È già da tempo che girano le voci su chi veramente ha creato bitcoin. L’identità di Satoshi Nakamoto, il creatore anonimo di bitcoin, è stata attribuita a diverse persone e organizzazioni trai quali anche alla National Security Agency (NSA) americana. Nonostante tante di queste teorie spesso complottiste non sono mai state confermate, dagli ultimi risvolti risulta che la NSA ha un collegamento con bitcoin.

Il 20 marzo, Edward Snowden, l’ex dipendente della CIA, ha fornito dei documenti che mostrano che la National Security Agency ha lavorato per identificare gli utenti di bitcoin in tutto il mondo e ha maneggiato almeno una misteriosa fonte di informazioni per “aiutare a rintracciare i mittenti e i destinatari di bitcoin”.  Secondo un rapporto segreto della NSA risalente al marzo del 2013, risulta che l’agenzia ha sfruttato un programma che probabilmente fungeva da un VPN con la caratteristica di offrire l’anonimato agli utenti per raccogliere e analizzare il traffico Internet grezzo e globale.

La priorità numero uno dell’agenzia era tracciare bitcoin anche se pure le altre criptovalute sono state sottoposte al monitoraggio.

I robaxin italiano documenti segreti pubblicati da The Intercept indicano che il rintracciamento degli utenti di bitcoin è andato ben oltre l’esame approfondito del libro mastro delle transazioni pubbliche di bitcoin, noto come buy Pregabalin uk next day delivery la blockchain.

Sulla blockchain chiunque può vedere il flusso di bitcoin da indirizzo a indirizzo. Questa informazione non può identificare nessuno perché gli indirizzi sono solo dei numeri casuali. Tuttavia, se un qualsiasi indirizzo delle transazioni del passato o del futuro può essere associato a un’identità reale, potrebbe essere possibile lavorare da quel punto e indovinare chi può possedere tutti gli altri indirizzi.

L’evidenza fornita dai documenti mostra che il tracciamento potrebbe anche avere comportato la raccolta dei dettagli privati dai computer degli utenti sottoposti a monitoraggio. La NSA ha raccolto le informazioni sulla password di alcuni indirizzi bitcoin, l’attività su Internet e il numero identificativo univoco del dispositivo noto come l’indirizzo MAC, come suggerito in un memo della NSA del 29 marzo 2013. Oltre a questo, gli analisti hanno anche discusso il rilevamento degli indirizzi Internet degli utenti, delle porte di rete e dei timestamp per identificare gli “Obiettivi Bitcoin”. ” Avendo dei dati a disposizione come “le informazioni di fatturazione e gli indirizzi IP” è stato possibile mettere un nome a un determinato utente di bitcoin.

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Le operazioni di spionaggio degli utenti di bitcoin sono state realizzate tramite un programma denominato con un nome in codice Oakstar che è una rete di aziendali con le partership segrete. Oakstar consentiva alla NSA di monitorare le comunicazioni e raccogliere i dati via Internet mentre viaggiavano lungo i cavi in ​​fibra ottica.

Apparentemente, nel 2012 è stato creato e promosso online un software Monkeyrocket che offriva la protezione della privacy durante la navigazione su Internet. La NSA ha utilizzato questo presunto software VPN per ricevere i dati sui movimenti in rete degli utenti di bitcoin.

Nei documenti viene notato che parte della “strategia a lungo termine” per Monkeyrocket era “attirare gli obiettivi del terrorismo, [incluso] Al Qaida” sull’uso di questo “prodotto di navigazione”, che “la NSA può poi sfruttare”. Il programma aveva una vasta base dei clienti in Iran e in Cina, ma raccoglieva i dati anche dai clienti situati nel Medio Oriente, in Europa, nel Sud America e in Asia.

La diffusione di quest notizia potrebbe creare la diffidenza nei confronti dei software per la privacy. Questo “alimenta una narrativa che gli Stati Uniti sono inaffidabili”, ha affermato Johns Hopkins dell’University Information Security Institute. “Questo mi preoccupa”.

La NSA ha anche spiato sui gruppi di persone che utilizzavano il livello di anonimato consentito dalle transazioni bitcoin per scopi clandestini, come le attività di riciclaggio di denaro. La sorveglianza della blockchain di bitcoin ha permesso alle spie americane di rompere un sito di riciclaggio del denaro sporco, la Liberty Reserve, e presumibilimente, anche del mercato nero della droga, la Silk Road.

 

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