Bitcoin farà scoppiare la bolla creata dalle banche centrali

Jon Matonis, il co-fondatore della Bitcoin Foundation ha detto che bitcoin non è una bolla e che sarà quello che farà scoppiare la bolla creata dai mercati obbligazionari e dai mercati azionari falsi sostenuti dalle banche centrali.

“Alle persone che dicono che il bitcoin è una bolla, direi che il bitcoin è uno spillo che farà scoppiare la bolla: la bolla è il folle mercato delle obbligazioni e il falso mercato azionario sostenuto dalle banche centrali. Quelle sono le bolle.”

Matonis, nella sua intervista per the Business Insider ha dismesso le paure che bitcoin fosse in una bolla speculativa e crede che il mondo sta entrando in “un’età post-legale” che “non è guidata dalle banche centrali” ma dalle criptovalute decentralizzate come bitcoin che andranno ad alimentare questo cambiamento.

Entrata delle banche nel mercato delle criptovalute

Nonostante Matonis si mostrasse scettico verso i sistemi finanziari tradizionali, si è pronunciato in modo molto positivo sulla possibilità d’entrata di una delle più importanti banche nel mercato delle criptovalute e cioè della Goldman Sachs.

“Penso che sia favoloso che stanno prendendo in considerazione di entrare perché porta nuova liquidità” ha dichiarato Matonis aggiungendo che l’entrata delle istituzioni finanziarie permetterebbe a far “maturare il mercato” e ridurre la volatilità.

“Svilupperanno il mercato dei futures, i mercati delle opzioni – penso addirittura che inizierete a vedere i mercati dei tassi di interesse attorno a bitcoin”, ha detto. “Siamo abituati a sentire cose su Libor, l’indice per i tassi di interesse dei bitcoin è Bibor.”

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Nel passato, il co-fondatore della Bitcoin Foundation aveva sostenuto che l’ecosistema bitcoin avrebbe bisogno di un tasso di interesse di riferimento simile al Libor e Matonis aveva promosso il concetto di Bibor (Bitcoin Inter Broker Offered Rate).

Questo tasso di riferimento è importante nei contratti striking, nei prestiti e per i broker che forniscono bitcoin ai potenziali venditori short.

Il mercato delle criptovalute non dovrebbe essere regolamentato

Parlando della regolamentazione del mercato delle criptovalute, Matonis ha detto che secondo lui, non ci dovrebbero essere nessune regolamentazioni perché i regulatori sono molto confusi e che il nuovo modello della raccolta dei fondi che utilizza i cosidetti utility tokens non rientra in nessuna categoria e perciò non può essere limitato da nessuna delle leggi esistenti.

“Penso che dovremmo operare in un ambiente di caveat emptor: lascia che l’acquirente faccia la sua ricerca”, ha dichiarato Matonis. “Si spera che questo abbia costretto molti investitori a fare più ricerche, nessuno li costringe a investire nelle ICO. Se sei preoccupato per il rischio, vai via.”

La raccolta dei fondi da parte delle start up tramite Initial Coin Offering è stata comparata da Matonis come un “terzo modello”:

“In realtà emettono degli utility token nel mercato che non rappresentano l’equity, non rappresentano il debito. Rappresentano una rivendicazione negoziabile sul successo del token, che è in effetti, si spera, è legato al successo dell’azienda.

“Questo è un modello completamente nuovo, e non si adatta a nessuna delle categorie del regolatore.”

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Pubblicato da

Stefano Santo

Stefano Santo è un trader di bitcoin e delle criptovalute, entusiasta della tecnologia blockchain e di quantum computing.

2 commenti su “Bitcoin farà scoppiare la bolla creata dalle banche centrali”

    1. Bitcoin è troppo vecchio per essere adottato a livello mondiale. Le criptovalute hanno progredito e ci sono tanti progetti migliori. La scalabilità, la privacy sono tutti difetti che devono ancora essere risolti

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