Vitalik Buterin, il co-fondatore di Ethereum, avverte che le criptovalute potrebbero arrivare quasi a zero

Vitalik Buterin, il co-fondatore della blockchain di ethereum ha recentemente avvertito la gente che le criptovalute potrebbero scendere vicino allo zero in ogni momento.

“Promemoria: le criptovalute sono ancora una nuova classe iper-volatile degli asset e potrebbero scendere quasi allo zero in qualsiasi momento. Non mettere più denaro di quello che puoi permetterti di perdere. Se stai cercando di capire dove conservare i risparmi di una vita, le risorse tradizionali sono ancora la tua scommessa più sicura.”

 

Non è la prima volta che Buterin avverte la gente del rischio connesso con l’investimento nelle criptovalute che sono un fenomeno emergente e regolarizzato soltanto in alcuni paesi del mondo.

“Falliranno tanti progetti e tanta gente perderà soldi” ha detto delle ICO (Initial Coin Offering).

Mentre tante persone mostrano spesso con l’ostentazione la ricchezza che deriva dagli investimenti in criptovalute, Buterin rimane una figura insolitamente cauta e con i piedi ben piantati per terra nonostante che ethereum da 13$ dell’anno scorso fosse salito a 1,400$ all’inizio di quest’anno.

La volatilità nel mercato delle criptovalute però rimane un problema e l’ostacolo maggiore per un’adozione maggiore e finché rimarrà così alta bisogna fare attenzione e investire soltanto ciò che si è disposti a perdere.

L’investitore milionario non vende i suoi 32 mila bitcoin

Tim Draper, il venture capitalist e l’investitore in Tezos, ha detto durante la sua intervista per Bloomberg che “una porzione molto ampia” del mercato valutario globale da 86 miliardi di dollari apparterrà  in futuro alle criptovalute. Draper ha investito 250.000$ quando il prezzo del bitcoin era a 6$. Ha perso tutto nel crollo dell’exchange Mt. Gox nel 2014.

Draper ha poi comprato 32.000 bitcoin su un’asta dopo che il mercato nero su Internet chiamato Silk Road è stato chiuso nel 2014 e i bitcoin sono stati confiscati al fondatore del sito web, Ross Ulbricht. Ha pagato soltanto $18 per un bitcoin e ora il suo investimento vale circa 310 milioni di dollari.

Chiesto se è d’accordo che il prezzo del bitcoin andrà presto sotto i 1.000$, Draper ha detto: “lo sto guardando in un modo molto diverso perché penso che il bitcoin sia la valuta del futuro“. “La gente mi chiede, ‘Hai l’intenzione di vendere i tuoi bitcoin?’ E io dico,’Perché dovrei vendere il futuro per il passato? ‘”

Perché dovrei vendere il futuro per il passato?

In un’altra intervista per Forbes, Draper dice: “Non so perché qualcuno vorrebbe tornare alla fiat quando la crittografia è distribuita, sicura e globale, mentre la fiat è soggetta ai capricci delle forze politiche. Credo che bitcoin e crypto guideranno la maggior parte del commercio del mondo.”

Draper rimane molto ottimista nonostante il prezzo del bitcoin è calato ultimamente del 70% dall’ultimo massimo di 20.000$. L’investitore rimane positivo, anche se continua a crescere la pubblicità negativa e la protesta degli investitori che circondano Tezos, la piattaforma non schierata e combattuta, della quale è un grande sostenitore.

I ritardi nell’assegnazione dei token TEZ dopo la ICO da 232 milioni di dollari nel 2017 continuano a causa di lotte interno tra gli sviluppatori e gli alti dirigenti, con il progetto che ora sta affrontando molteplici azioni legali negli Stati Uniti.

La comunità di Ethereum si ribella alla modifica del codice

La comunità di Ethereum ha rotto il silenzio e si è sfogata su GitHub dove l’editor del codice Ethereum, Yoichi Hirai, ha recentemente inserito un post dicendo che lascia il suo ruolo presso Ethereum in quanto la proposta modifica del codice della blockchain sarebbe in contrasto con la legge giapponese oltre che con l’ideologia della criptovaluta stessa.

Nelle ultime 24 ore sono apparsi circa 80 commenti degli utenti, la maggioranza dei quali supporta la decisione di Hirai e si dice contraria all’introduzione di Ethereum Improvement Proposal EIP 867. Se implementato, l’EIP 867 sarebbe in grado di recuperare i fondi nel caso di un attacco hacker o una perdita dovuta ad esempio a un errore nel codice.

La questione del recupero dei fondi è però un argomento molto sensibile nella comunità di Ethereum in quanto è già stato fatto un hard fork in precedenza per recuperare i fondi raccolti per la DAO e rubati da un hacker. Per evitare che l’hacker potesse scappare con gli Ether rubati, Vitalik Buterin aveva deciso di fare il fork della blockchain creando Ethereum e lasciando Ethereum Classic come la catena originale.

I commenti su GitHub esprimono disdegno per la modificha progettata che sarebbe “una disgrazia completa per la comunità di Ethereum” e “uno scherzo” mentre altri utenti scrivono che l’EIP 867 “va contro tutto quello che pensavo fosse questo movimento”.

Ethereum nel mezzo del conflitto ideologico

Le dimissioni dell’editor del codice Ethereum, Yoichi Hirai, dal suo ruolo hanno sparso delle discussioni riguardanti l’ideologia della criptovaluta. Yoichi Hirai ha rifiutato il cosiddetto Ethereum Improvement Proposal EIP dicendo che la proposta modifica nel codice di Ethereum sarebbe in contrasto con la legge giapponese. L’EIP è stata proposta da Dan Phifer, un developer di Musiconomi, e da due developer di TapTrust. La modifica propone una soluzione al ricovero degli eventuali fondi perduti attraverso la correzione della blockchain Ethereum che permetterebbe un’equa ridistribuzione dei bilanci di tutti gli indirizzi.

Un simile approccio è stato attuato quando nel 2016 Bitfinex ha perso in un attacco hacker 120.000 bitcoin. Bitfinex ha spalmato le perdite su tutti i suoi utenti togliendo una percentuale dai loro account. La blockchain di bitcoin però, non è stata alterata in nessun modo. Sono stati affetti soltanto i clienti di Bitfinex. EIP propone invece la modifica della blockchain che permetterebbe di ridistribuire i danni in caso di un eventuale perdita.

Hirai, rinunciando al ruolo che aveva presso Ethereum, ha detto che la sua motivazione principale era il contrasto di EIP con la legge giapponese che espressamente vieta la creazione non autorizzata dei record elettromagnetici. Hirai scrive su GitHub che non pensa che “chiunque abbia l’autorità di fare un cambiamento di stato irregolare” perché non crede che gli utenti di Ethereum conoscano o autorizzino il processo EIP, e quindi non vuole che i non-scelti democraticamente leader EIP rendono questo tipo di regole per gli utenti di Ethereum. Hirai aggiunge anche che la proposta è “in contrasto con la filosofia di Ethereum” perché Ethereum è stato creato per evitare “singoli punti di rottura e il bisogno di fiducia“. In un successivo commento, Hirai ha aggiunto che poteva ignorare la sua comprensione della filosofia di Ethereum, ma che non poteva ignorare le violazioni del codice penale.

La reazione di Hirai alza quindi la questione se la blockchain dovrebbe essere cambiata in caso di errori o di hack.

L’esempio più rampante delle modifiche fatte alla blockchain è il fork di ethereum dovuto all’attacco hacker alla DAO. Dopo che sono stati rubati 3.600.000 di etehr, l’Ethereum Foundation e il co-fondatore di ethereum, Vitalik Buterin, avevano deciso di fare il fork. Il risultato di questo fork sono adesso due blockchain: Ethereum Classic che è la catena originale ed Ethereum che è la nuova catena. Il fork ha permesso di recuperare gli Ether rubati, ma rimane la questione se una persona dovrebbe avere il potere di cambiare il sistema che nasce come decentralizzato.

Microsoft abbraccia il sistema decentralizzato d’identità basato sulla blockchain di bitcoin

Negli ultimi 12 mesi Microsoft ha lavorato sullo sviluppo delle idee intorno all’utilizzo della blockchain per creare un nuovo tipo d’identità digitale decentralizzata (DID). Spinto dalla necessità di portare al mondo un modello d’identità nel quale la privacy individuale e la sicurezza saranno migliorate, Microsoft ha messo al lavoro degli sviluppatori per esplorare la tecnologia blockchain.

Ankur Patel di Microsoft Identity Division scrive sul blog della corporazione che “è essenziale per gli individui di possedere e controllare tutti gli elementi della loro identità digitale”. Purtroppo, oggigiorno, gli utenti concedono un ampio consenso a innumerevoli applicazioni e servizi per la raccolta dati. Spesso lo fanno volontariamente, ma altre volte non hanno altra scelta che dare il consenso per il trattamento dei dati. Ci sono poi innumerevoli violazioni di questi dati e i furti d’identità che la tecnologia blockchain potrebbe risolvere con l’archiviazione decentralizzata e i protocolli di consenso.

Per supportare miliardi di utenti e organizzazioni, la tecnologia sulla quale sarà sviluppato un tale ecosistema d’identità decentralizzata deve essere capace di una grande scalabilità e velocità. Microsoft ha fatto delle ricerche sulle blockchain diverse trovando che la scalabilità fatta on-chain attraverso l’aumento della misura dei blocchi non potrà mai supportare milioni di transazioni al secondo, cosa di cui avrebbe bisogno un sistema in scala mondiale, come quello di ID Decentralizzate (DID). Anche se Microsoft non ha specificato di quale blockchain si tratta, c’è un’ovvia allusione al Bitcoin Cash.

La corporazione ha quindi deciso di concentrarsi sui protocolli di secondo livello che sono in grado di funzionare sulle blockchain pubbliche tipo Bitcoin, Ethereum, Livecoin e che possono raggiungere la scala globale. Il Lightning Network che è proprio un tale sistema di livello-2 ha le stesse caratteristiche a quelle desiderate da Microsoft.

Microsoft vuole integrare DID nella sua applicazione già esistente, Microsoft Authenticator. Con il consenso dell’utente, Microsoft Authenticator sarà in grado di gestire i dati d’identità e le chiavi crittografiche. In questo disegno, solo l’ID è radicato sulla catena mentre i dati d’identità sono archiviati in un hub ID crittografato fuori catena (che Microsoft non può vedere).

Una volta aggiunta questa funzionalità all’Microsoft Authenticator, le app e i servizi saranno in grado d’interagire con i dati dell’utente utilizzando un canale di messaggistica comune richiedendo il consenso granulare.

In un futuro decentralizzato, le compagnie avranno meno accesso ai dati personali degli utenti e Google e Facebook, che hanno cresciuto i propri business analizzando e applicando in modi differenti i dati dei propri utenti, possono sentirsi minacciate. Microsoft, abbracciando la tecnologia della blockchain sta cercando di portarsi avanti dei tempi e farsi uno spazio abbastanza grande da eliminare la competizione.

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Bitfinex annuncia EOSfinex – un exchange decentralizzato su EOS

Bitfinex ha annunciato la costruzione di un exchange decentralizzato ad alta prestazione, basato sulla tecnologia EOS. Il DEX si chiamerà EOSfinex e combinerà tutte le migliori caratteristiche degli exchange centralizzati e decentralizzati come la velocità, l’affidabilità, la capacità di sopportare i volumi alti e la trasparenza.

Bitfinex ha scelto la tecnologia EOS per costruire un exchange “on chain” perché la sua enorme scalabilità e la velocità sono essenziali per supportare i volumi alti delle transazioni. EOS è una delle poche blockchain che riesce a processare decine di migliaia di transazioni al secondo e ridurre al minimo sia le commissioni sia i tempi di conferma.

Bitfinex è uno dei maggiori exchange di criptovalute ed e il progetto di costruire un exchange decentralizzato lo mette in posizione di netto vantaggio rispetto ai suoi competitors.

L’anno 2018 sarà l’anno del lancio della maggior parte dei DEX e vedremo lo spostamento degli utenti dalle borse di scambio di criptovalute centralizzate verso quelle decentralizzate. I DEX promettono le commissioni basse, le transazioni trustless e il controllo totale sui propri fondi, ma il problema maggiore è la connessione con gli sistemi di pagamento delle valute tipo FIAT (euro, dollari, sterline…). Sarà interessante vedere come EOSfinex e gli altri DEX risolveranno questo problema.

 

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Il prezzo del bitcoin cala del 30% in meno di una settimana

Il prezzo della più importante criptovaluta – bitcoin – è sceso del 30% in meno di una settimana. Il sabato scorso il prezzo di un bitcoin era quasi a 20.000$ mentre questo venerdì, durante la mattina, il valore di un bitcoin, stando ai registri di CoinDesk, era calato a 13.300$.

 

Qual’è il motivo di una discesa così grande?

Durante gli ultimi giorni ci sono state una serie di eventi che hanno influito negativamente sul prezzo della criptovaluta.

Il merocledì, Emil Oldenburg, il co-fondatore di bitcoin.com ha rivelato di avere venduto tutti i suoi bitcoin e di averli investititi in bitcoin cash.

La lotta che riguarda il bitcoin è il bitcoin cash è cominciata pochi mesi fa. Bitcoin cash è il risultato di un fork avvenuto in agosto 2017, ma alcuni suoi sostenitori dicono che “bitcoin cash è il vero bitcoin” e il calo del prezzo della prima criptovaluta potrebbe essere maggiormente dovuto proprio all’ascesa di bitcoin cash.

Negli ultimi giorni, è giunta una notizia che una piattaforma di exchange di criptovalute della Corea del Sud, Youbit, è stata chiusa come risultato di un attacco degli hacker che peraltro era già il secondo nello spazio di pochi mesi.

Questo incidente, che è diventata una cosa ricorrente, ha alzato le questioni riguardo alla fiducia nei mercati delle criptovalute decentralizzate che non sono regolati né abbastanza protetti dalle istituzioni governative o finanziarie.

Ma mentre lo scenario apocalittico del grande crash di bitcoin comincia a dipingersi sull’orizzonte, alcuni dicono che una discesa del 30% non è nulla di preoccupante.

 

 

“Una correzione come quella a cui stiamo assistendo oggi non sorprende affatto”, ha dichiarato per la CNN Dave Chapman, amministratore delegato della piattaforma di trading di criptovalute di Hong Kong, Octagon Strategy.

Il valore di un bitcoin all’inizio del 2017 era sotto 1000$ e dopo un anno al continuo rialzo ha sfiorato 20.000$. Durante questi mesi il prezzo ha subito delle variazioni sostanziali e in un mercato relativamente nuovo, come questo di criptovalute, una correzione del 30% rimane un qualcosa di abbastanza naturale.

I sostenitori del bitcoin prevedono che il prezzo nel 2018 potrebbe salire anche a 40-50 mila euro e proprio due giorni fa è stata fatta una scommessa da 1 mln di dollari attraverso le opzioni bitcoin call che il prezzo raggiungerà 50.000$ alla fine del dicembre 2018.

 

Una scommessa fatta da 1 mln di dollari che bitcoin raggiungerà 50.000 $ in 2018

Uno o più traders hanno fatto la scommessa utilizzando le opzioni call che il prezzo del bitcoin nel 2018 supererà 50.000$ per unità.

La notizia prende spunto dal registro delle transazioni giornaliere pubblicate mercoledì 20 dicembre 2017. Le transazioni sono avvenute attraverso LedgerX, una piattaforma di trading e clearing istituzionale che ha ricevuto l’approvazione dalla Commodity Futures Trading Commission negli Stati Uniti (CFTC) per negoziare e cancellare swaps e opzioni su valute digitali.

Dalle transazioni risulta che uno o più traders hanno pagato poco meno di 1 mln di dollari per le opzioni bitcoin call che scadranno il 28 dicembre del 2018, facendo così una scommessa sul prezzo futuro del bitcoin.

Se il prezzo del bitcoin sarà al di sotto dei 50.000$, la scommessa da 1 milione sarà persa. Se invece il prezzo sarà superiore di quello previsto, le opzioni daranno ai loro proprietari il diritto di acquistare 275 bitcoin per 50.000$ ciascuno – una transazione che costerebbe circa 13,8 mln di dollari.

Una tale scommessa potrebbe essere redditizia se il prezzo della criptovaluta salirà a 500.000$ o anche a 1 milione o più – qualcosa che alcuni sostenitori più entusiasti di bitcoin dicono che accadrà.

Negli ultimi giorni, Arthur Hayes, CEO e Co-Fondatore di uno dei più grossi exchange – BitMEX, ha dichiarato che nel 2018 il prezzo del bitcoin potrebbe raggiungere 50.000$ mentre Dave Chapman, l’amministratore delegato della società di trading di criptovalute Octagon Strategy, ha detto che non sarebbe sorpreso di vedere il bitcoin a sei cifre.

Il proprietario di bitcoin.com ha venduto bitcoin per investire in bitcoin cash

Emil Oldenburg, CTO e co-fondatore di bitcoin.com ha venduto tutti i suoi bitcoin per investirli in bitcoin cash che, sostiene, sia il vero futuro.

Oldenburg crede che il bitcoin sia “buono a nulla” e che sia inutile come una criptovaluta perché le sue commissioni alte e i tempi di transazione sono troppo lunghi.

Lo svedese è anche il co-fondatore di Safello, un bitcoin exchange scandinavo e crede che quando gli investitori comincieranno a rendersi conto di quanto il bitcoin sia inutile, vorranno vendere, ma illiquidità della criptovaluta glielo renderà molto difficile.

Oldenburg, parlando con un sito web svedese Breakit, ha affermato di avere venduto tutti i suoi bitcoin e di aver investito in bitcoin cash che “è il futuro”.

“In effetti ho venduto di recente tutti i miei bitcoin e sono passato a bitcoin cash”

Secondo le stime, le commissioni sulle transazioni in bitcoin raddoppiano ogni tre mesi e ora occorrono in media 4,5 ore per confermare una transazione bitcoin. Ars Technica ha riferito che le commissioni per transazione hanno raggiunto di recente$ 26. È proprio un ironia che una criptovaluta che ha avuto così tanto successo proprio per le sue transazioni istantanee e le commissioni a costo zero è diventata adesso così costosa e lenta.

Commissioni per transazione bitcoin

“Quando le persone si renderanno conto di come funzionano il bitcoin, inizieranno a vendere”

Il co-fondatore di bitcoin.com dice che il bitcoin è adesso l’investimento più rischioso che ci possa essere e il motivo per cui i detentori di bitcoin non hanno compreso ancora questo rischio è dovuto al fatto che molti di loro hanno acquistato la criptovaluta finora, ma non l’hanno mai venduta o scambiata.

L’imprenditore sostiene che i problemi di costi alti e le transazioni lente potrebbero essere risolti, ma ciò non cambierebbe nulla perché la criptovaluta è presumibilmente gestita dalla “vecchia” rete bitcoin, di cui membri definisce “fanatici talibani di bitcoin”.

“[Loro] vogliono le cose in questo modo. Vedono il bitcoin come un oro digitale e un esperimento tecnico, al contrario di qualcosa che puoi effettivamente usare. ”

Lo svedese non crede che il bitcoin sarà mai una valuta a largo utilizzo, ma che il bitcoin cash potrebbe essere una soluzione e sostituirlo nella vita di tutti i giorni. Bitcoin cash, per le caratteristiche particolari della sua struttura, garantisce le transazioni istantanee e le commissioni bassissime.

Oldenburg ammette che i guadagni che provengono dal suo sito web sono tantissimi e che anche i dipendenti sono pagati molto bene. Bitcoin.com ha pagato gli stipendi dei suoi dipendenti in bitcoin e molti hanno raccolto un bel tesoretto considerando l’aumento dei prezzi di quest’anno.

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Nel 2018 il prezzo del bitcoin potrebbe salire fino a 50.000$

Gli hedge funds si preparano all’assalto perché negozieranno contro bitcoin appena il Chicago Mercantile Exchange aprirà il mercato dei futures.

Alcuni esperti del settore vedono in bitcoin la più grande opportunità di andare al ribasso che sia mai esistita.

Il trading dei futures comincerà il 10 dicembre 2017 mentre la vendita dei contratti CME comincierà il 18 dicembre 2017. Nasdaq offrirà i futures nel 2018.

I futures permettono di andare al ribasso attenuando il rischio più di quanto lo facciano se il mercato va al rialzo.

Mentre ci sono tanti che credono che il bitcoin sia la più grande bolla di tutti i tempi, ci sono quelli che credono invece che il prezzo del bitcoin va a salire ancora di tanto.

Arthur Hayes, CEO e Co-Fondatore di uno dei più grossi exchange – BitMEX, ha dichiarato durante la sua intervista per Bloomber Daily Asia che nel 2018 il prezzo del bitcoin potrebbe salire fino a 50.000$.

Hayes ha anche detto che non si può non negoziare un titolo che riesce a guadagnare anche il 20% in un solo giorno.

Il bitcoin è un titolo estremamente volatile e il suo trading comporta tanto rischio, ma da quando è stato aggiunto agli exchange nel 2010 ha guadagnato milioni percento.

Chi, ai tempi, aveva investito 100$, oggi si trova con 140 milioni di dollari. È l’unico titolo al mondo che ha mai portato un ritorno sull’investimento così cospicuo in soli 7 anni.

Con il prezzo di bitcoin che ha superato ultimamente gli 11.000€, c’è chi crede che è troppo tardi per investirvi, ma se si dovesse andare dietro alle previsioni di Hayes, c’è ancora tanto spazio per un eventuale guadagno.

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