una grande minaccia perché uno stato come la Cina potrebbe decidere di usare la propria forza per esercitare il potere sui miners. Gli utenti della rete EOS possono semplicemente non votare i nodi localizzati in un certo paese in favore della decentralizzazione mondiale.

Nelle blockchain che si basano sul Proof of Work esiste anche la minaccia della collusione delle mining pools.

Nel DPoS esiste lo stesso pericolo. I nodi validatori possono mettersi d’accordo fra di loro, ma i possessori di token che allo stesso tempo sono anche i proprietari della blockchain, hanno un ruolo decisionale e possono votare altri candidati e cambiare quelli esistenti.

In ogni blockchain ci sono due tipi di figure. Ci sono quelli che eseguono le operazioni e poi ci sono quelli che le validano. Il primo gruppo comprende i possessori di token che eseguono le transazioni e il secondo gruppo comprende i validatori che le confermano. In ogni blockchain i validatori svolgono un ruolo importante perché raccolgono le transazioni, le ordinano e prevengono la doppi spesa, ma soltanto nell’algoritmo di consenso DPoS i possessori di token hanno il potere di controllare chi sono questi validatori. Possono anche controllare l’inflazione che inizialmente è impostata al 5%, ma che i proprietari di token possono decidere di cambiare. L’inflazione serve a mantenere tutta l’infrastruttura e può essere anche destinata allo sviluppo della piattaforma, ai hackathons o a un qualsiasi altro scopo. Il lavoro svolto dai produttori di blocchi viene ricompensato grazie all’inflazione e sono sempre i proprietari di token a decidere la percentuale destinata alle ricompense.

 

Le minacce alla sicurezza e all’integrità della blockchain EOS

Creare una blockchain implica anche studiare i possibili attacchi al sistema che possono avvenire sia a causa degli hacker sia a causa dei possessori di token malintenzionati o dei produttori di blocchi.

EOS utilizza la tecnologia Graphene e il DPoS e questo meccanismo non ha la possibilità di generare più catene concorrenti durante un hard fork. Questo perché esiste un numero preciso di nodi validatori e l’ordine è creato ad ogni turno. Una minoranza dei nodi non potrebbe vincere perché gli altri nodi validatori continuerebbero a produrre i blocchi sulla catena originale allungandola sempre di più e nel DPoS, la catena più lunga è quella che vince sempre.

Il Delegated Proof of Stake riesce a difendersi anche dalla collusione della maggior parte dei produttori di blocchi per produrre più fork. In questo caso, pur essendo in minoranza, i validatori onesti determinerebbero la catena più lunga. I possessori di token potrebbero votare a sfavore dei nodi collusi.

Un possibile attacco che potrebbe compromettere l’integrità del sistema sarebbe se una netta maggioranza creasse un hard fork. Per approfondire l’argomento degli hard fork vi consigliamo di leggere questo articolo.

Anche la corruzione può essere considerata un certo tipo di attacco perché altera la governabilità della blockchain e ne minaccia la sicurezza. La corruzione è l’attacco più comune nel DPoS ed è già stata osservata in Link e in Steem.

I produttori di blocchi e i candidati cercano di accaparrarsi più voti possibili per mantenere la loro posizione e corrompono gli utenti per votarli.

Una situazione del genere è presente tuttora in Lisk. Due pool, LiskElite e LiskGDT, offrono in cambio dei voti una porzione delle ricompense guadagnate dalla produzione dei blocchi. Esiste anche un sito web dove si può scegliere i delegati con i pagamenti per voto più alti.

Questo tipo di corruzione, alquanto possibile, non sarà molto conveniente nel caso di EOS perché un validatore, oltre a validare le transazioni, deve fornire lo storage, partecipare alla governance e utilizzare i profitti per migliorare il proprio hardware al fine di aumentare la capacità totale della rete. Questo è ciò che ci si aspetta da un produttore di blocchi valido e Larimer vede i futuri produttori di blocchi come dei centri dati comunicanti fra di loro. Considerando le aspettative, anche i costi di produzione saranno alti. Aggiungere dei costi di corruzione a quelli già esistenti renderebbe il produttore meno competitivo rispetto ad altri validatori, riducendo con questo la sua futura capacità di produrre i blocchi.

I possessori di token EOS informati sui pericoli connessi col votare i produttori corrotti, preferiranno quei produttori che danno il valore reale alla rete e con esso, preservano gli investimenti piuttosto che ottenere le ricompense piccole e nocive per il sistema. È quindi essenziale educare i possessori di token a votare contro ogni tentativo di corruzione e di denunciarla pubblicamente.

DPoS cerca di proteggersi almeno in parte dai possessori di token corrotti introducendo il sistema della scadenza dei voti nel quale i voti più recenti hanno più valore di quelli vecchi e premiando la partecipazione degli utenti attivi piuttosto che quelli che votano una volta sola. I voti degli utenti che votano una volta al mese vengono apprezzati pienamente mentre gli altri voti scadono lentamente finché, dopo due anni, non hanno più nessuna validità.

L’attacco Distributed Denial od Service (DDoS) ha causato parecchi problemi nel passato e il DPoS non è di certo immune, ma è estremamente difficile da eseguire. Questo perché i produttori di blocchi sono delle entità distinte e distribuite in tutto il mondo. Mentre un attacco su un produttore di blocchi è possibile e causerebbe dei ritardi, l’attacco a più produttori simultaneamente è pressoché impossibile. Un nodo validatore o più nodi che soffrono questo tipo d’attacco potrebbero essere votati contro ber il bene della rete.

 

L’applicazione del Delegated Proof of Stake in Bitshares e in Steem ha provato la sua abilità a mantenere il consenso e il processamento di più transazioni di qualsiasi altra blockchain. Il DPoS è quindi la soluzione ideale al problema della scalabilità. Il costo dell’incredibile scalabilità è minore decentralizzazione, ma, alla fine, la decentralizzazione non è altro che un mezzo per un fine più importante. Lo scopo della decentralizzazione è la resistenza alla censura, l’apertura e nessun singolo punto di fallimento e il DPoS con i suoi 21 produttori di blocchi riesce a raggiunge questi fini.

A differenza di tanti altri algoritmi, il DPoS può continuare a funzionare anche quando la maggior parte dei produttori di blocchi fallisce. È la comunità intorno a EOS a decidere chi dovrebbe prendere il loro posto ed è anche la comunità che ha il potere di cambiare la costituzione, il protocollo, l’inflazione e altre cose riguardanti la rete EOS.

Il DPoS dà il potere ai possessori di token e vuole che essi agiscano coscientemente e che siano coinvolti nella blockchain per un bene comune.

 

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Puoi acquistare EOS su degli exchange tipo LivecoinExmoBinance o HitBTC.

 

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La blockchain di Eos è la rivale principale di Ethereum

EOS blockchain è un progetto di una piattaforma scalabile, senza le commissioni per transazione, che supporterà le applicazioni decentralizzate (dApp) e sarà costruita in modo molto facile per permettere ai developers di sviluppare queste dApp.

Il problema della scalabilità della blockchain

Una blockchain per essere utilizzata a livello mondiale deve essere veloce e la blockchain di Bitcoin ha dato prova di non essere in grado di avere una scalabilità abbastanza grande da poter supportare tante transazioni.

Anche Ethereum, che è molto più veloce, ha visto il suo network intasato quando è stata rilasciata l’app Crypto Kitties. Ethereum riesce a far passare 15 transazioni al secondo mentre Bitcoin soltanto 7.

La blockchain di Litecoin è più veloce (50 transazioni al secondo), ma la blockchain di Eos è costruita per batterle tutte.

La scalabilità di Eos può arrivare fino a 1 milione di transazioni al secondo.

 

Il problema della scalabilità è uno dei principali da affrontare nella costruzione di una blockchain. È la scalabilità che ci dice se una blockchain può ricevere milioni di transazioni o meno.

Se tutti quelli che stanno costruendo le applicazioni sulla blockchain di Ethereum, le lanciano e rendono disponibili al pubblico, la rete non riuscirà a supportare questo numero di transazioni e crollerà.

Eos, a differenza di tante blockchain ha un’enorme scalabilità sia verticale che orizzontale, commissioni zero e permette la costruzione di applicazioni decentralizzate quindi ha tutto ciò che ci vuole per porre una vera minaccia a Ethereum.

Se pensiamo che Facebook riceve 52 mila like al secondo e Ethereum riceve 15 transazioni al secondo, vuol dire che se FB volesse utilizzare la blockchain soltanto per i suoi like, questa dovrebbe essere 3466 mila volte più efficiente di quanto questa di Ethereum. Eos, con il suo milione di transazioni al secondo, riuscirebbe a svolgere bene questo compito.

La blockchain di bitcoin è stata la prima e grazie al suo successo tutti gli altri developers hanno potuto sviluppare i propri progetti prendendo dal bitcoin ciò che funziona e migliorando ciò che non funziona.

Quando Dan Larimer ha cominciato a costruire Eos, si è focalizzato sulla scalabilità. Era evidente che il bitcoin, allo stadio al quale era, non avrebbe potuto supportare il numero delle transazioni che crescevano sempre di più e quindi Larimer ha voluto ovviare a questo problema.

Il CTO di Eos ha preso qualcosa anche dalla blockchain di Ethereum.

La caratteristica principale di Ethereum è la possibilità di creare degli smart contracts e Larimer ha voluto implementare e migliorare questo aspetto.

Eos utilizzerà gli smart contracts che saranno molto più efficienti degli smart contracts normali.

Gli smart contracts di Eos

La tecnologia blockchain si basa sull’elaborazione sequenziale delle transazioni, che causa ritardi e può rendere la tecnologia inefficiente.

Larimer ha visto che la scalabilità verticale non basta per permettere a una blockchain di funzionare senza essere congestionata e che bisogna scalare anche orizzontalmente.

La blockchain di Eos potrà elaborare una quantità elevata di transazioni contemporaneamente pur rimanendo in grado di servire altri comandi di rete come l’esecuzione di dApp e senza creare una “coda” sulla blockchain.

Le caratteristiche principali della blockchain di Eos

Le caratteristiche principali della blockchain Eos

La blockchain di Eos utilizzerà un meccanismo di consenso Delegated Proof of Stake (DPoS) nel quale i possessori di token EOS continuamente votano per i produttori dei blocchi, che minano i blocchi e decidono sui principali eventi nell’ecosistema Eos.

I produttori di blocchi con l’81% dei voti, potranno bloccare gli account, aggiornare contratti intelligenti e proporre dei hard fork, ma nel caso in cui un produttore si comporterà male, potrà essere cambiato.

I blocchi sulla blockchain verranno creati ogni 3 secondi e esattamente un produttore è autorizzato a produrre un blocco in un dato momento. Il tempo della conferma di una transazione sarà di 1.5 secondi.

Una caratteristica unica della blockchain di Eos sarà la possibilità di correggere degli errori e ripristinare i cambiamenti con il consenso della maggioranza assoluta invece di aver bisogno di un hard fork. In condizioni normali una blockchain DPoS non avrà bisogno degli hard fork in quanto i produttori dei blocchi lavoreranno cooperando e non competendo con gli altri come nel Proof of Work blockchain tipo bitcoin. Nel caso in cui un hard fork avvenga, la blockchain di Eos passerà alla catena più lunga.

Le aziende che andranno a sviluppare le applicazioni su una blockchain così flessibile avranno la possibilità di migliorare le proprie applicazioni in qualsiasi momento.

Le transazioni su Eos non comportano le commissioni. I token Eos saranno indispensabili per i developers delle applicazioni per rendere le dApp operazionali sulla blockchain e saranno anche necessari per gli account che registrano nuovi utenti di queste applicazioni. Il costo di finanziamento del nuovo account utente sarà insignificante se comparato con ciò che le aziende spendono oggi in pubblicità e promozione per acquistare utenti.

 

La ICO di Eos

I token EOS vengono utilizzati per raccogliere i fondi durante la ICO, la cui durata e di 11 mesi. La ICO è cominciata il 27 giugno 2017 e finisce l’1 giugno 2018.

I token EOS possono essere acquistati sugli exchange tipo Livecoin, Binance e HitBTC.

Su Livecoin puoi acquistare Eos con BTC, USD o ETH e senza la verifica dell’account.

Bitfinex annuncia EOSfinex – un exchange decentralizzato su EOS

Bitfinex ha annunciato la costruzione di un exchange decentralizzato ad alta prestazione, basato sulla tecnologia EOS. Il DEX si chiamerà EOSfinex e combinerà tutte le migliori caratteristiche degli exchange centralizzati e decentralizzati come la velocità, l’affidabilità, la capacità di sopportare i volumi alti e la trasparenza.

Bitfinex ha scelto la tecnologia EOS per costruire un exchange “on chain” perché la sua enorme scalabilità e la velocità sono essenziali per supportare i volumi alti delle transazioni. EOS è una delle poche blockchain che riesce a processare decine di migliaia di transazioni al secondo e ridurre al minimo sia le commissioni sia i tempi di conferma.

Bitfinex è uno dei maggiori exchange di criptovalute ed e il progetto di costruire un exchange decentralizzato lo mette in posizione di netto vantaggio rispetto ai suoi competitors.

L’anno 2018 sarà l’anno del lancio della maggior parte dei DEX e vedremo lo spostamento degli utenti dalle borse di scambio di criptovalute centralizzate verso quelle decentralizzate. I DEX promettono le commissioni basse, le transazioni trustless e il controllo totale sui propri fondi, ma il problema maggiore è la connessione con gli sistemi di pagamento delle valute tipo FIAT (euro, dollari, sterline…). Sarà interessante vedere come EOSfinex e gli altri DEX risolveranno questo problema.

 

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