Garrett Camp, il fondatore di Uber, ha annunciato giovedì l’uno marzo che vuole creare la propria criptovaluta chiamata Eco.

“Eco mira a creare una nuova valuta globale che è più facile, più sicura e più veloce da utilizzare dei contanti”, hanno spiegato gli sviluppatori della nuova criptovaluta in go here un post su Medium.

Camp spera che Eco entrerà a far parte dell’utilizzo giornaliero di ogni persona come lo ha fatto Uber nelle grandi città del mondo. A differenza di molte altre criptovalute, Eco mira a “distribuire equamente” alla sua comunità il valore economico generato dalla sua piattaforma open source.

Il fondatore di Uber, he detto in buy Lyrica in mexico un’intervista per Fortune, che non prevede nessuna ICO per raccogliere i fondi.  La mancanza di ICO permetterà di evitare potenziali ripercussioni legali o normative visto che la regolamentazione del mercato ICO non è stabile. Ultimamente ci arrivano http://blog.adamslandscapesupply.ca/contact/ le notizie che la Securities Exchange Commission ha inviato le subpoeanas sulle ICO e Camp, molto probabilmente, vuole proteggersi dal rischio di condurre una ICO che potrebbe creare problemi inutili.

Il whitepaper di Eco indica che verrà creato un trilione di token. Il primo miliardo di persone che si registrano sul sito riceverà gratuitamente una parte del 50% dei token Eco destinati a questo scopo. Il rimanente 50% dei token verrà suddiviso come segue:

  • 20% verrà regalato alle università
  • 10% andrà per i consulenti
  • 10% per i partner strategici
  • 10% sarà detenuto dalla Fondazione Eco che verrà creata nel futuro

Nonostante Camp si prefigge lo scopo di creare “una valuta digitale per tutti” e di risolvere i problemi di Bitcoin e di Ethereum, il suo token Eco non è del tutto ciò, che le due più grandi criptovalute sono. A differenza di Bitcoin ed Ethereum, le transazioni tramite Eco verranno validate dai nodi verificati. Questi nodi apparterranno a delle università. Camp, vuole inizialmente collaborare con le migliori università e gli istituti di ricerca per gestire questi primi nodi validatori.

Sul sito web di Eco si può leggere:

“Sono necessari nuovi sistemi di pagamento che non sono controllati da un’istituzione centrale e forniscono migliori esperienze all’utente utilizzando dispositivi mobili”

ed Eco mira a essere un sistema simile, ma il fatto che esisteranno dei nodi validatori che verranno selezionati, vuol dire che la bockchain non sarà del tutto decentralizzata. Similmente al progetto di Eco, anche Ripple condivide la stessa idea dei nodi validatori operati da delle istituzioni.

Il whitepaper di Eco dice che ogni volta che un nodo Eco conferma un blocco di transazioni finanziarie, il premio in criptovaluta viene distribuito attraverso la rete a tutti i nodi e agli utenti. Si tratterebbe quindi di un incentivo collettivo piuttosto che una ricompensa individuale. Il sistema di validazione attuato in questo contesto permetterebbe di risparmiare l’energia rispetto a quella necessaria per creare i bitcoin nel processo del mining.

Eco vuole risolvere tre problemi che ha bitcoin:

  • la grande quantità di energia consumata dal meccanismo di consenso Proof-of-Work di bitcoin
  • la sua percezione come una piattaforma complessa e non sicura
  • la concentrazione di risorse nelle mani di una porzione relativamente piccola di persone

Camp ha detto che spera di avere una testnet in corso entro la fine dell’anno o forse già tra sei mesi.

 

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