Il regolatore di Bitcoin futures da ai dipendenti il permesso di fare il trading di criptovalute

La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti ha dato ai suoi dipendenti il ​​via libera per poter negoziare le criptovalute, una decisione che è arrivata in risposta a “numerose” richieste da parte del personale.

La polizza annunciata in un memo il 5 febbraio e stata scritta dal consigliere generale della CFTC, Daniel Davis. Davis ha detto che, poiché già nel 2014 l’agenzia ha stabilito che le criptovalute sono materie prime, i dipendenti possono scambiarle come se avessero dei metalli preziosi, barili di petrolio o altri materie prime.

Bloomberg riporta che Davis ha, però, proibito ai dipendenti della CFTC di scambiare le criptovalute a margine e di astenenersi dall’insider trading traendo dei vantaggi da alcune delle informazioni privilegiate acquisite nel corso del loro lavoro presso l’agenzia di regolamentazione.

“Tenete presente che dovete sforzarvi di evitare le azioni che creino l’apparenza di violazione della legge o del governo e delle norme etiche della commissione”.

È vietato anche l’investimento nei contratti future di Bitcoin perché rientrano nell’ambito di competenza dell’agenzia di regolamentazione.

“Il presidente ha chiarito che i membri dello staff che possiedono Bitcoin non dovrebbero partecipare a questioni relative a Bitcoin, in quanto presenta un conflitto di interessi”, ha detto Erica Richardson, il portavoce del presidente della CFTC J. Christopher Giancarlo.

Mentre l’agenzia non ha l’autorità per sorvegliare gli scambi di criptovalute ha la supervisione diretta dei mercati dei futures su criptovalute statunitensi, la CBOE con la sede a Chicago e la CME. Le autorità di regolamentazione della CFTC possono anche indagare su frodi e manipolazioni nei mercati, e l’agenzia ha già denunciato diverse truffe di investimenti di criptovalute. CFTC ha anche rilasciato un avvertimento riguardante i cosidetti schemi pump-and-dump. Queste truffe, ha spiegato la CFTC, non sono nuove, ma spesso sfruttano l’hype che circonda le tecnologie nascenti.

“Come per molte frodi online, questo tipo di truffa non è una novità: implementa semplicemente una tecnologia emergente per capitalizzare l’interesse pubblico nei confronti delle risorse digitali”, ha affermato Erica Elliott Richardson, il direttore degli affari pubblici della CFTC. “Gli schemi di pump-and-dump precedono di molto l’invenzione delle valute virtuali, e in genere evocano l’immagine delle penny stock boiler rooms [sale di mercato che vendono le azioni che non valgono nulla], ma i clienti dovrebbero sapere che queste frodi si sono evolute e sono prevalenti online”.

L’agenzia è stata criticata per il suo approccio “rilassato” alla regolamentazione delle criptovalute, mentre il presidente Giancarlo ha guadagnato il rispetto di molti investitori di criptovalute, in gran parte a causa dei commenti che ha fatto in una recente audizione del senato americano.

Giancarlo ha detto che la tecnologia DLT (distributed ledger technology) non esisterebbe se Bitcoin non fosse stato inventato e ha anche ammesso che i suoi figli sono dei possessori di Bitcoin.

“…dobbiamo a questa nuova generazione il rispetto per il loro entusiasmo per le valute virtuali con una risposta premurosa ed equilibrata, non una sprezzante“.

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