Monero privacy coin

Un gruppo di ricercatori provenienti da alcune istituzioni statunitensi ha scoperto una serie di difetti in Monero – una delle criptovalute cosidette “private” – che potrebbero rivelare l’identità non solo di chi utilizza Monero adesso, ma anche di quelli che l’hanno utilizzato nel passato.

I ricercatori dell’Università di Princeton, Carnegie Mellon, l’Università di Boston, MIT e l’Università di Illinois at Urbana-Champaign hanno condotto delle ricerche sul meccanismo che consente agli utenti di Monero di oscurare le loro transazioni.

Monero è progettato per mescolare ogni “moneta” Monero con altri pagamenti, in modo che chiunque, perlustrando la blockchain di Monero non possa collegarlo a una particolare identità o a una transazione precedente dalla stessa fonte. I ricercatori hanno indicato nel loro buy Lyrica in canada lavoro pubblicato a marzo del 2018 i difetti di quel mixaggio che consentono di estrarre comunque le singole transazioni.

Anche se nessuna di queste debolezze è del tutto nuova, essendo stata discussa dagli sviluppatori sin dal 2015, i ricercatori ritengono che gli utenti che effetuavano le transazioni prima di febbraio 2017 sono esposti ad un rischio significativo di deanonimizzazione. Potrebbero essere interessate più di 200.000 transazioni tra luglio 2016 e febbraio 2017.

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I ricercatori hanno indicato due distinte incrinature nella non rintracciabilità di Monero, una delle quali è stata fissata in un update all’inizio del 2017, e una che persiste ancora oggi nonostante gli sviluppatori di Monero avessero preso dei provvedimenti per risolverlo.

Un difetto di Monero, risolto nel 2017, erano le mixin deducibili che potevano essere tracciate alle transazioni precedenti tramite l’analisi accurata. L’altro difetto è stato individuato nelle mixin che vengono campionate da una distribuzione che non assomiglia a una spesa reale e quindi gli input reali possono essere identificati.

Attualmente, dopo l’ultimo update di Monero, è possibile individuare la moneta reale il 45% delle volte, ma chi sceglie una “privacy coin” proprio per la sua caratteristica di garantire l’anonimato, avere una possibilitità su pressoché due di avere la transazione rintracciata, non è abbastanza rassicurante.

Bisogna notare che queste incrinature non identificano il destinatario della criptovaluta soltanto il mittente. Questo perché Monero nasconde gli indirizzi dei destinatari con una tecnica chiamata “indirizzi stealth”. Nonostante ciò, se un utente fa un pagamento a un exchange dove la sua identità e nota e poi esegue una transazione che dovrebbe rimanere anonima, rischia di essere identificato.

Una solozione al problema potrebbe essere il miglioramento del campionamento delle mixin. Avere un più grande set di “monete da esca” (decoy coins) in ogni transazione assicurerebbe un maggiore anonimato, ma influenzerebbe negativamente il livello di archiviazione che Monero richiede sui computer degli utenti e il tempo dell’esecuzione delle transazioni. Non vi sembra essere una soluzione ottimale.

Questo è un fatto preoccupante per chi spende Monero oggi contando sull’anonimato della criptovaluta e significa anche che la prova dei pagamenti precedenti non del tutto irrintracciabili rimane memorizzata per sempre nella blockchain di Monero.

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