Ethereum pubblica il codice di Casper: il nuovo meccanismo di consenso PoW/PoS

Casper, uno dei più importanti aggiornamenti della rete Ethereum che cambia il modo in cui viene raggiunto il consenso, è pronto per essere revisitato. Il 21 aprile sono state pubblicate su Ethereum Improvement Proposal (EIP) 1011 le specifiche per l’attuazione di Casper FFG (l’abbreviazione da Friendly Finality Gadget) che realizzerebbero il primo passo dal mining ad alta intensità energetica verso un metodo più “verde” a volte chiamato minting o “conio”.

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L’attuale meccanismo del raggiungimento del consenso sulla rete Ethereum viene denominato Proof of Work (PoW) e richiede tanta energia elettrica.

Casper come soluzione del problema della scalabilità

Il co-fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, aveva proposto la transizione dal PoW al Proof of Stake (PoS) in cui gli utenti bloccano ETH nei portafogli e rischiano di perdere questi depositi a garanzia o stake se non seguono le regole del consenso. Questa transizione alla Proof of Stake è nota come Casper e, oltre a risolvere il problema del consumo energetico permetterebbe una maggiore scalabilità e migliorerebbe la sicurezza della rete diminuendo il rischio dell’attacco 51% e dei cosidetti mining cartels.

L’implementazione delle specifiche proposte nell’EIP 1011 e quindi di un sistema ibrido PoW/PoS sarà anche il primo passo verso l’attuazione completa di Casper. Discusso nel Yellow Paper l’EIP 1011 non è però un qualcosa che la Fondazione o l’ecosistema prende alla leggera, poiché influenzerà in modo drammatico il modo in cui i dati vengono aggiunti alla blockchain. 

Casper FFG propone una soluzione a più livelli, ponendo FFG al di sopra del meccanismo PoW preesistente per le proposte dei blocchi come un “approccio graduale” alla transizione completa al PoS. Questa stratificazione del codice di Casper contribuirà a fornire garanzia e finalità alla blockchain sottostante.

Nonostante il progetto sia stato accolto con l’entusiasmo da una gran parte della community intorno a Ethereum, non mancano anche le controversie. Dahlia Malkhi, l’esperta di sistemi distribuiti e fondatrice di VMware ha detto in precedenza che Casper è “fondamentalmente vulnerabile” e “non sicuro” perché non abbastanza rigore accademico tradizionale è stato applicato all’idea.

 

Ethereum dovrà essere sottoposto a un hard fork

Danny Ryan, uno degli autori di EIP 1011, insieme a Chih-Cheng Liang, ha detto ai colleghi sviluppatori durante un incontro di venerdì, che il codice proposto è “pronto per la revisione, la discussione in comune, ecc.” 

Ryan ha aggiunto che il lavoro di sviluppo per i clienti di Ethereum potrebbe iniziare presto.

“Dato che questi pezzi del puzzle si stanno avvicinando al completamento, segnalerò che è ora di iniziare a parlare dei numeri dei blocchi di fork” ha detto Ryan.

Come suggerisce Ryan, il cambiamento non sarà compatibile con il software Ethereum esistente, il che significa che la rete dovrà essere sottoposta a un hard fork. 

“In termini di test … non so esattamente quando ciò accadrà”, ha continuato Ryan, aggiungendo che avrebbe “lasciato l’EIP in discussione un po’ più a lungo prima di iniziare a fare test su quel lato”.

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EOS rafforza la sua posizione nella lotta per superare Ethereum

Il progetto EOS si sta facendo strada attraverso il mercato delle criptovalute e comincia a rappresentare una seria minaccia ai suoi concorrenti come Ethereum, Neo o Lisk a nominarne solo alcuni. L’iniziativa di creare una blockchain ad alta prestazione che dia la possibilità di costruirvi sopra delle applicazioni decentralizzate è partita da Daniel Larimer, creatore di un exchange decentralizzato Bitshares e di Steem.

EOS è uno dei token che sta avendo maggior successo da circa un mese con un apprezzamento del 48%, ma è da circa due settimane che fa parlare molto di sé avendo subito un aumento del 79%. Nonostante questo, EOS è ancora al di sotto del 45% rispetto al suo massimo storico del 13 gennaio quando il prezzo del token ha raggiunto 18,79$. 

L’aumento del prezzo potrebbe essere dovuto al recupero generale del mercato delle criptovalute che nelle ultime due settimane ha visto salire il prezzo di Bitcoin del 31%.

Il prezzo di EOS suscetibile alle notizie

L’aumento del 79% del prezzo di EOS potrebbe anche essere collegato con l’uscita di alcune notizie positive. La AntPool operata da Bitmain ha annunciato la sua candidatura al Produttore dei Blocchi mentre eosDAC, un altro candidato, ha fatto l’airdrop dei token a tutti i possessori di token EOS.

 

Il 17 aprile WAX ha riferito che costruirà un suo marketplace virtuale utilizzando la tecnologia blockchain sviluppata da EOS. A questo si aggiunge un’ultima notizia che riguarda non solo EOS, ma anche Ethereum. Venture Capital Working Group ha chiesto alla Securities and Exchange Commission (SEC) di non classificare alcune criptovalute come titoli o securities e, mentre Ethereum potrebbe essere incluso in tale categoria perché è stato creato tramite una ICO, EOS sembra avere tutte le carte in regola per non essere catalogato come titolo.

EOS è il concorrente principale di Ethereum

EOS nasce con lo scopo di essere una minaccia per Ethereum. La blockchain EOS è stata designata per permettere ciò che, allo stato attuale, Ethereum non è capace di fare e cioè la scalabilità verticale e orrizontale delle applicazioni decentralizzate.

La struttura blockchain così fatta sarà capace di raggiungere un milione di transazioni al secondo, eliminare le commissioni lato utente e permetterà un’implementazione facile delle applicazioni decentralizzate (DApp).

“Il software fornisce account, autenticazione, database, comunicazione asincrona e pianificazione di applicazioni su molti core o cluster di CPU. La tecnologia risultante è un’architettura blockchain che può alla fine ridimensionarsi a milioni di transazioni al secondo, elimina le tasse dell’utente e consente un’implementazione rapida e facile e il mantenimento di applicazioni decentralizzate, nel contesto di una blockchain governata ” dice il WhitePaper di EOS.

Il token EOS è essenziale per i candidati ai 21 Produttori dei Blocchi e, mentre alcuni di loro avranno già comprato EOS, molti vorranno rafforzare le loro posizioni per avere la sicurezza di essere eletti. Con poco più di cinque settimane mancanti alla fine della distribuzione dei token e al lancio del mainnet di EOS, si presume che anche il prezzo andrà a salire, ma nonostante il rilascio del testnet Dawn 3.0 non bisogna dimenticare che la blockchain EOS rimane ancora nient’altro che un progetto in fase di sviluppo.

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I dipendenti di Google creano un’alleanza per lo sviluppo della blockchain

Tre ex dipendenti di Google hanno formato xGoogler Blockchain Alliance [GBA], una comunità per ex-googlers interessati alla blockchain, secondo un comunicato stampa pubblicato il 15 aprile. Il suo scopo è “riunire ex-googlers per far avanzare le rispettive ambizioni nello spazio blockchain.”

TechCrunch ha riferito che blockchain è il secondo settore in più rapida crescita nel mercato del lavoro di oggi, con 14 aperture di lavoro per ogni sviluppatore blockchain.

I tre googler hanno volute rispondere a questa domanda di talento creando il GBA che fungerà da spazio collaborativo per l’indagine, il dialogo e lo sviluppo della tecnologia blockchain per i googler.

Il GBA è il cervello di tre googler trasformati in imprenditori-blockchain, Hitters Xu, pioniere della blockchain in Cina e fondatore di Nebulas, Daniel Wang, il fondatore di Loopring, un protocollo open source per lo scambio decentralizzato, e  Andy Tian , il fondatore e CEO di Gifto, che è un protocollo di donazione universale decentralizzato. La comunità comprende anche i primi membri del team, gli investitori e i mentori.

Attualmente blockchain ha molte possibilità di innovazione e gli sforzi e le idee giuste possono dar vita a “tecnologie innovative”.

Attualmente attivo nella Bay Area di San Francisco, a Pechino e a Shanghai, il GBA è aperto a tutti i googler di tutto il mondo che sono interessati alla blockchain e vogliono contribuire al suo sviluppo. 

 

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La Russia vuole utilizzare la blockchain nelle prossime elezioni

Ella Pamfilova, il capo della Commissione Elettorale Centrale della Russia ha rivelato il piano per l’introduzione di un sistema basato sulla blockchain che sarebbe protetto da attacchi hacker e che sarebbe più conveniente per gli elettori.

“Discuterò questo problema con il presidente … c’è una richiesta pubblica per questo. Abbiamo rinnovato tutto ciò che potevamo prima delle ultime elezioni, ma ora che le elezioni sono finite, dobbiamo agire preventivamente. Voglio creare un sistema che non ha analoghi, un sistema basato sulla blockchain. Questa è la mia ambizione “, ha annunciato nella stazione radio “Moscow Calling”.

La blockchain è certamente una delle tecnologie più discusse del momento e l’applicazione di questa tecnologia nelle elezioni potrebbe eliminare la frode elettorale, fornendo una chiara registrazione dei voti espressi e impedendo qualsiasi possibilità di elezioni truccate.

Nell’attuale clima di messa in discussione dell’integrità dei processi elettorali, il potenziale della tecnologia blockchain di cambiare radicalmente i sistemi di voto tradizionali è enorme. Il principale pregio della blockchain è il fatto che, a differenza dei sistemi di voto elettronici penetrabili attualmente in uso,  consente a ciascun voto di diventare immutabile dopo che è stato registrato sul libro maestro.

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Pamfilova ha detto che il sistema di voto registrato sulla blockchain potrebbe essere utilizzato nelle prossime elezioni presidenziali russe previste per il 2024.

La tecnologia blockchain già in uso nelle elezioni presidenziali

La tecnologia blockchain è già stata utilizzata nelle elezioni presidenziali russe per gli exit polls al voto del 18 marzo. L’agenzia di ricerca dell’opinione pubblica VTSIOM ritiene che il nuovo sistema “ha impedito qualsiasi modifica esterna ai dati raccolti, ha ridotto l’efficacia degli attacchi hacker e assicurato la trasparenza della raccolta e dell’aggregazione dei dati”.

L’agenzia ha anche promesso che, in caso di successo, il progetto sarebbe diventato la base per il programma “Digital VTSIOM” che è in fase di sviluppo e che è previsto per la realizzazione nel 2018-2021.

Anche lo stato della West Virginia degli Stati Uniti utilizza la tecnologia blockchain per il voto attraverso un’applicazione mobile.

L’8 marzo 2018 la notizia che la Sierra Leone ha conodtto le prime elezioni basate sulla blockchain ha fatto il giro del mondo, ma lo stesso governo ha poi negato che una tale tecnologia fosse mai stata utilizzata per il sistema di voto.

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Cos’è e come funziona il Delegated Proof of Stake di EOS

Il Delegated Proof of Stake (DPoS) è un algoritmo di consenso e un metodo per mettere al sicuro la rete. Cerca di risolvere i problemi presenti nel Proof of Work utilizzato da Bitcoin ed Ethereum e nel Proof of Stake utilizzato da Peercoin e NXT.

Il DPoS può essere anche descritto come il più flessibile e il più efficiente algoritmo di consenso disponibile in questo momento.

DPoS è stato inventato nel 2013 dal developer, Dan Larimer, e implementato nel suo primo progetto blockchain – Bitshares – e successivamente in Steem.

I progetti che utilizzano il DPoS sono molto ben noti nel mondo delle criptovalute: Ark, Lisk, Nano, Tezos, Golos, PeerPlays, Steem, Bitshares e EOS. In questo articolo ci concentreremo sul Delegated Proof of Stake implementato in EOS perché è quello più rifinito e più aggiornato.

 

Il Delegated Proof of Stake e la differenza tra il Proof of Work e il Proof of Stake

Larimer ha deciso di creare il proprio meccanismo di consenso perché ha notato che il Proof of Work (PoW) utilizzato da Bitcoin richiede troppa energia e che nel futuro vi sarebbe posto il problema della centralizzazione dei miners e delle mining pools.

Anche il Proof of Stake aveva le sue pecche. Nel Proof of Stake (PoS) i possessori del maggior numero di token possono essere i produttori di blocchi. Questo approccio concentra il potere nelle mani dei pochi prescelti.

Dan Larimer ha voluto migliorare il sistema di consenso creando un algoritmo che potesse lavorare in modo economico sia nei termini economici che energetici, che fosse scalabile più di quanto non lo sia Bitcoin o le blockchain basate sul PoS, ma migliorare questi due espetti comportava l’accettazione di un compromesso che riguardava la decentralizzazione.

Il cosiddetto trilemma della scalabilità, è stato formulato per la prima volta da Vitalik Buterin e Trent McConaghy. I due sviluppatori hanno notato che una blockchain nella quale ciascun nodo valida ogni transazione può avere solo una delle tre caratteristiche:

  • decentralizzazione
  • sicurezza
  • scalabilità

Se lo vediamo sull’esempio di Bitcoin possiamo constatare che, in effetti, la blockchain di Bitcoin è sicura e decentralizzata, ma la scalabilità è molto bassa. Se invece lo vediamo sull’esempio di NXT, la blockchain è scalabile e sicura, ma col passare del tempo, la decentralizzazione tende a scomparire e con essa anche la sicurezza della rete.

Alcuni progetti cercano di mitigare queste mancanze con lo sharding (Ethereum, Polkadot, Dfinity) o con il Lightning Network (Bitcoin, Litecoin, Dash).

Il Delegated Proof of Stake in EOS risolve il problema della scalabilità in un altro modo. Per raggiungere la scalabilità desiderata di 1 milione di transazioni al secondo, il DPoS concentra la produzione dei blocchi nei 21 nodi validatori (produttori di blocchi) che sono più o meno conosciuti e fidati.

 

Come funziona il Delegated Proof of Stake

I possessori di token EOS hanno il diritto di votare i candidati per eleggere i produttori di blocchi. I voti sono tanto più importanti quanto più grande è il loro deposito (stake). Quei candidati che ricevono più voti, diventano i produttori di blocchi. La votazione è continua e ogni possessore di EOS può parteciparvi. La votazione è importante per mantenere la rete in uno stato di salute e decentralizzata il più possibile. Gli utenti possono anche delegare un altro utente per votare al loro posto.

Nel caso in cui i produttori dii blocchi si comportano nel modo sbagliato o non validano i blocchi, gli utenti possono decidere di cambiarli in qualsiasi momento. La minaccia di perdere la posizione del nodo validatore e la reputazione, è l’incentivo per un comportamento giusto e orientato verso il bene della rete e non verso quello individuale. Aggiuntivamente, i possessori di EOS devono sottoscrivere la cosiddetta “costituzione” che poi è incorporata nel hash di ogni transazione. Gli utenti hanno il diritto di votare per fare dei cambi nel protocollo che, per essere effettivi, devono essere approvati da 17 dei 21 nodi validatori e mantenuti per 30 giorni consecutivi dopodiché, tutti devono firmare le transazioni con il hash della nuova costituzione. I produttori di blocchi cambiano quindi il codice sorgente per riflettere la modifica della costituzione. Trascorsi altri 30 giorni, con i produttori che mantengono l’approvazione 17/21, il codice cambia una settimana dopo. Tutti i nodi che non eseguono l’aggiornamento al nuovo codice vengono automaticamente arrestati.

Questo sistema è spesso comparato alla democrazia tecnologica anche se più trasparente di quella tradizionale.

Mentre nel PoS gli utenti producono i blocchi proporzionali al loro deposito, nel DPoS gli utenti votano proporzionalmente al loro deposito per scegliere chi deve produrre i blocchi.

I produttori di blocchi non necessariamente devono avere un grosso deposito, ma devono competere per ricevere i voti dei possessori di token. La competizione, però, finisce una volta che i produttori vengono scelti. Per produrre i blocchi, i nuovi eletti devono cooperare.

Non vi sono gli incentivi per produrre più blocchi perché ciascuno dei nodi validatori può produrre soltanto un blocco in un turno.

In EOS e Steem non vi sono le commissioni per transazione e i validatori dei blocchi vengono ricompensati esclusivamente attraverso l’inflazione. A differenza del Bitcoin, dove i miners cercano di validare prima le transazioni con le commissioni più alte e competono per averle, in EOS o Steem non hanno questo tipo d’incentivo.

Nel DPoS la validazione dei blocchi avviene nei turni. In un turno ogni produttore di blocchi riceve uno spazio temporale per produrre il blocco. Un turno consiste di 21 blocchi. All’inizio di ogni turno ciascun produttore riceve solo uno spazio temporale e soltanto durante il suo spazio può produrre il blocco. Se non lo produce all’interno del proprio spazio temporale, allora quel blocco salta e le transazioni da quel blocco vengono incluse nel blocco successivo. I proprietari di token possono decidere se lasciare il produttore di blocchi che ha mancato il proprio slot o se cambiarlo attraverso la votazione che va in continuazione.

Il DPoS è criticato da alcuni perché, secondo loro, i 21 nodi validatori non forniscono una giusta decentralizzazione. La domanda che si pone spontanea è quindi: “Quanti nodi sono sufficienti per garantire una giusta decentralizzazione e perché Dan Larimer ha deciso di avere proprio 21 nodi?”

Per rispondere a questa domanda bisogna far presente che tanti più nodi partecipano nella validazione dei blocchi e tanto più l’operazione è rallentata. 21 blocchi possono sembrare pochi, ma se si considera, che solo una minima parte dei possessori di token EOS partecipano nelle votazioni per i candidati ai produttori di blocchi, questo numero assume un’altro significato.

Se il DPoS avesse più posti dei nodi validatori da riempire, ci sarebbe il rischio di non arrivare a farlo. Un gruppo relativamente piccolo dei nodi validatori offre un vantaggio di essere facilmente controllato dalla comunità e, nel caso i possessori di token scoprano un comportamento nocivo per la rete, possono facilmente sostituirlo con un altro. Monitorare un grosso gruppo di nodi è difficile e, considerando che non vi sono incentivi per farlo, probabilmente nessuno vorrebbe dedicarsi a questo scopo e tutta la rete ne soffrirebbe.

L’obiettivo del sistema non è il decentramento come fine a se stesso. Il decentramento è una caratteristica dei sistemi che consente loro di raggiungere altri obiettivi: la resistenza alla censura, la partecipazione aperta, l’immunità dagli attacchi diretti e l’eliminazione dei singoli punti di errore.

Nonostante non ci sia un numero di nodi specifico, necessario per mantenere la decentralizzazione e il raggiungimento di questi obiettivi, Larimer nel suo DPoS fissa il numero a 21 e permette agli utenti della rete di cambiare questo numero nel caso ci fosse tale bisogno.

Un gruppo di ricercatori ha scritto nel suo articolo sulla decentralizzazione nelle reti Bitcoin ed ethereum che la produzione dei blocchi in Bitcoin e in Ethereum è più concentrata di quanto si pensasse:

“Questi risultati mostrano che un sistema di quorum bizantino di dimensione 20 potrebbe ottenere un migliore decentramento rispetto al Proof of Work a un costo di risorse molto più basso. Ciò dimostra che sono necessarie ulteriori ricerche per creare un protocollo di consenso permissionless senza un così alto grado di centralizzazione.”

Il Delegated Proof of Stake potrebbe essere una soluzione a questo problema e pone nelle mani dei possessori di token le armi sotto forma di voto.

La centralizzazione geografica dei nodi di Bitcoin è una grande minaccia perché uno stato come la Cina potrebbe decidere di usare la propria forza per esercitare il potere sui miners. Gli utenti della rete EOS possono semplicemente non votare i nodi localizzati in un certo paese in favore della decentralizzazione mondiale.

Nelle blockchain che si basano sul Proof of Work esiste anche la minaccia della collusione delle mining pools.

Nel DPoS esiste lo stesso pericolo. I nodi validatori possono mettersi d’accordo fra di loro, ma i possessori di token che allo stesso tempo sono anche i proprietari della blockchain, hanno un ruolo decisionale e possono votare altri candidati e cambiare quelli esistenti.

In ogni blockchain ci sono due tipi di figure. Ci sono quelli che eseguono le operazioni e poi ci sono quelli che le validano. Il primo gruppo comprende i possessori di token che eseguono le transazioni e il secondo gruppo comprende i validatori che le confermano. In ogni blockchain i validatori svolgono un ruolo importante perché raccolgono le transazioni, le ordinano e prevengono la doppi spesa, ma soltanto nell’algoritmo di consenso DPoS i possessori di token hanno il potere di controllare chi sono questi validatori. Possono anche controllare l’inflazione che inizialmente è impostata al 5%, ma che i proprietari di token possono decidere di cambiare. L’inflazione serve a mantenere tutta l’infrastruttura e può essere anche destinata allo sviluppo della piattaforma, ai hackathons o a un qualsiasi altro scopo. Il lavoro svolto dai produttori di blocchi viene ricompensato grazie all’inflazione e sono sempre i proprietari di token a decidere la percentuale destinata alle ricompense.

 

Le minacce alla sicurezza e all’integrità della blockchain EOS

Creare una blockchain implica anche studiare i possibili attacchi al sistema che possono avvenire sia a causa degli hacker sia a causa dei possessori di token malintenzionati o dei produttori di blocchi.

EOS utilizza la tecnologia Graphene e il DPoS e questo meccanismo non ha la possibilità di generare più catene concorrenti durante un hard fork. Questo perché esiste un numero preciso di nodi validatori e l’ordine è creato ad ogni turno. Una minoranza dei nodi non potrebbe vincere perché gli altri nodi validatori continuerebbero a produrre i blocchi sulla catena originale allungandola sempre di più e nel DPoS, la catena più lunga è quella che vince sempre.

Il Delegated Proof of Stake riesce a difendersi anche dalla collusione della maggior parte dei produttori di blocchi per produrre più fork. In questo caso, pur essendo in minoranza, i validatori onesti determinerebbero la catena più lunga. I possessori di token potrebbero votare a sfavore dei nodi collusi.

Un possibile attacco che potrebbe compromettere l’integrità del sistema sarebbe se una netta maggioranza creasse un hard fork. Per approfondire l’argomento degli hard fork vi consigliamo di leggere questo articolo.

Anche la corruzione può essere considerata un certo tipo di attacco perché altera la governabilità della blockchain e ne minaccia la sicurezza. La corruzione è l’attacco più comune nel DPoS ed è già stata osservata in Link e in Steem.

I produttori di blocchi e i candidati cercano di accaparrarsi più voti possibili per mantenere la loro posizione e corrompono gli utenti per votarli.

Una situazione del genere è presente tuttora in Lisk. Due pool, LiskElite e LiskGDT, offrono in cambio dei voti una porzione delle ricompense guadagnate dalla produzione dei blocchi. Esiste anche un sito web dove si può scegliere i delegati con i pagamenti per voto più alti.

Questo tipo di corruzione, alquanto possibile, non sarà molto conveniente nel caso di EOS perché un validatore, oltre a validare le transazioni, deve fornire lo storage, partecipare alla governance e utilizzare i profitti per migliorare il proprio hardware al fine di aumentare la capacità totale della rete. Questo è ciò che ci si aspetta da un produttore di blocchi valido e Larimer vede i futuri produttori di blocchi come dei centri dati comunicanti fra di loro. Considerando le aspettative, anche i costi di produzione saranno alti. Aggiungere dei costi di corruzione a quelli già esistenti renderebbe il produttore meno competitivo rispetto ad altri validatori, riducendo con questo la sua futura capacità di produrre i blocchi.

I possessori di token EOS informati sui pericoli connessi col votare i produttori corrotti, preferiranno quei produttori che danno il valore reale alla rete e con esso, preservano gli investimenti piuttosto che ottenere le ricompense piccole e nocive per il sistema. È quindi essenziale educare i possessori di token a votare contro ogni tentativo di corruzione e di denunciarla pubblicamente.

DPoS cerca di proteggersi almeno in parte dai possessori di token corrotti introducendo il sistema della scadenza dei voti nel quale i voti più recenti hanno più valore di quelli vecchi e premiando la partecipazione degli utenti attivi piuttosto che quelli che votano una volta sola. I voti degli utenti che votano una volta al mese vengono apprezzati pienamente mentre gli altri voti scadono lentamente finché, dopo due anni, non hanno più nessuna validità.

L’attacco Distributed Denial od Service (DDoS) ha causato parecchi problemi nel passato e il DPoS non è di certo immune, ma è estremamente difficile da eseguire. Questo perché i produttori di blocchi sono delle entità distinte e distribuite in tutto il mondo. Mentre un attacco su un produttore di blocchi è possibile e causerebbe dei ritardi, l’attacco a più produttori simultaneamente è pressoché impossibile. Un nodo validatore o più nodi che soffrono questo tipo d’attacco potrebbero essere votati contro ber il bene della rete.

 

L’applicazione del Delegated Proof of Stake in Bitshares e in Steem ha provato la sua abilità a mantenere il consenso e il processamento di più transazioni di qualsiasi altra blockchain. Il DPoS è quindi la soluzione ideale al problema della scalabilità. Il costo dell’incredibile scalabilità è minore decentralizzazione, ma, alla fine, la decentralizzazione non è altro che un mezzo per un fine più importante. Lo scopo della decentralizzazione è la resistenza alla censura, l’apertura e nessun singolo punto di fallimento e il DPoS con i suoi 21 produttori di blocchi riesce a raggiunge questi fini.

A differenza di tanti altri algoritmi, il DPoS può continuare a funzionare anche quando la maggior parte dei produttori di blocchi fallisce. È la comunità intorno a EOS a decidere chi dovrebbe prendere il loro posto ed è anche la comunità che ha il potere di cambiare la costituzione, il protocollo, l’inflazione e altre cose riguardanti la rete EOS.

Il DPoS dà il potere ai possessori di token e vuole che essi agiscano coscientemente e che siano coinvolti nella blockchain per un bene comune.

 

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Le applicazioni della tecnologia blockchain messe in pratica

Sentiamo parlare sempre più spesso di una tecnologia dirompente che cambierà il futuro – la blockchain, ma non tutti sanno che cos’è e sopratutto come la si può applicare nei vari settori della nostra quotidianità. Chi conosce il mondo delle criptovalute, sa che esse si basano sulla blockchain, ma questa tecnologia non si limita soltanto a creare dei token, ma è la base del futuro che rivoluzionerà i settori come la cybersicurezza, le assicurazioni, il sistema del voto e della governabilità, la sanità, la produzione, il trasporto, i pagamenti, la beneficienza e tante altre.

Che cos’è la blockchain?

La blockchain si può comparare a un libro maestro pubblico che registra tutte le transazioni in modo sicuro, permanente e accessibile a tutti.

Anche se queste parole non fanno l’impressione e non ne rendono l’importanza, sono le fondamenta della blockchain ed è proprio per queste caratteristiche che questa tecnologia è così rivoluzionaria.

 

L’applicazione della blockchain in pratica

Nella logistica, il programma pilota più noto basato sulla blockchain ha coinvolto il Maersk e l’IBM. È incentrato sulla creazione di un registro digitale distribuito per creare un singolo luogo elettronico in cui poter alloggiare tutta la miriade di documenti relativi a una spedizione.

La tecnologia blockchain potrebbe essere utilizzata anche per tracciare i farmaci, il cibo e un qualsiasi altro prodotto. Provenance, una startup britannica utilizza la blockchain per tracciare l’autenticità dei cibi e garantirne la qualità. Provenance sta attualmente testando il tracciamento del tonno pescato in Indonesia e trasportato fino ai ristoranti Giapponesi. Delle etichette RFID (Radio Frequency Identification) vengono applicate al pescato in Indonesia, le informazioni inviate dai sensori delle etichette vengono registrate sulla blockchain che è immutabile e non può essere manomessa. Le etichette RFID hanno una batteria e possono operare a centinaia di metri dal lettore RFID.

 

Provenienza ha lavorato con dei pescatori locali di due diverse catene di approvvigionamento per aiutarli a raccogliere i dati sulle catture e a rintracciare i fornitori.

 

Provenance s’integra con i sistemi esistenti

 

Anche VeChain che ultimamente ha fatto il rebranding a VeChain Thor traccia i prodotti e ultimamente ha annunciato anche una partnership con la BMW. Anche qui, un’etichetta RFID collegata a un’automobile durante la produzione può essere utilizzata per tracciare il suo avanzamento attraverso la catena di montaggio registrando tutto su una blockchain sicura.

Skuchain d’altro canto applica la blockchain a Internet of Things (IoT) oltre che alla digitalizzazione della finanza commerciale. Rispetto all’IoT lo scopo della Skuchain è quello di rendere i segnali IoT azionabili. I segnali provenienti dai sensori di umidità, temperatura o dalla posizione possono essere collegati alla blockchain e attivare l’esecuzione automatica degli smart contracts, consentendo l’automazione della catena.

La blockchain applicata in uno dei modo descritti di sopra, sarà quindi una serie di transazioni registrate in un libro mastro, nel quale ogni transazione è codificata con un numero di riferimento e alcuni dettagli della transazione precedente. Se si vuole recuperare una certa transazione come la data, il tipo di carico e il trasportatore, questa informazione è resa disponibile a tutti e in qualsiasi momento.

Se qualcuno volesse cambiare per esempio la data della presa in carico di una consegna, non lo potrebbe fare perché cambierebbe tutte le altre informazioni in quanto esse sono interconnesse. Un altro motivo per cui il sistema non può essere manomesso è perché è distribuito. Ogni computer che partecipa nel mantenimento della blockchain, possiede la stessa copia della blockchain stessa e questa copia non può essere cambiata su tutti i computer. Più la rete è vasta, più difficile è comprometterla.

La blockchain potrebbe essere dunque di grande aiuto in qualsiasi parte della catena d’approvvigionamento e in più, se messa in relazione con degli smart contracts, potrebbe scatenare una reazione se certe condizioni vengono soddisfatte come ad esempio: il pagamento automatico può essere eseguito soltanto quando la consegna arriva a destinazione.

La blockchain non solo permetterebbe un flusso di informazioni fluido, veloce e sicuro, ma permetterebbe anche di ridurre i costi e i tempi sopratutto dei produttori piccoli. L’applicazione della blockchain in un settore viene spesso denominata come trasparente e inclusiva e questo perché ogni persona che è stata in qualche modo coinvolta nella transazione su una blockchain (produttore, trasportatore, consumatore etc.) ne fa parte e ha pieno accesso a tutte le informazioni con essa collegate.

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La blockchain di Eos è la rivale principale di Ethereum

EOS blockchain è un progetto di una piattaforma scalabile, senza le commissioni per transazione, che supporterà le applicazioni decentralizzate (dApp) e sarà costruita in modo molto facile per permettere ai developers di sviluppare queste dApp.

Il problema della scalabilità della blockchain

Una blockchain per essere utilizzata a livello mondiale deve essere veloce e la blockchain di Bitcoin ha dato prova di non essere in grado di avere una scalabilità abbastanza grande da poter supportare tante transazioni.

Anche Ethereum, che è molto più veloce, ha visto il suo network intasato quando è stata rilasciata l’app Crypto Kitties. Ethereum riesce a far passare 15 transazioni al secondo mentre Bitcoin soltanto 7.

La blockchain di Litecoin è più veloce (50 transazioni al secondo), ma la blockchain di Eos è costruita per batterle tutte.

La scalabilità di Eos può arrivare fino a 1 milione di transazioni al secondo.

 

Il problema della scalabilità è uno dei principali da affrontare nella costruzione di una blockchain. È la scalabilità che ci dice se una blockchain può ricevere milioni di transazioni o meno.

Se tutti quelli che stanno costruendo le applicazioni sulla blockchain di Ethereum, le lanciano e rendono disponibili al pubblico, la rete non riuscirà a supportare questo numero di transazioni e crollerà.

Eos, a differenza di tante blockchain ha un’enorme scalabilità sia verticale che orizzontale, commissioni zero e permette la costruzione di applicazioni decentralizzate quindi ha tutto ciò che ci vuole per porre una vera minaccia a Ethereum.

Se pensiamo che Facebook riceve 52 mila like al secondo e Ethereum riceve 15 transazioni al secondo, vuol dire che se FB volesse utilizzare la blockchain soltanto per i suoi like, questa dovrebbe essere 3466 mila volte più efficiente di quanto questa di Ethereum. Eos, con il suo milione di transazioni al secondo, riuscirebbe a svolgere bene questo compito.

La blockchain di bitcoin è stata la prima e grazie al suo successo tutti gli altri developers hanno potuto sviluppare i propri progetti prendendo dal bitcoin ciò che funziona e migliorando ciò che non funziona.

Quando Dan Larimer ha cominciato a costruire Eos, si è focalizzato sulla scalabilità. Era evidente che il bitcoin, allo stadio al quale era, non avrebbe potuto supportare il numero delle transazioni che crescevano sempre di più e quindi Larimer ha voluto ovviare a questo problema.

Il CTO di Eos ha preso qualcosa anche dalla blockchain di Ethereum.

La caratteristica principale di Ethereum è la possibilità di creare degli smart contracts e Larimer ha voluto implementare e migliorare questo aspetto.

Eos utilizzerà gli smart contracts che saranno molto più efficienti degli smart contracts normali.

Gli smart contracts di Eos

La tecnologia blockchain si basa sull’elaborazione sequenziale delle transazioni, che causa ritardi e può rendere la tecnologia inefficiente.

Larimer ha visto che la scalabilità verticale non basta per permettere a una blockchain di funzionare senza essere congestionata e che bisogna scalare anche orizzontalmente.

La blockchain di Eos potrà elaborare una quantità elevata di transazioni contemporaneamente pur rimanendo in grado di servire altri comandi di rete come l’esecuzione di dApp e senza creare una “coda” sulla blockchain.

Le caratteristiche principali della blockchain di Eos

Le caratteristiche principali della blockchain Eos

La blockchain di Eos utilizzerà un meccanismo di consenso Delegated Proof of Stake (DPoS) nel quale i possessori di token EOS continuamente votano per i produttori dei blocchi, che minano i blocchi e decidono sui principali eventi nell’ecosistema Eos.

I produttori di blocchi con l’81% dei voti, potranno bloccare gli account, aggiornare contratti intelligenti e proporre dei hard fork, ma nel caso in cui un produttore si comporterà male, potrà essere cambiato.

I blocchi sulla blockchain verranno creati ogni 3 secondi e esattamente un produttore è autorizzato a produrre un blocco in un dato momento. Il tempo della conferma di una transazione sarà di 1.5 secondi.

Una caratteristica unica della blockchain di Eos sarà la possibilità di correggere degli errori e ripristinare i cambiamenti con il consenso della maggioranza assoluta invece di aver bisogno di un hard fork. In condizioni normali una blockchain DPoS non avrà bisogno degli hard fork in quanto i produttori dei blocchi lavoreranno cooperando e non competendo con gli altri come nel Proof of Work blockchain tipo bitcoin. Nel caso in cui un hard fork avvenga, la blockchain di Eos passerà alla catena più lunga.

Le aziende che andranno a sviluppare le applicazioni su una blockchain così flessibile avranno la possibilità di migliorare le proprie applicazioni in qualsiasi momento.

Le transazioni su Eos non comportano le commissioni. I token Eos saranno indispensabili per i developers delle applicazioni per rendere le dApp operazionali sulla blockchain e saranno anche necessari per gli account che registrano nuovi utenti di queste applicazioni. Il costo di finanziamento del nuovo account utente sarà insignificante se comparato con ciò che le aziende spendono oggi in pubblicità e promozione per acquistare utenti.

 

La ICO di Eos

I token EOS vengono utilizzati per raccogliere i fondi durante la ICO, la cui durata e di 11 mesi. La ICO è cominciata il 27 giugno 2017 e finisce l’1 giugno 2018.

I token EOS possono essere acquistati sugli exchange tipo Livecoin, Binance e HitBTC.

Su Livecoin puoi acquistare Eos con BTC, USD o ETH e senza la verifica dell’account.

Lisk rilancia la sua blockchain con il focus sull’educazione e sull’accessibilità

Il 20 febbraio Lisk ospita a Berlino un evento di rilancio della sua blockchain che ha come scopo la dimostrazione del nuovo design con il focus sull’accessibilità e del progetto a lungo termine. Anche se il rebranding comporterebbe la presentazione di un nuovo design, del portafoglio e della dashboard front-end, il team di Lisk ha deciso di fare molto di più. Il CEO e il co-fondatore della startup, Max Kordek, ha detto a CoinDesk:

“All’inizio era molto più simile a un progetto tecnologico. Ora stiamo abilitando di più le persone, dandli accesso, perché la tecnologia blockchain è una cosa così straordinaria. Fondamentalmente vogliamo distribuirlo alle persone per renderlo accessibile in modo che tutti possano costruirci sopra”.

Sviluppare una piattaforma migliore sia per gli utenti che per gli sviluppatori che fanno già parte della comunità esistente è la proiorità per Lisk. La scorsa settimana, Lisk ha presentato un fondo che supporterà lo sviluppo di “sidechain di alta qualità” per accompagnare la rete principale. Kordek ha scritto in un post sul blog che ha destinato 1.700.000 LSK per questa iniziativa.

Ma Koredk e il suo team non si fermano qui perché vogliono creare anche un hub educativo per quelli che vogliono addentrarsi nella tecnologia blockchain.

“Dobbiamo anche attrarre nuove persone e queste persone non sanno nulla di blockchain, quindi dobbiamo anche trovare dei modi in cui possiamo insegnare e istruire su questa tecnologia in modo che tutti vedano i vantaggi”.

“Apple, ovviamente, ha dovuto insegnare al mondo come usare un iPhone”, ha detto Kordek. “Quindi dobbiamo fare qualcosa di simile: dobbiamo prima insegnare alla gente cos’è la blockchain, quali sono i vantaggi e poi come usare il nostro portafoglio o il nostro ecosistema.”

Lisk vanta in questo momento circa 2.5 miliardi di euro di capitalizzazione del mercato ed è composto da un team di 34 persone. Lisk è un fork della blockchain crypti, creato nel 2016. La startup è stata recentemente su due exchange importanti nel mercato asiatico: Bitflyer e Huobi e sta espandendo la sua comunità in quell’area.

La tecnologia blockchain: cos’è, come funziona e le sue applicazioni

La blockchain è una tecnologia inventata per alimentare bitcoin e adottata nel 2009 da Satoshi Nakamoto. Alla base della blockchain sta il blocco che è il registro digitale, distribuito e incorruttibile delle transazioni economiche avvenute tra gli utenti. In un blocco può entrare un determinato numero di transazioni. Una volta che il blocco è completato e confermato, viene aggiunto alla catena (chain) creando la blockchain. Questa sarebbe una semplificata definizione tecnica, ma cerchiamo di capire meglio cosa significa.

Alice va in vacanza in Cina, ma poi non ha più soldi e allora chiama il papà e gli chiede di inviarle 1.000€. Papà va in banca e da l’odine di inviare i fondi a sua figlia. Alice riceve i soldi dopo 3 giorni, mentre la banca si prende le commissioni per il lavoro svolto.

La blockchain risolve questo problema eliminando l’intermediario (la banca), la gran parte delle commissioni se non tutte e permettendo la transazione istantanea.

 

L’invio delle transazioni in un sistema centralizzato e decentralizzato

 

La blockchain può essere utilizzata da chiunque basta che si ha l’accesso a internet. A differenza dei database, che sono di proprietà delle figure centrali come delle banche o delle istituzioni, la blockchain non appartiene a nessuno perché è una rete mondiale dei computer degli utenti che mantengono il sistema e quindi è impossibile corromperlo. È impossibile fare delle transazioni false perché tutti i computer hanno la stessa copia della blockchain e quindi se qualcuno cerca di creare una transazione falsa, quella non viene confermata e viene subito respinta.

Ogni blocco della blockchain contiene:

  • dei dati,
  • il hash del blocco
  • il hash del blocco precedente

I dati nel blocco dipendono dal tipo della blockchain. La blockchain del bitcoin contiene i dettagli sulle transazioni e cioè che ad esempio papà ha inviato un tot di bitcoin ad Alice.

Il hash è come se fosse un’impronta digitale del blocco sotto forma alfanumerica. Il hash identifica quindi il blocco e tutti i suoi contenuti oltre ad essere unico. Una volta che il blocco è creato, viene calcolato il suo hash. Cambiare i dati nel blocco vuol dire cambiare il hash e questo non è possibile nel sistema distribuito su migliaia di computer perché anche se un hacker lo cambia sul suo computer, non lo può cambiare in tutti gli altri perché semplicemente non ha l’accesso a quei computer e in più, allo stesso tempo.

Il hash del blocco precedente è ciò che permette la formazione di una catena ed è anche per questo che la blockchain è così sicura. Cambiare il hash in un blocco vuol dire cambiarlo automaticamente nel blocco successivo e quindi anche in tutti gli altri.

Oggigiorno, i computer sono talmente potenti che riescono a calcolare migliaia di hash al secondo. Un computer così potrebbe manomettere un hash e ricalcolare tutti gli altri hash dei blocchi successivi e validare la blockchain, ma per rendere il sistema ancora più a prova di hacker, viene utilizzato il Proof-of-Work.

In parole semplici, il PoW è un meccanismo che rallenta la creazione dei nuovi blocchi. Nel bitcoin ci vogliono circa 10 minuti per calcolare il Proof-of-Work necessario e aggiungere il nuovo blocco alla catena. Se qualcuno manomette un blocco, potrebbe manomettere un altro soltanto tra 10 minuti e così via con milioni di altri blocchi e quindi è una cosa pressoché impossibile oltre che sarebbe rivelata subito da qualche utente.

 

Il funzionamento della blockchain di bitcoin

 

Per essere ancora più sicura, la blockchain è distribuita sulla rete dei computer e ognuno può unirsi a questa rete ricevendo la copia esatta di tutta la blockchain. Quando una persona si unisce, si dice che crea un nodo. Se, per esempio, Alice si aggiunge alla rete, vuol dire che crea il proprio nodo e riceve la copia della blockchain. Se viene creata una nuova transazione, questa transazione appare in tutta la rete dei computer e anche in quello di Alice. La transazione ha bisogno di essere confermata prima di essere aggiunta al blocco. I nodi che lavorano per trovare il hash crittografato grazie al potere computazionale del proprio computer vengono chiamati i miner.

Se il miner trova il hash, crea il blocco, viene retribuito con un premio per il lavoro svolto e aggiunge il blocco alla blockchain. Il miner pubblica il successo a tutta la rete dei nodi e dei miners e ognuno di loro aggiunge il blocco alla propria copia della blockchain. Tutti i nodi devono quindi creare consenso riguardo a ogni blocco. La sicurezza della blockchain viene dai suoi hash, dalla distribuzione e dal meccanismo del Proof-of-Work.

 

I tipi della blockchain

  • Pubblica: il registro delle transazioni è visibile a tutti su internet e chiunque può verificare e aggiungere i blocchi delle transazioni alla blockchain (bitcoin, ethereum, monero)
  • Privata: solo persone specifiche in un’organizzazione possono verificare e aggiungere i blocchi, ma tutti su internet le possono vedere
  • Consorzio: soltanto un gruppo di organizzazioni (ad esempio le banche) possono verificare e aggiungere le transazioni e il registro è ristretto soltanto ai gruppi selezionati

 

Le principali caratteristiche della blockchain:

  • trasparenza – le transazioni sono visibili a tutti
  • decentralizzazione – le transazioni avvengono senza alcun intermediario e cioè non esiste un’autorità centrale che controlla la blockchain
  • distribuzione – è una rete dei nodi distribuiti in tutto il mondo
  • sicurezza – ogni nodo possiede la coppia esatta della blockchain e quindi nessuna transazione può essere falsificata e anche se un nodo viene distrutto la blockchain continuerà a operare con la stessa efficacia
  • incorruttibilità – non si può corrompere in nessun modo
  • irreversibilità – una volta che la transazione viene validata non può essere invertita
  • convenienza – eliminando gli intermediari, le transazioni avvengono peer-2-peer e le commissioni sono pari allo zero o vicine allo zero
  • anonimato – la transazione tra due persone avviene da un indirizzo all’altro; l’indirizzo non è collegato con un nome e un cognome e chi possiede la chiava privata di quell’indirizzo si può ritenere il suo proprietario

Che cos’è il fork della blockchain

Il fork è un cambio alla blockchain che, considerando l’importanza del cambio, può essere definito come un soft fork o un hard fork.

Il soft fork avviene quando viene fatto un update come ad esempio l’abilitazione multi-sig che è stata fatta sulla blockchain di bitcoin.

Dopo il soft fork, la nuova blockchain è compatibile con quella precedente. Tutti i nodi della rete (con l’upgrade o senza) continuano a riconoscere nuovi blocchi.

Il hard fork avviene quando una copia del codice base della blockchain viene copiata ed eseguita come un progetto completamente nuovo.

Questo può essere fatto se dei developers vogliono fare dei cambiamenti radicali all blockchain mentre gli altri non sono d’accordo. Dopo il hard fork la nuova blockchain non è più compatibile con quella originale. Per esempio, il bitcoin cash è il fork del bitcoin che è nato quando il codice del bitcoin è stato copiato e quando sono state apportate delle modifiche alla misura dei blocchi. Il bitcoin esegue i blocchi da 1MB mentre il bitcoin cash esegue i blocchi da 2MB.

L’ethereum ha fatto il hard fork dopo che un hacker ha rubato 3.600.000 ether dal progetto della DAO.

Il hard fork è stato fatto per evitare che l’hacker potesse scappare con quegli ether. Così la catena originale della blockchain si chiama l’ethereum classic mentre quella nuova si chiama l’ethereum. Bisogna specificare che, anche se i developers di una data blockchain si mettono d’accordo riguardo ad un hard fork, anche i miners devono dare il loro consenso.

Che cosa succede alle criptovalute dopo il hard fork della blockchain

Dopo che avviene un hard fork di una data blockchain, cominciano ad esistere due criptovalute differenti e non più una. Ad esempio, il primo agosto del 2017 è stato fatto il hard fork del bitcoin ed è stato creato il bitcoin cash con la misura del blocco da 2MB. Chi aveva bitcoin nel suo portafoglio prima del hard fork, si è trovato la quantità esatta di bitcoin cash.

I team degli sviluppatori di una blockchain cercano di non permettere che avvenga un hard fork perché crea troppa incertezza e la rottura della comunità intorno a una data blockchain. La tecnologia è ancora molto giovane e un hard fork è un attacco all’integrità del sistema che spesso si traduce all’attacco ideologico.

D’altro canto, per gli speculatori, il hard fork è un occasione per ottenere delle monete gratis. Chi aveva bitcoin prima del hard fork, ha poi ottenuto il numero equivalente di bitcoin cash e lo stesso vale per litecoin dopo il fork dal bitcoin.

A che cosa può essere applicata la blockchain

Il bitcoin è l’esempio più rampante dell’applicazione della blockchain nella finanza. Oltre al bitcoin esistono altre criptovalute designate a questo scopo: litecoin, monero, dash sono state create per fare delle transazioni veloci, con le commissioni pari a zero, senza intermediari tipo le banche e anonime.

L’applicazione nella finanza non si limita ai pagamenti però. Le assicurazioni, i prestiti, le piattaforme di trading e di scambio sono altri esempi dell’applicazione della blockchain.

Questa tecnologia trova un enorme spazio anche al di fuori della finanza.

Ci sono tantissimi investitori che vedono il futuro nella blockchain. Ormai ci sono centinaia di startup basate sulla blockchain e questo numero cresce molto velocemente. Un esempio può essere l’Agrifood che applica questa tecnologia per tracciare un prodotto alimentare cominciando dalla provenienza delle sue materie prime, attraverso la produzione e il trasporto del prodotto finito.

Anche il mercato immobiliare e tutto ciò che è collegato con la proprietà degli immobili come anche il sistema di votazione e di governance, i dati personali o quelli sanitari, tracciamento di vario genere, pubblica amministrazione, smart contracts e tantissime altre possono sfruttare la tecnologia blockchain.

Applicazione della blockchain

  • smart contracts
  • sistema bancario
  • pagamenti
  • sanità
  • sicurezza
  • voto
  • internet of things
  • musica online
  • immobiliare
  • gaming
  • copyright
  • gioco d’azzardo
  • crowdfunding
  • condivisione
  • agricoltura
  • altro

Non vi è dubbio che la tecnologia della blockchain può essere utile, ma ciò che sembra come un semplice miglioramento del sistema ha un significato più profondo. Pochi vedono che siamo sull’orlo di una vera e propria rivoluzione come lo è stata l’invenzione di internet.