I dirigenti di due exchange di criptovalute arrestati per frode e appropriazione indebita

Il pubblico ministero del distretto sud di Seoul ha detto che sono stati arrestati quattro dirigenti di due exchange di criptovalute per frode e appropriazione indebita, a causa delle preoccupazioni per lo scoppio della bolla del mercato delle criptovalute.

Kim Ik-hwan, il capo di Coinnest, e altri tre sono stati messi in custodia mercoledì dopo che un tribunale ha emesso i mandati di detenzione per un massimo di due giorni, ha detto l’ufficio dei procuratori.

È la prima volta che un capo incombente di un exchange di criptovalute viene detenuto come un sospetto criminale.

I dirigenti sono accusati di trasferire miliardi di won dai conti dei clienti ai loro conti privati mentre non svolgono nessuna mediazione delle transazioni di criptovalute.

Il pubblico ministero ha fatto l’irruzione negli uffici il mese scorso come parte dell’indagine scattata da una denuncia presentata a gennaio dalle autorità finanziarie.

 

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Criptovalute: Ecco quanto hanno guadagnato gli exchange coreani nel 2017

Gli operatori degli exchange di criptovalute della Corea del Sud hanno raccolto enormi profitti nel 2017 a seguito della frenesia nazionale del denaro digitale.

Il fatturato annuale di BTC Korea.com, che è responsabile della borsa di criptovalute locale Bithumb, si è attestato a 333,4 miliardi di won (315,6 milioni di dollari) nel 2017, in aumento di 77 volte rispetto ai 4,3 miliardi di won guadagnati nel 2016. Il suo utile netto è salito da 2,5 miliardi di won a 427,2 miliardi di won nell’ultimo anno, secondo il rapporto di Vidente Co.

La principale fonte del reddito per BTC Korea è costituita dalle commissioni guadagnate dalle criptovalute.

Dunamu, che gestisce l’exchange di criptovalute Upbit, ha registrato l’anno scorso 211,4 miliardi di won dalle vendite e 198,3 miliardi di won di profitto che è considerato un profitto enorme dato che Upbit ha iniziato le sue operazioni soltanto nell’ottobre 2017.

Gli exchange di criptovalute della Corea del Sud sono trai più grandi al mondo

Upbit è l’operatore numero 1 in Corea del Sud, con una quota di mercato di oltre il 50%, seguita da Bithumb, Korbit e Coinone.

Le criptovalute sono diventate uno strumento di investimento molto popolare a partire dalla seconda metà dell’anno scorso, con circa 3 milioni di persone nella Corea del Sud che, si stima, abbiano acquistato e scambiato le criptovalute.

Ma la prospettiva per quest’anno potrebbe non essere così rosea a causa di una serie di regolamentazioni governative sul mercato e il crescente timore dello scoppio di una bolla speculativa e da un uso improprio delle criptovalute.

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Come l’ultima misura, nel gennaio scorso il paese ha avviato un vero e proprio sistema commerciale per le criptovalute, vietando l’uso dei conti bancari anonimi nelle transazioni per impedire l’uso delle criptovalute per il riciclaggio di denaro sporco e altre attività illegali.

“Il volume degli scambi giornalieri ha raggiunto circa 4 trilioni di won a gennaio, ma è crollato nelle ultime settimane a un decimo”, ha detto Lee Jeong-ah, il vicepresidente di Bithumb, in un forum economico mercoledì, parlando sulle “troppo strette” regole del governo, che mancano “degli standard chiari e una comprensione della valuta virtuale”.

Per garantire una stabile fonte di reddito, la società intende mettere “una piattaforma finanziaria completa in cui le persone possono scambiare il denaro fisico da tutto il mondo in quello virtuale per il pagamento e la rimessa”, ha detto Lee.

Puntando a “chiari limiti nel ricorrere interamente alle commissioni di trading”, un altro operatore ha anche detto che la società “ha cercato di espandere la base del mercato ricercando nuovi canali per le opportunità di business”.

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Bancor lancia il portafoglio che converte le criptovalute all’istante

Bancor, un protocollo open source per le conversioni dei token automatizzati, ha lanciato il suo Bancor Wallet, che garantisce agli utenti la conversione istantanea on chain di due coin tra quasi 70 criptovalute e token presenti.

Il protocollo Bancor è un’iniziativa di un’organizzazione non profit con sede a Zug in Svizzera e cioé della B protocol Foundation.

Bancor Wallet permette di scambiare un token con qualsiasi altro

Bancor Wallet consente di convertire istantaneamente un token in qualsiasi altro token nella rete di Bancor. Le conversioni in-wallet di Bancor sono fatte usando contratti intelligenti, piuttosto che facendo corrispondere acquirenti e venditori. Ciò consente di mantenere spread e commissioni al limite più basso possibile.

Ci sono quasi 70 token sulla rete Bancor immediatamente convertibili con il Bancor Wallet. Questi includono ETH, EOS, OMG, AION, DAI (MakerDao) e BNB (Binance).

Bancor rilascerà questa settimana l’integrazione con i pagamenti fiat in modo tale da permettere agli utenti di acquistare qualsiasi token supportato con una carta di credito o di debito.

“Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di rilasciare il Bancor Wallet nel primo trimestre del 2018”, ha affermato Galia Benartzi, il co-fondatore di Bancor in un’intervista a Venturebeat. “Stiamo rilasciando un’integrazione fiat questa settimana, in anticipo sui tempi previsti, consentendo l’acquisto fiat-in-crypto con le principali carte di credito direttamente dal portafoglio. Questo è un importante ponte nell’ecosistema per i nuovi partecipanti. “

Benartzi ha anche dichiarato che Bancor si prefissa come l’obiettivo l’aggiunta di sempre nuovi token.

Il protocollo Bancor è una rivoluzione tecnica che consente di convertire i token senza dover abbinare due parti con esigenze opposte. Con un semplice bilanciamento delle formule di compravendita in modo che ogni token nella rete mantenga una relazione formulare con gli altri si ottiene come risultato la liquidità continua indipendentemente dal volume degli scambi o dalle quotazioni di borsa.

I token si possono spendere

Gli exchange tipo Livecoin, che permettono di comprare le criptovalute con le fiat senza dover verificare l’account, non permettono di scambiare ad esempio EOS con OMG mentre Bancor Wallet lo rende possibile in modo automatico e veloce:

“La vera innovazione dietro i portafogli digitali non è la mobilità; è la progressione verso un mondo in cui milioni di asset virtuali sono immediatamente intercambiabili. Immagina, ad esempio, se i punti fedeltà della tua caffetteria fossero accettati in qualsiasi registratore di cassa nel mondo, o che le tue miglia aeree potessero acquistare minuti cellulari con un clic di un pulsante.”

“Di solito non pensiamo a questi come alle valute, perché il denaro virtuale è stato tradizionalmente bloccato. Se guadagni punti da Amazon, solo tu puoi usarli e puoi scambiarli solo con dollari nel mercato Amazon “, ha detto Benartzi. “Ma queste barriere stanno rapidamente erodendo, grazie in gran parte alla recente ondata di servizi basati sulla blockchain e alla crescente connettività dei sistemi di valori che li alimentano”.

“Creare valute è una pratica comune per i rivenditori”, ha detto Benartzi. “L’ovvio passo successivo è collegarli tra loro, rendendo qualsiasi dispositivo mobile connesso a Internet un punto vendita universale”.

Bancor è un exchange decentralizzato

Bancor è un exchange decentralizzato che ha avuto il maggiore sviluppo negli ultimi mesi sorpassando anche quelli più grandi come EtherDelta e IDEX. Da gennaio sono stati aggiunti ben 45 token e molti sono in arrivo. Nonostante Bancor sia un DEX è facilissimo in utilizzo e l’account di Bancor Wallet si apre tramite Telegram, WeChat o Facebook Messenger.

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Bitcoin farà scoppiare la bolla creata dalle banche centrali

Jon Matonis, il co-fondatore della Bitcoin Foundation ha detto che bitcoin non è una bolla e che sarà quello che farà scoppiare la bolla creata dai mercati obbligazionari e dai mercati azionari falsi sostenuti dalle banche centrali.

“Alle persone che dicono che il bitcoin è una bolla, direi che il bitcoin è uno spillo che farà scoppiare la bolla: la bolla è il folle mercato delle obbligazioni e il falso mercato azionario sostenuto dalle banche centrali. Quelle sono le bolle.”

Matonis, nella sua intervista per the Business Insider ha dismesso le paure che bitcoin fosse in una bolla speculativa e crede che il mondo sta entrando in “un’età post-legale” che “non è guidata dalle banche centrali” ma dalle criptovalute decentralizzate come bitcoin che andranno ad alimentare questo cambiamento.

Entrata delle banche nel mercato delle criptovalute

Nonostante Matonis si mostrasse scettico verso i sistemi finanziari tradizionali, si è pronunciato in modo molto positivo sulla possibilità d’entrata di una delle più importanti banche nel mercato delle criptovalute e cioè della Goldman Sachs.

“Penso che sia favoloso che stanno prendendo in considerazione di entrare perché porta nuova liquidità” ha dichiarato Matonis aggiungendo che l’entrata delle istituzioni finanziarie permetterebbe a far “maturare il mercato” e ridurre la volatilità.

“Svilupperanno il mercato dei futures, i mercati delle opzioni – penso addirittura che inizierete a vedere i mercati dei tassi di interesse attorno a bitcoin”, ha detto. “Siamo abituati a sentire cose su Libor, l’indice per i tassi di interesse dei bitcoin è Bibor.”

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Nel passato, il co-fondatore della Bitcoin Foundation aveva sostenuto che l’ecosistema bitcoin avrebbe bisogno di un tasso di interesse di riferimento simile al Libor e Matonis aveva promosso il concetto di Bibor (Bitcoin Inter Broker Offered Rate).

Questo tasso di riferimento è importante nei contratti striking, nei prestiti e per i broker che forniscono bitcoin ai potenziali venditori short.

Il mercato delle criptovalute non dovrebbe essere regolamentato

Parlando della regolamentazione del mercato delle criptovalute, Matonis ha detto che secondo lui, non ci dovrebbero essere nessune regolamentazioni perché i regulatori sono molto confusi e che il nuovo modello della raccolta dei fondi che utilizza i cosidetti utility tokens non rientra in nessuna categoria e perciò non può essere limitato da nessuna delle leggi esistenti.

“Penso che dovremmo operare in un ambiente di caveat emptor: lascia che l’acquirente faccia la sua ricerca”, ha dichiarato Matonis. “Si spera che questo abbia costretto molti investitori a fare più ricerche, nessuno li costringe a investire nelle ICO. Se sei preoccupato per il rischio, vai via.”

La raccolta dei fondi da parte delle start up tramite Initial Coin Offering è stata comparata da Matonis come un “terzo modello”:

“In realtà emettono degli utility token nel mercato che non rappresentano l’equity, non rappresentano il debito. Rappresentano una rivendicazione negoziabile sul successo del token, che è in effetti, si spera, è legato al successo dell’azienda.

“Questo è un modello completamente nuovo, e non si adatta a nessuna delle categorie del regolatore.”

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Criptovalute – L’ESMA impone il limite di leva finanziaria sul trading di CFDs

L’ESMA (Autorità europea sulla sicurezza mercati finanziari) ha annunciato il 27 marzo che imporrà delle restrizioni sulla leva dei prodotti finanziari derivati come i Contract for difference (CFD) e le opzioni binarie legati alle criptovalute.

L’ESMA ha dichiarato che le misure intraprese saranno temporanee e che entreranno in vigore tra un mese nel caso delle opzioni binarie e tra due mesi nel caso dei contratti CFD.

L’ESMA impone delle restrizioni sui CFD sulle criptovalute

Le misure restrittive sui CFD offerti agli investitori europei sono:

  • il limite di leva finanziaria 2:1 sull’apertura di ogni posizione
  • i traders devono fornire un margine iniziale del 50% del valore nozionale del CFD quando il sottostante è una criptovaluta – più del doppio del margine iniziale richiesto per qualsiasi altro CFD.
  • la protezione dal saldo negativo in base al conto in modo da fornire un limite globale garantito sulle perdite dei clienti
  • una restrizione agli incentivi offerti per negoziare i CFD
  • l’avviso di rischio specifico compresa la percentuale di perdite sui conti degli investitori di CFD, fornito in modo standardizzato

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L’autorità europea sulla sicurezza mercati finanziari ha rilasciato un documento nel quale scrive:

“Le criptovalute sono una classe degli asset relativamente immatura che rappresenta un grosso rischio per gli investitori. L’ESMA e le NCA hanno delle preoccupazioni significative sull’integrità del processo di formazione dei prezzi nei mercati sottostanti alle criptovalute, il che rende intrinsecamente difficile per i clienti al dettaglio valutare questi prodotti.”

In passato, sia l’ESMA che altri regolatori e le istituzioni finanziarie hanno avvertito gli investitori sui rischi legati al trading delle criptovalute. Il mercato delle criptovalute presenta una volatilità molto elevata e l’introduzione del limite 2:1 sulla leva sul trading dei CFD “fornirebbe agli investitori una protezione sufficiente“.

Le misure concordate imporranno una restrizione di tre mesi per la commercializzazione, la distribuzione o la vendita di CFD agli investitori.

L’ESMA ha espresso la sua preoccupazione per il modo in cui i CFD sulle criptovalute e le opzioni binarie vengono commercializzati e proposti ai clienti. Le tecniche di pubblicizzazione aggressiva, l’offerta dei bonus o dei regali sotto forma di una vacanza, della macchina o dei prodotti elettronici creano negli investitori l’impressione del trading di questi asset come una caratteristica centrale del prodotto al punto che potrebbero non riuscire a valutare correttamente il livello del rischio associato al prodotto.

L’ESMA ha concluso che “A causa delle caratteristiche specifiche delle criptovalute come classe degli asset, il mercato degli strumenti finanziari che forniscono esposizione a criptovalute, come i CFD, sarà strettamente monitorato.” Sulla base delle sue conclusioni, l’ESMA “valuterà se sono necessarie delle misure più rigorose”.

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La Russia vuole utilizzare la blockchain nelle prossime elezioni

Ella Pamfilova, il capo della Commissione Elettorale Centrale della Russia ha rivelato il piano per l’introduzione di un sistema basato sulla blockchain che sarebbe protetto da attacchi hacker e che sarebbe più conveniente per gli elettori.

“Discuterò questo problema con il presidente … c’è una richiesta pubblica per questo. Abbiamo rinnovato tutto ciò che potevamo prima delle ultime elezioni, ma ora che le elezioni sono finite, dobbiamo agire preventivamente. Voglio creare un sistema che non ha analoghi, un sistema basato sulla blockchain. Questa è la mia ambizione “, ha annunciato nella stazione radio “Moscow Calling”.

La blockchain è certamente una delle tecnologie più discusse del momento e l’applicazione di questa tecnologia nelle elezioni potrebbe eliminare la frode elettorale, fornendo una chiara registrazione dei voti espressi e impedendo qualsiasi possibilità di elezioni truccate.

Nell’attuale clima di messa in discussione dell’integrità dei processi elettorali, il potenziale della tecnologia blockchain di cambiare radicalmente i sistemi di voto tradizionali è enorme. Il principale pregio della blockchain è il fatto che, a differenza dei sistemi di voto elettronici penetrabili attualmente in uso,  consente a ciascun voto di diventare immutabile dopo che è stato registrato sul libro maestro.

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Pamfilova ha detto che il sistema di voto registrato sulla blockchain potrebbe essere utilizzato nelle prossime elezioni presidenziali russe previste per il 2024.

La tecnologia blockchain già in uso nelle elezioni presidenziali

La tecnologia blockchain è già stata utilizzata nelle elezioni presidenziali russe per gli exit polls al voto del 18 marzo. L’agenzia di ricerca dell’opinione pubblica VTSIOM ritiene che il nuovo sistema “ha impedito qualsiasi modifica esterna ai dati raccolti, ha ridotto l’efficacia degli attacchi hacker e assicurato la trasparenza della raccolta e dell’aggregazione dei dati”.

L’agenzia ha anche promesso che, in caso di successo, il progetto sarebbe diventato la base per il programma “Digital VTSIOM” che è in fase di sviluppo e che è previsto per la realizzazione nel 2018-2021.

Anche lo stato della West Virginia degli Stati Uniti utilizza la tecnologia blockchain per il voto attraverso un’applicazione mobile.

L’8 marzo 2018 la notizia che la Sierra Leone ha conodtto le prime elezioni basate sulla blockchain ha fatto il giro del mondo, ma lo stesso governo ha poi negato che una tale tecnologia fosse mai stata utilizzata per il sistema di voto.

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Un grande giorno per Bitcoin, il Lighting Network lancia il mainnet

“Una grande giornata per bitcoin, il Lightning va in diretta su mainnet! ⚡Annunciata la prima versione beta Lightning per la rete live bitcoin, lnd 0.4.” scrive Lightining Labs. su Twitter.

 


Lighting Labs ha annunciato in un blog post il rilascio della versione beta del Lighting Network Daemon (LND) che è una versione per gli sviluppatori di future applicazioni Lightning (Lapps) e per gli utenti tecnici e potenziali operatori dei nodi di routing.

La notizia arriva poco dopo che il LN ha raggiunto 1000 nodi sul mainnet e 1893 canali di pagamento aperti. Il Lightning Network è una soluzione per la scalabilità “off-chain” della blockchain di Bitcoin che permette i pagamenti istantanei con le commissioni quasi zero.

Lightning Labs ha anche annunciato i nomi dei suoi sostenitori trai quali c’è Jack Dorsey, il CEO di Square e Twitter, l’ex co-fondatore di PayPal David Sacks e il co-fondatore di Robinhood Vlad Tenev, Bill Lee, l’angel investor in Tesla e SpaceX, Jacqueline Reses di Square Capital e Charlie Lee, il creatore di litecoin. Il progetto ha raccolto finora 2.5 milioni di dollari dagli investitori.

“Crediamo che lnd 0.4-beta sia un grande passo nello sviluppo della rete Lightning e contribuirà a rendere Bitcoin e altre criptovalute più semplici, veloci, sicure e più diffuse.”

Il lnd-0.4 beta è soltanto una parte di tutto uno sviluppo intorno alla blockchain di Bitcoin. Lightning Labs sta lavorando anche sugli cross chain atomic swaps, sulle applicazioni sia per il mobile che per il desktop, sugli Atomic Multipath Payments (AMP) e sulla sicurezza attraverso i backup e i Watchovers.

 

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Playboy si fionda sulla blockchain, pianifica un cripto wallet

L’editore della popolare rivista Playboy e la compagnia multimediale, la Playboy Enterprises, Inc. ha annunciato che sta sviluppando un portafoglio dei pagamenti online che supporterà le criptovalue attraverso tutti i suoi canali multimediali.

Playboy.TV sarà la prima delle piattaforme multimediali della società a presentare il nuovo portafoglio digitale che consentirà alla piattaforma online di accettare  VIT ( Vice Industry Token ) e altre criptovalute principali, per accedere ai contenuti esclusivi del marchio, ha dichiarato la società. Integrandosi con VIT, i visitatori saranno in grado di pagare e guadagnare i token per visualizzare i contenuti originali di Playboy.TV, oltre a commentare e votare.

“Visto che la popolarità dei metodi di pagamento alternativi continua a crescere in tutto il mondo, insieme alla portata delle piattaforme digitali di Playboy, abbiamo ritenuto importante dare ai nostri 100 milioni di consumatori mensili una maggiore flessibilità di pagamento”, ha dichiarato Reena Patel, il CEO di Licensing e Media per Playboy Enterprises, Inc.

“Questa innovazione dà ai milioni di persone che amano i nostri contenuti, così come quelli che in futuro parteciperanno alle nostre piattaforme di gioco casual, AR e VR, più scelte per quanto riguarda il pagamento e, nel caso di VIT, un’opportunità per essere premiati per interagire con le offerte di Playboy. “

Vice Industry Token, una piattaforma blockchain decentralizzata e token crittografico che premia gli spettatori solo per guardare i contenuti, è stata lanciata all’inizio di quest’anno ed è attualmente nel bel mezzo di una vendita di massa che termina il 20 marzo. A febbraio, la società ha annunciato di aver raccolto USD 22 milioni in sole 24 ore.

Il nuovo portafoglio digitale dovrebbe essere disponibile prima della fine dell’anno. Playboy Enterprises, Inc. ha anche in programma di integrare la criptovaluta nelle sue iniziative dei giochi casuali, AR e VR in futuro.

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Coinfloor lancia i contratti futures sul bitcoin

Un exchange di criptovalute con la sede nel Regno Unito, ha annunciato mercoledì 14 marzo che lancerà presto i primi contratti futures sul bitcoin.

Coinfloor, fondato  nel 2013 è rivolto agli hedge fund, alle società di trading proprietarie e agli investitori al dettaglio sofisticati, così come ai minatori di criptovalute ha dichiarato Mark Lamb, il co-fondatore di Coinfloor, in un’intervista a Reuters.

“Quando parli con i fornitori di liquidità, tutti dicono la stessa cosa, che vogliono un contratto futures fisicamente consegnato in modo che possano coprire la loro esposizione attraverso gli scambi”, ha detto a margine della conferenza annuale della Futures Industry Association a Boca Raton in Florida.

I contratti futures sul bitcoin  di Coinfloor, che verranno lanciati il mese prossimo, vengono offerti anche dalle CBOE e CME americane oltre che da CryptoFacilities e Bitmex. I futures consentono ai trader di scommettere sul prezzo del bitcoin senza detenere direttamente la valuta digitale, il tutto su un mercato regolamentato. I primi contratti lanciati a dicembre del 2017 hanno goduto di un grande interesse, ma Coinfloor vuole cambiare l’attuale sistema della liquidazione in contanti. L’exchange britannico vuole lanciare i primi contratti futures sul bitcoin consegnati fisicamente.

Il sistema della liquidazione dei contratti in contanti è stato criticato sia dai grossi investitori sia da alcune piattaforme di trading perché può essere manipolato troppo facilmente. Il prezzo degli indici o delle aste su delle borse spot può essere fissato a favore dei manipolatori.

La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) è stata sollecitata nel passato dai senatori della Agriculture, Nutrition and Forestry degli Stati Uniti per proteggere i contribuenti dalle “frodi, manipolazioni e pratiche abusive nei mercati dei futures e delle opzioni”.

 

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Le criptovalute potrebbero avere un ente di autoregolamentazione a breve

I fratelli Winklevoss hanno lanciato una proposta di creare la Virtual Commodity Association, un’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria delle criptovalute negli Stati Uniti.

In vista delle regolamentazioni sempre più stringenti intorno al settore delle criptovalute, Cameron e Tyler Winklevoss, i fondatori  dell’exchange delle criptovalute, Gemini, hanno proposto un quadro per l’autoregolamentazione del settore. In un blog post hanno descritto la classificazione legale del bitcoin come una commodities virtuale e poi hanno espresso il motivo per la crazione della VCA:

“Riteniamo che l’aggiunta di un ulteriore livello di supervisione sui mercati commodities delle monete virtuali, sotto forma di autoregolamentazione, sia importante per la protezione dei consumatori e per garantire l’integrità di questi mercati.”

L’associazione sarà una non-profit e provvederà il programma di regolamentazione soltanto per le commodities virtuali piuttosto che per i security tokens ai quali appartiene la maggior parte dei token in circolazione. Lo scopo della VCA sarà:

  • Promuovere mercati finanziari sicuri, responsabili e innovativi delle commodities attraverso un sistema degli standard sponsorizzati dal settore, le pratiche corrette e la supervisione che promuove la scoperta dei prezzi, l’efficienza e la trasparenza.
  • Incentivare l’individuazione e la deterrenza degli atti e delle pratiche manipolativi e fraudolenti, compresa la collaborazione con i regolatori e in particolare con la CFTC per condividere o riferire informazioni, a seconda dei casi.
  • Richiedere alle aziende associate di impegnarsi per iscritto, entrando in VCA, a gestire i loro mercati delle commodities virtuali in conformità con le Pratiche Sicure e fornire un programma di responsabilità basato sulle sanzioni per costringere la conformità dei membri.
  • Facilitare l’esame periodico dei membri e pubblicare una relazione che indichi se il membro aderisce ai suoi obblighi principali e si conforma alle Pratiche Sicure.
  • Imporre sanzioni concordate laddove i membri non rispettano le Pratiche Sicure
  • Interazione con i regolatori (come la CFTC o la SEC) e i legislatori e la loro educazione.

Le Pratiche Sicure saranno alla base dell’associazione e i suoi membri dovranno certificare annualmente la conformita con queste pratiche. I fratelli Winklevoss hanno delineate le seguenti Pratiche Sicure:

  • Gestione finanziaria responsabile
  • Trasparenza; Conflitti di interesse
  • Mercati basati sulle regole
  • Sicurezza cybernetica e informatica; Conservazione dei registri
  • Sorveglianza
  • Condivisione delle informazioni
  • Cooperazione con le autorità di regolamentazione
  • Analisi legale

La proposta arriva dopo che la Securities and Exchange Commission ha avvertito che sta esaminando con l’attenzione gli exchange e i wallet di criptovalute, minacciando di reprimere quelle piattaforme che non sono registrate presso la SEC:

“Se una piattaforma offre la negoziazione degli asset digitali che sono securities e opera come “un exchange “, come definito dalle leggi federali sui securities, la piattaforma deve registrarsi presso la SEC come un exchange dei securities nazionale o essere esentata dalla registrazione.” 

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Binance lancia una blockchain pubblica e un exchange decentralizzato

Martedì 13 marzo, l’exchange di criptovalute, Binance, ha annunciato il lancio della blockchain pubblica, Binance Chain, e di un exchange decentralizzato che verrà costruito su di essa.

Binance ha scritto un blog post nel quale spiega le ragioni dietro alla sua decisione:

“Dopo aver svolto delle ricerche approfondite sui framework degli scambi decentralizzati e analizzato le implementazioni esistenti, riteniamo che possono essere apportati dei miglioramenti significativi nel fornire agli utenti di Binance un livello di esperienza di trading a cui sono già abituati.”

Changpeng Zhao, il CEO dell’exchange ha twittato da parte sua:

Binance è uno dei maggiori exchange di criptovalute al mondo ed è attualmente al terzo posto per volume degli scambi giornalieri. La sua crescita maggiore l’ha avuta a gennaio, al punto da dover chiudere le registrazioni per un certo periodo di tempo.

In concomitanza con lo sviluppo dell’exchange, Binance ha lavorato anche ad altri sviluppi. La compagnia di Hong Kong ha appena completato il suo incubatore della tecnologia blockchain, Binance Labs,  Binance Info  (Codex) e altre componenti dell’ecosistema Binance.

L’anno 2018 vedrà il lancio di molti exchange decentralizzati. Altcoin.io che utilizzerà gli atomic swaps, Barter DEX di Komodo, Eosfinex e NEX tra tanti altri segneranno quest’anno come il più grosso tentativo di decentralizzazione degli exchange di criptovalute.

Binance crede che “gli exchange centralizzati e decentralizzati coesisteranno in un futuro prossimo completandosi mantenendo la interdipendenza”. 

Binance Chain, la blockchain pubblica, si concentrerà principalmente sul trasferimento e sulla negoziazione dei blockchain assets, oltre a fornire delle nuove possibilità per il futuro flusso di questi assets. Binance Chain si concentrerà selle prestazioni, facilità d’uso e sulla liquidità.

Il problema maggiore con i DEX odierni sono i volumi delle transazioni, ma Binance, molto probabilmente, non avrà questa preoccupazione. La coin di Binance, la Binance Coin (BNB), che è attualmente in uso sull’exchange e il cui utilizzo permette di risparmiare il 50% sulle commissioni delle transazioni, verrà aggiornata per esistere sulla propria blockchain mainnet, diventando una moneta nativa. Allo stesso tempo, Binance passerà dall’essere un’azienda a una comunità.

I DEX hanno anche difficoltà a integrare i metodi di pagamento (getaway) nelle valute fiat. Non è ancora molto chiaro come funzionerà l’exchange decenralizzato di Binance, ma sembra che esisterà a fianco dell’exchange centralizzato per avere un migliore accesso a questi getaway.

Subito dopo l’uscita della notizia il token BNB ha annotato un rialzo del 30% raggiungendo 11$ per BNB.

 

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Il Lighting Network di Bitcoin sorpassa 1000 nodi sul mainnet

Il 12 marzo, il Lightining Network di Bitcoin ha sorpassato 1000 nodi attivi sul mainnet. I dati provengono da un sito di monitoraggio che al momento della scrittura di questa notizia, ha contato 1003 nodi e 1893 canali di pagamento aperti.

Il più atteso dei cosiddetti miglioramenti “Layer 2” della rete Bitcoin, il Lightning promette le commissioni sulle transazioni e i tempi di conferma quasi allo zero. Il mainnet di Lightning Network non è ancora stato ufficialmente lanciato, ma gode già di un’ampia rete di entusiasti e di developers di Bitcoin sempre pronti ad adottare le nuove tecnologie.

Il testnet di Lightning Network ha lanciato a dicembre dell’anno scorso e ha avuto una crescita esponenziale in pochi mesi nonostante le figure importanti come ad esempio Elisabeth Stark, il CEO di Lightning Labs, hanno avvertito più volte che utilizzare il network non è sicuro e che esiste un alto rischio della perdita dei fondi.

Poche settimane fa, Peter Todd, lo sviluppatore di Bitcoin Core ha espresso su Twitter il suo giudizio piuttosto negativo sullo stato del progresso del lavoro:

“Impressioni iniziali sul Lightning sul testnet: c-lightning segfaults molto, e quando non va in crash i pagamenti falliscono il più delle volte. Scrivendolo in C – un linguaggio notoriamente pericoloso – non mi sembra una buona idea “

 

 

Malgrado le critiche e i tentativi di mantenre i toni bassi, sia l’entusiasmo che l’appetito per lo sviluppo di Bitcoin continuano a crescere senza sosta, con un sondaggio che suggerisce che gli sviluppatori hanno l’intenzione di dedicare “circa 1321 ore alla settimana” all’avanzamento del Lightning Network.

 

 

Anche Microsoft ha elogiato il Lightning Network come soluzione per la scalabilità “off-chain”, ammettendo che favorisce tali soluzioni piuttosto che quelle “on-chain” come ad esempio i blocchi più grandi proposti da Bitcoin Cash.

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MoneroV sposta la data del hard fork e si rende più credibile

Il team dietro a MoneroV sposta la data del hard fork di sei settimane circa, dando come giustificazione “una domanda crescente e le aspettative più alte da parte degli utenti, degli exchange e delle grandi mining pools.” MoneroV ha dichiarato che la data dell’istantanea della blockchain verrà posticipata al 30 aprile o al blocco 1564965.

MoneroV è stato labellato da tanti come uno scam-fork di Monero per una serie di motivi più o meno validi.

Quali sono i motivi per cui MoneroV è considerato uno scam?

  1. La data del hard fork è stata inizialmente programmata per il 14 marzo mentre proprio a marzo capitava l’update della blockchain originale di Monero. Gli utenti e i developers di Monero hanno quindi accusato gli scissionisti di approfittare della possibile confusione delle date.
  2. MoneroV non ha finora previsto nessun supporto da parte di un exchange di criptovalute alzando la bandierina rossa degli utenti che, senza nessun exchange a supporto di MoneroV e della sua coin XMV, non potrebbero vendere le sue coin. Bitfinex ha recentemente twittato che, MoneroV non ha finora inviato i documenti necessari per la revisione dell’inclusione di XMV nella lista delle coin supportate.
  3. MoneroV ha dichiarato che si riserva il diritto di possedere il 10% delle XMV preminate
  4. Il team dietro a MoneroV è completamente sconosciuto
  5. MoneroV ha chiesto ai possessori di Monero di fornire le proprie chiavi private ai loro wallet e, mentre gli esperti del settore sanno ormai come fare per non perdere i fondi con gli hard fork, gli utenti inesperti si sono insospettiti

MoneroV non è un hard fork officiale di Monero, ma promette 10 XMV per ogni XMR posseduto nel wallet nel momento della presa dell’istantanea della blockchain Monero.

Dal suo ultimo blog post sul sito officiale risulta che il team ha preso in considerazione le accuse della comunità intorno a Monero e ha deciso di reagire prontamente per essere più credibile. MoneroV scrive nel post che il tempo che si prende spostando la data del hard fork dovrebbe servire a:

  • aiutare i cinque migliori exchange di Monero a listare XMV
  • aiutare le mining pools ad avere il tempo necessario per implementare MoneroV in modo che “MoneroV sia più stabile e robusto”
  • permettere agli utenti di avere il tempo per spostare XMR nel wallet Monero e sincronizzarlo
  • non creare confusione tra l’update di Monero e il hard fork
  • testare le procedure che serviranno a mitigare un problema che è stato sollevato riguardo alle ring-signatures e la diminuizione della privacy

 

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Uno dei motivi della diffidenza degli investitori era il problema della doppia spesa, ma MoneroV ha dichiarato che ha la replay protection che significa che le transazioni sulla blockchain Monero non potranno essere rifatte sulla blockchain MoneroV.

MoneroV cerca di proteggersi dagli scam avvertendo i potenziali utenti dei siti scam che promettono gli airdrop di ETH e di XMV. Il team anonimo dietro la coin giustifica anche la sua scelta di non rendere pubblico il codice sorgente del GUI MoneroV wallet per impedire i tentativi di phishing utilizzando un wallet GUI MoneroV clonato. “Questa è una pratica comune simile ai precedenti eventi degli hard fork importanti”, scrive MoneroV. Il codice sorgente di MoneroV, incluso il portafoglio della GUI MoneroV, il daemon MoneroV e tutte le altre dipendenze dall’account Github verranno pubblicati su Github dopo il hard fork e in un secondo momento verranno rilasciati in forma scaricabile.

I possessori di XMR saranno in grado di estrarre i loro XMV in qualsiasi momento in futuro utilizzando le credenziali di un portafoglio Monero vuoto basta che al momento della presa dell’istantanea vi erano presenti XMR.

 

 

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L’investitore milionario non vende i suoi 32 mila bitcoin

Tim Draper, il venture capitalist e l’investitore in Tezos, ha detto durante la sua intervista per Bloomberg che “una porzione molto ampia” del mercato valutario globale da 86 miliardi di dollari apparterrà  in futuro alle criptovalute. Draper ha investito 250.000$ quando il prezzo del bitcoin era a 6$. Ha perso tutto nel crollo dell’exchange Mt. Gox nel 2014.

Draper ha poi comprato 32.000 bitcoin su un’asta dopo che il mercato nero su Internet chiamato Silk Road è stato chiuso nel 2014 e i bitcoin sono stati confiscati al fondatore del sito web, Ross Ulbricht. Ha pagato soltanto $18 per un bitcoin e ora il suo investimento vale circa 310 milioni di dollari.

Chiesto se è d’accordo che il prezzo del bitcoin andrà presto sotto i 1.000$, Draper ha detto: “lo sto guardando in un modo molto diverso perché penso che il bitcoin sia la valuta del futuro“. “La gente mi chiede, ‘Hai l’intenzione di vendere i tuoi bitcoin?’ E io dico,’Perché dovrei vendere il futuro per il passato? ‘”

Perché dovrei vendere il futuro per il passato?

In un’altra intervista per Forbes, Draper dice: “Non so perché qualcuno vorrebbe tornare alla fiat quando la crittografia è distribuita, sicura e globale, mentre la fiat è soggetta ai capricci delle forze politiche. Credo che bitcoin e crypto guideranno la maggior parte del commercio del mondo.”

Draper rimane molto ottimista nonostante il prezzo del bitcoin è calato ultimamente del 70% dall’ultimo massimo di 20.000$. L’investitore rimane positivo, anche se continua a crescere la pubblicità negativa e la protesta degli investitori che circondano Tezos, la piattaforma non schierata e combattuta, della quale è un grande sostenitore.

I ritardi nell’assegnazione dei token TEZ dopo la ICO da 232 milioni di dollari nel 2017 continuano a causa di lotte interno tra gli sviluppatori e gli alti dirigenti, con il progetto che ora sta affrontando molteplici azioni legali negli Stati Uniti.

La comunità di Ethereum si ribella alla modifica del codice

La comunità di Ethereum ha rotto il silenzio e si è sfogata su GitHub dove l’editor del codice Ethereum, Yoichi Hirai, ha recentemente inserito un post dicendo che lascia il suo ruolo presso Ethereum in quanto la proposta modifica del codice della blockchain sarebbe in contrasto con la legge giapponese oltre che con l’ideologia della criptovaluta stessa.

Nelle ultime 24 ore sono apparsi circa 80 commenti degli utenti, la maggioranza dei quali supporta la decisione di Hirai e si dice contraria all’introduzione di Ethereum Improvement Proposal EIP 867. Se implementato, l’EIP 867 sarebbe in grado di recuperare i fondi nel caso di un attacco hacker o una perdita dovuta ad esempio a un errore nel codice.

La questione del recupero dei fondi è però un argomento molto sensibile nella comunità di Ethereum in quanto è già stato fatto un hard fork in precedenza per recuperare i fondi raccolti per la DAO e rubati da un hacker. Per evitare che l’hacker potesse scappare con gli Ether rubati, Vitalik Buterin aveva deciso di fare il fork della blockchain creando Ethereum e lasciando Ethereum Classic come la catena originale.

I commenti su GitHub esprimono disdegno per la modificha progettata che sarebbe “una disgrazia completa per la comunità di Ethereum” e “uno scherzo” mentre altri utenti scrivono che l’EIP 867 “va contro tutto quello che pensavo fosse questo movimento”.

Ethereum nel mezzo del conflitto ideologico

Le dimissioni dell’editor del codice Ethereum, Yoichi Hirai, dal suo ruolo hanno sparso delle discussioni riguardanti l’ideologia della criptovaluta. Yoichi Hirai ha rifiutato il cosiddetto Ethereum Improvement Proposal EIP dicendo che la proposta modifica nel codice di Ethereum sarebbe in contrasto con la legge giapponese. L’EIP è stata proposta da Dan Phifer, un developer di Musiconomi, e da due developer di TapTrust. La modifica propone una soluzione al ricovero degli eventuali fondi perduti attraverso la correzione della blockchain Ethereum che permetterebbe un’equa ridistribuzione dei bilanci di tutti gli indirizzi.

Un simile approccio è stato attuato quando nel 2016 Bitfinex ha perso in un attacco hacker 120.000 bitcoin. Bitfinex ha spalmato le perdite su tutti i suoi utenti togliendo una percentuale dai loro account. La blockchain di bitcoin però, non è stata alterata in nessun modo. Sono stati affetti soltanto i clienti di Bitfinex. EIP propone invece la modifica della blockchain che permetterebbe di ridistribuire i danni in caso di un eventuale perdita.

Hirai, rinunciando al ruolo che aveva presso Ethereum, ha detto che la sua motivazione principale era il contrasto di EIP con la legge giapponese che espressamente vieta la creazione non autorizzata dei record elettromagnetici. Hirai scrive su GitHub che non pensa che “chiunque abbia l’autorità di fare un cambiamento di stato irregolare” perché non crede che gli utenti di Ethereum conoscano o autorizzino il processo EIP, e quindi non vuole che i non-scelti democraticamente leader EIP rendono questo tipo di regole per gli utenti di Ethereum. Hirai aggiunge anche che la proposta è “in contrasto con la filosofia di Ethereum” perché Ethereum è stato creato per evitare “singoli punti di rottura e il bisogno di fiducia“. In un successivo commento, Hirai ha aggiunto che poteva ignorare la sua comprensione della filosofia di Ethereum, ma che non poteva ignorare le violazioni del codice penale.

La reazione di Hirai alza quindi la questione se la blockchain dovrebbe essere cambiata in caso di errori o di hack.

L’esempio più rampante delle modifiche fatte alla blockchain è il fork di ethereum dovuto all’attacco hacker alla DAO. Dopo che sono stati rubati 3.600.000 di etehr, l’Ethereum Foundation e il co-fondatore di ethereum, Vitalik Buterin, avevano deciso di fare il fork. Il risultato di questo fork sono adesso due blockchain: Ethereum Classic che è la catena originale ed Ethereum che è la nuova catena. Il fork ha permesso di recuperare gli Ether rubati, ma rimane la questione se una persona dovrebbe avere il potere di cambiare il sistema che nasce come decentralizzato.