Coinbase annuncia l’aggiunta di Ethereum Classic

Coinbase, uno dei più grandi exchange di criptovalute al mondo, ha annunciato oggi l’integrazione di Ethereum Classic (ETC) in tutti i suoi servizi che dovrebbe avvenire nei “prossimi mesi”.

La società ha dichiarato che sta per cominciare il lavoro d’ingenieria per l’integrazione della criptovaluta e una volta raggiunta la fase finale di test, annuncerà una data di lancio concreta.

Coinbase ha probabilmente preferito rivelare il listing già adesso perché il codice durante il lavoro d’integrazione svelerebbe comunque la presenza dell’asset nella piattaforma. “Come parte di questo processo, i clienti possono aspettarsi di vedere le API rivolte al pubblico e altri segni che la risorsa viene aggiunta” scrive la società.

L’exchange americano lista attualmente 4 criptovalute come bitcoin, litecoin, ethereum, bitcoin cash e attua una politica molto stringente riguardo all’aggiunta dei nuovi cripto-asset.

Ripple è stato il più aggressivo nell’inseguire il listing sulla piattaforma offrendo anche alcuni milioni di dollari per il privilegio d’entrata.

Nonostante tanti si aspettassero di vedere proprio XRP come prossima new entry, Coinbase ha scelto ethereum classic e la notizia ha fatto salire il prezzo di ETC del 21%.

Quali sono i servizi che integreranno ETC?

Nel suo blog post, Coinbase scrive che ETC verrà integrato in 6 servizi disponibili sulla piattaforma.

Coinbase Custody che permetterà i versamenti e i prelievi, Coinbase Markets, Coinbase Pro e Coinbase Prime per il supporto di trading di ethereum classic, Coinbase Asset Management che aggiungerà ETC al Coinbase Index.

Coinbase specifica però che ETC verrà listato sulla loro piattaforma principale Coinbase soltanto sotto certe condizioni. Per vedere ethereum classic tra gli asset principali devono essere valutati certi fattori come la liquidità, la stabilità del prezzo e altri “marcatori di salute del mercato”.

La socitetà ha già annunciato che verranno aggiunti nuovi token ERC-20 e adesso ribadisce che “Coinbase Markets, Coinbase Pro e Coinbase Prime avranno probabilmente più asset quotati sulla piattaforma rispetto alla piattaforma Coinbase, cioè la quotazione su Coinbase Markets non garantisce la quotazione su Coinbase.”

Il portafoglio MyEtherWallet (MEW) subisce un attacco hacker

L’interfaccia di un portafoglio Ethereum, MyEtherWallet (MEW), ha subito oggi un attacco hacker DNS grazie al quale il hacker è riuscito a redirigere gli utenti a un sito di phishing e rubare le chiavi private di chi faceva l’accesso al proprio portafoglio Ethereum.

Durante l’attacco che è cominciato ieri alle 11:05:00 UTC, sono stati rubati 215 Ether per un valore di 152,000$, ma le perdite potrebbero essere più alte.

Le notizie dell’attacco hacker spaventano il web

La notizia dell’attaco ha cominciato a girare su Reddit ancora prima che MyEtherWallet annunciasse l’attacco su Twitter

MEW ha poi rilasciato un annuncio ufficiale su Reddit descrivendo la natura dell’attacco.

Gli hacker erano in grado di assumere il controllo di un numero di server DNS (Domain Name System) per reindirizzare gli utenti che stavano cercando di raggiungere myetherwallet.com, portandoli invece a un sito di phishing in cui le chiavi dei loro account potevano essere rubate.

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Questo reindirizzamento era possibile per due ore prima che qualcuno notasse cosa stesse succedendo. Cloudflare descrive i dettagli technici di questo attacco aggiungendo, però, che le zone principalmente colpite erano Australia e Chicago.

 

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Come è avvenuto l’attacco al MEW?

Il problema, però, non sta soltanto a livello di DNS, ma alla radice e cioè nel modo in cui viene gestita l’infrastruttura di base di internet. Border Gateway Protocol (BGP) è il complesso sistema di intrecci che manda il traffico internet dove deve andare, nel modo più efficiente possibile. DNS, invece, cerca e risolve domini, come google.com, ai loro indirizzi IP corretti che sono la vera destinazione. Se DNS è la rubrica che trova la destinazione, BGP è il sistema di segnali di autostrada che mostrano attraverso quali percorsi possono arrivarvi.

Assumendo il controllo dei router BGP, è possibile effettuare un attacco di dirottamento DNS ed è questo che è successo con MEW: il traffico che era diretto verso l’infrastruttura DNS Route53 di Amazon Web Services è stato reindirizzato a un server in Russia controllato dagli hacker. È qui che è stato ospitato il sito di phishing e sono state rubate le chiavi private degli account.

L’attacco di questo tipo è stato uno dei più importanti finora registrati e sottolinea come’era possibile che nessuno l’abbia notato per un lasso di tempo così lungo. Il sistema BGP è datato ormai e rimane un Wild West a meno che non si è abili nella scelta dei percorsi della rete.

 

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eToro e Coinone aggiungono EOS e Bitfinex si candida al BP

A distanza di poche ore tre grandi notizie si spargono nella community di EOSIO. Coinone ed eToro aggiungono EOS alle loro liste di criptovalute mentre Bitfinex annuncia la sua candidatura al Produttore dei Blocchi. Le notizie si riflettono subito nel sentiment del mercato con l’aumento del prezzo di EOS nelle ultime 24 ore del 17,85%. 

La piattaforma di trading eToro aggiunge EOS

eToro, una piattaforma di social trading con oltre 9 milioni di utenti, ha aggiunto EOS alla sua lista di altre 9 criptovalute. Su eToro è possibile comprare i CFDs di Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash, XRP, Litecoin, Ethereum Classic, Dash, Stellar e NEO e a queste si aggiunge anche EOS. 

eToro è nato come una piattaforma di trading dei titoli tradizionali come azioni, materie prime, valute e indici ed è soltanto da poco che la compagnia ha deciso di introdurre anche le criptovalute che hanno subito riscosso un grande successo trai traders della piattaforma.

Coinone, exchange di criptovalute, lista EOS

Coinone, con i suoi 643,000 utenti registrati e 23,4 miliardi di won di entrata mensile a dicembre del 2017,  è il terzo più grande exchange di criptovalute nella Corea del Sud. Coinone ha annunciato su Twitter l’aggiunta di EOS alla sua lista di altre 10 criptovalute: Bitcoin, Bitcoin Cash, Bitcoin Gold, Ethereum, Ethereum Classic, OmiseGo, Qtum, Ripple, Iota e Litecoin.

 

Bitfinex, candidato al Produttori dei Blocchi di EOSIO

Bitfinex, uno degli exchange di criptovalute con più liquidità e con circa 1,350,693,062$ di volume giornaliero, ha annunciato la sua candidatura al Produttore dei Blocchi (BP). Bitfinex si aggiunge così a una lunga lista dei candidati ai 21 BP trai quali c’è anche l’AntPool di Bitmain. 

 

 

Essendo un candidato al Produttore dei Blocchi, Bitfinex si impegna a “far crescere la natura open source dello spazio digitale decentralizzato dei titoli. Questo viene fatto attraverso intense ricerche, collaborazioni e sviluppo della comunità.” Mirano a “combinare il potenziale di EOSIO con i propri termini di ricerca, sviluppo e adozione a un livello molto più alto.”

La candidatura di un exchange di criptovalute ha però alzato tante questioni che riguardano la provenienza di EOS che verranno utilizzati sia per la votazione sia per il deposito a garanzia o staking. La community di EOSIO si chiede se Bitfinex utilizzerà le riserve dei token presenti sul proprio exchange e se, in tal caso, potrà utilizzarle anche per il deposito a garanzia. Sono questioni che non sono state vietate nella costituzione di EOSIO e che sono però molto controverse in quanto, oltre a far partire Bitfinex in netto vantaggio rispetto ad altri BP, pongono un punto interrogativo sul potere dell’exchange esercitato sui propri utenti. 

Daniel Larimer, il creatore di EOSIO ha già espresso nel passato la sua visione dei Produttori dei Blocchi e ha menzionando gli exchange di criptovalute come principali contender ai candidati. Il suo retweet di EOS New York potrebbe spiegare il motivo di questo pensiero.

 

Bitfinex sta stringende il legame sempre più forte con EOSIO. A febbraio, Bitfinex ha annunciato che creerà EOSfinex, un exchange decentralizzato ad alta prestazione che combinerà tutte le migliori caratteristiche degli exchange centralizzati e decentralizzati come la velocità, l’affidabilità, la capacità di sopportare i volumi alti e la trasparenza.

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Ethereum pubblica il codice di Casper: il nuovo meccanismo di consenso PoW/PoS

Casper, uno dei più importanti aggiornamenti della rete Ethereum che cambia il modo in cui viene raggiunto il consenso, è pronto per essere revisitato. Il 21 aprile sono state pubblicate su Ethereum Improvement Proposal (EIP) 1011 le specifiche per l’attuazione di Casper FFG (l’abbreviazione da Friendly Finality Gadget) che realizzerebbero il primo passo dal mining ad alta intensità energetica verso un metodo più “verde” a volte chiamato minting o “conio”.

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L’attuale meccanismo del raggiungimento del consenso sulla rete Ethereum viene denominato Proof of Work (PoW) e richiede tanta energia elettrica.

Casper come soluzione del problema della scalabilità

Il co-fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, aveva proposto la transizione dal PoW al Proof of Stake (PoS) in cui gli utenti bloccano ETH nei portafogli e rischiano di perdere questi depositi a garanzia o stake se non seguono le regole del consenso. Questa transizione alla Proof of Stake è nota come Casper e, oltre a risolvere il problema del consumo energetico permetterebbe una maggiore scalabilità e migliorerebbe la sicurezza della rete diminuendo il rischio dell’attacco 51% e dei cosidetti mining cartels.

L’implementazione delle specifiche proposte nell’EIP 1011 e quindi di un sistema ibrido PoW/PoS sarà anche il primo passo verso l’attuazione completa di Casper. Discusso nel Yellow Paper l’EIP 1011 non è però un qualcosa che la Fondazione o l’ecosistema prende alla leggera, poiché influenzerà in modo drammatico il modo in cui i dati vengono aggiunti alla blockchain. 

Casper FFG propone una soluzione a più livelli, ponendo FFG al di sopra del meccanismo PoW preesistente per le proposte dei blocchi come un “approccio graduale” alla transizione completa al PoS. Questa stratificazione del codice di Casper contribuirà a fornire garanzia e finalità alla blockchain sottostante.

Nonostante il progetto sia stato accolto con l’entusiasmo da una gran parte della community intorno a Ethereum, non mancano anche le controversie. Dahlia Malkhi, l’esperta di sistemi distribuiti e fondatrice di VMware ha detto in precedenza che Casper è “fondamentalmente vulnerabile” e “non sicuro” perché non abbastanza rigore accademico tradizionale è stato applicato all’idea.

 

Ethereum dovrà essere sottoposto a un hard fork

Danny Ryan, uno degli autori di EIP 1011, insieme a Chih-Cheng Liang, ha detto ai colleghi sviluppatori durante un incontro di venerdì, che il codice proposto è “pronto per la revisione, la discussione in comune, ecc.” 

Ryan ha aggiunto che il lavoro di sviluppo per i clienti di Ethereum potrebbe iniziare presto.

“Dato che questi pezzi del puzzle si stanno avvicinando al completamento, segnalerò che è ora di iniziare a parlare dei numeri dei blocchi di fork” ha detto Ryan.

Come suggerisce Ryan, il cambiamento non sarà compatibile con il software Ethereum esistente, il che significa che la rete dovrà essere sottoposta a un hard fork. 

“In termini di test … non so esattamente quando ciò accadrà”, ha continuato Ryan, aggiungendo che avrebbe “lasciato l’EIP in discussione un po’ più a lungo prima di iniziare a fare test su quel lato”.

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EOS rafforza la sua posizione nella lotta per superare Ethereum

Il progetto EOS si sta facendo strada attraverso il mercato delle criptovalute e comincia a rappresentare una seria minaccia ai suoi concorrenti come Ethereum, Neo o Lisk a nominarne solo alcuni. L’iniziativa di creare una blockchain ad alta prestazione che dia la possibilità di costruirvi sopra delle applicazioni decentralizzate è partita da Daniel Larimer, creatore di un exchange decentralizzato Bitshares e di Steem.

EOS è uno dei token che sta avendo maggior successo da circa un mese con un apprezzamento del 48%, ma è da circa due settimane che fa parlare molto di sé avendo subito un aumento del 79%. Nonostante questo, EOS è ancora al di sotto del 45% rispetto al suo massimo storico del 13 gennaio quando il prezzo del token ha raggiunto 18,79$. 

L’aumento del prezzo potrebbe essere dovuto al recupero generale del mercato delle criptovalute che nelle ultime due settimane ha visto salire il prezzo di Bitcoin del 31%.

Il prezzo di EOS suscetibile alle notizie

L’aumento del 79% del prezzo di EOS potrebbe anche essere collegato con l’uscita di alcune notizie positive. La AntPool operata da Bitmain ha annunciato la sua candidatura al Produttore dei Blocchi mentre eosDAC, un altro candidato, ha fatto l’airdrop dei token a tutti i possessori di token EOS.

 

Il 17 aprile WAX ha riferito che costruirà un suo marketplace virtuale utilizzando la tecnologia blockchain sviluppata da EOS. A questo si aggiunge un’ultima notizia che riguarda non solo EOS, ma anche Ethereum. Venture Capital Working Group ha chiesto alla Securities and Exchange Commission (SEC) di non classificare alcune criptovalute come titoli o securities e, mentre Ethereum potrebbe essere incluso in tale categoria perché è stato creato tramite una ICO, EOS sembra avere tutte le carte in regola per non essere catalogato come titolo.

EOS è il concorrente principale di Ethereum

EOS nasce con lo scopo di essere una minaccia per Ethereum. La blockchain EOS è stata designata per permettere ciò che, allo stato attuale, Ethereum non è capace di fare e cioè la scalabilità verticale e orrizontale delle applicazioni decentralizzate.

La struttura blockchain così fatta sarà capace di raggiungere un milione di transazioni al secondo, eliminare le commissioni lato utente e permetterà un’implementazione facile delle applicazioni decentralizzate (DApp).

“Il software fornisce account, autenticazione, database, comunicazione asincrona e pianificazione di applicazioni su molti core o cluster di CPU. La tecnologia risultante è un’architettura blockchain che può alla fine ridimensionarsi a milioni di transazioni al secondo, elimina le tasse dell’utente e consente un’implementazione rapida e facile e il mantenimento di applicazioni decentralizzate, nel contesto di una blockchain governata ” dice il WhitePaper di EOS.

Il token EOS è essenziale per i candidati ai 21 Produttori dei Blocchi e, mentre alcuni di loro avranno già comprato EOS, molti vorranno rafforzare le loro posizioni per avere la sicurezza di essere eletti. Con poco più di cinque settimane mancanti alla fine della distribuzione dei token e al lancio del mainnet di EOS, si presume che anche il prezzo andrà a salire, ma nonostante il rilascio del testnet Dawn 3.0 non bisogna dimenticare che la blockchain EOS rimane ancora nient’altro che un progetto in fase di sviluppo.

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Ethereum potrebbe essere classificato come security token

Un gruppo composto da venture capitalists, avvocati e imprenditori ha esercitato pressioni sulla Securities and Exchange Commission (SEC) per non permettere che Ethereum e alcune altre valute virtuali vengano categorizzati come titoli o security tokens, una designazione che comporterebbe una supervisione significativamente maggiore.

Andreessen Horowitz è la mente dietro al Venture Capital Working Group che a marzo si era recato all’incontro con gli ufficiali della SEC. Secondo il report di New York Times, il gruppo ha proposto “un porto sicuro” per alcune criptovalute.

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Secondo le persone presenti al meeting, i regolatori americani stavano valutando se le criptovalute dovessero essere categorizzate come titoli o securities. Classificare le criptovalute come securities significherebbe un importante calo del prezzo di Ethereum oltre che delistarlo dagli exchange di criptovalute esistenti. 

Ethereum potrebbe diventare un titolo

Ethereum è la seconda criptovaluta per la capitalizzazione di mercato ed è stato creato tramite una Initial Coin Offering (ICO), ma nei mesi precedenti, Jay Clayton, presidente della SEC, ha affermato di ritenere che quasi tutti i token emessi tramite una ICO debbano essere registrati come securities mentre al giorno d’oggi quasi nessuno di questi token è stato registrato come tale.

Il gruppo guidato da Horowitz si è opposto a classificare Ethereum come un security token soltanto perché i fondi sono stati raccolti tramite una ICO. Sostiene che ci siano altri aspetti di Ethereum che possano pregiudicare la sua non apparteneza alla categoria dei titoli. 

“[Ethereum] È diventato così decentralizzato che non dovrebbe essere considerato una security.”

La proposta designata da Venture Capital Working Group dice che i token non dovrebbero essere considerati delle securities se raggiungono “piena funzionalità” o “pieno decentramento”, che si verifica “quando il creatore di token non ha più il controllo della rete in base alla sua capacità di apportare modifiche unilaterali alla funzionalità dei token”.

Un token è perfettamente funzionante quando può essere utilizzato per lo scopo previsto su una rete di computer e non è solo utile come investimento speculativo, come nel caso di molti token.

Scambio titoli sulle borse valori regolamentate

Al giorno d’oggi, nessuna borsa valori regolamentata offre scambi di valute virtuali. Catalogare le criptovalute come titoli significherebbe l’accesso a queste borse, ma anche una supervisione maggiore. Mentre da una parte ciò significa una vera e propria regolamentazione del mercato, dall’altra limita lo sviluppo veloce delle startup.

Mentre alcune startup hanno cercato di evitare dei problemi nel futuro designando e registrando i loro token come titoli, rimane irrisolta la questione delle criptovalute e dei token che sono stati emmessi nel passato tramite una ICO.

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Le criptovalute sono come i token di Candy Crush Saga

Richard Bernstein, capo di ricerca di Advisors LLC, una delle compagnie di ricerca di Wall Street, ha comparato le criptovalute ai token che si guadagnano giocando l’applicazione Candy Crush Saga.

“La differenza tra guadagnare monete giocando a Candy Crush e guadagnare criptovalute dalla soluzione di sofisticate formule matematiche è che le criptovalute sono negoziabili,” ha detto Bernstein secondo quanto riportato da Bloomberg.

Nonostante bitcoin sia spesso comparato all’oro digitale ed ethereum sia descritto dal suo co-fondatore Joseph Lubin come una materia prima come il petrolio, Bernstein ritiene che l’abilità di negoziare le criptovalute le rende comparabili a una bolla. 

Il mercato delle criptovalute è una bolla

Bernstein nomina tutti gli aspetti che gli fanno pensare al mercato delle criptovalute come una bolla: aumento della liquidità, leva crescente, aumento delle nuove monete, alto turnover, “democratizzazione del mercato”.

Bernstein, che è anche l’ex capo degli investimenti di Merrill Lynch si distanzia però dal biasimare completamente le criptovalute. Aggiunge che nonostante il mercato sia in una bolla, questo non pregiudica che l’economia e il business collegato con le criptovalute non possa funzionare, ma “suggerisce che il ritorno sull’investimento potrebbe essere notevolmente inferiore a quello che gli investitori si aspettano attualmente.”

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Uno dei maggiori ostacoli a una più vasta adozione delle criptovalute è una grande volatilità dei prezzi. A dicembre del 2017 il prezzo del bitcoin ha raggiunto quasi 20.000 $ mentre alcune settimane dopo era già sceso a un minimo di 5.900 $. Nonostante la capitalizzazione del mercato sia attualmente a 365 miliardi di dollari, questo è molto poco rispeto al mercato azionario globale. La capitalizzazione bassa insieme alla giovane età del mercato fa sì che i cambiamenti del prezzo sono bruschi. L’entrata dei grandi capitali e sopratutto di quelli istituzionali aiuterebbe a ridurre la volatilità.

Bernstein crede che gli speculatori dovrebbero volere la regolamentazione e la supervisione dei mercati delle criptovalute per assicurare una protezione adeguata della controparte ed eliminare le frodi poiché la tecnologia blockchain da sola non sarà in grado di eliminare questi rischi.

“Ora ci sono oltre 1.300 criptovalute e sembra ragionevole presumere che tutti e 1.300 non siano di uguale qualità”, si legge nella nota rilasciata da Bernstein.

 

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Telegram utilizza bitcoin per alimentare la resistenza digitale

Nel tentativo di accedere alle chiavi crittografiche per combattere il terrorismo, il governo russo ha bandito Telegram dal momento che il CEO di Telegram, Pavel Durov, ha negato l’accesso alle chiavi crittografiche all’agenzia di sicurezza russa nonostante l’ordine del tribunale di Mosca del 13 aprile.

Il CEO Pavel Durov afferma che la privacy degli utenti dell’applicazione è la sua massima priorità. Aveva promesso a tutti i loro utenti il 100% della privacy e preferirebbe cessare di esistere piuttosto che cedere alle richieste dell’agenzia di sicurezza russa. 

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Dopo il divieto, la Russia ha bloccato oltre 15 milioni di indirizzi IP nel tentativo di bandire Telegram sul suo territorio, nonostante ciò finora non è stato notato un calo significativo del coinvolgimento degli utenti. Telegram sta attualmente utilizzando servizi cloud di terze parti per rimanere parzialmente disponibili per i propri utenti.

 

 

Telegram, il servizio di messaggistica crittografato, è spesso utilizzato in tutto il mondo per coloro che cercano i relativi livelli di privacy. In realtà, è una nota fonte di comunicazione per gran parte del Medio Oriente e per coloro che sono sottoposti a regimi politici piuttosto oppressivi.

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Di conseguenza, la Russia indica diversi atti terroristici sul suo territorio e in tutto il mondo, dove Telegram è stato accusato di svolgere un ruolo. E così le sue agenzie di sicurezza e di comunicazione hanno chiesto a Telegram di fornire un modo per i responsabili del governo di accedere alle informazioni degli utenti almeno nei casi di crimine.

Per rappresaglia, l’amministratore delegato di Telegram ha  annunciato che Telegram avrebbe utilizzato Bitcoin per finanziare i proxy socks5 e le VPN come possibili soluzioni alternative per i clienti russi per promuovere la sua campagna di resistenza digitale, un movimento decentralizzato per le libertà digitali e il progresso a livello globale. Spera che anche gli altri si uniscano a lui.

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Pavel Durov, sul suo canale Telegram, è stato visto estendere il suo sostegno alla resistenza digitale:

“Per sostenere le libertà di internet in Russia e altrove ho iniziato a distribuire sovvenzioni bitcoin a privati ​​e aziende che gestiscono proxy e VPN. Investirò milioni di dollari e spero che altri si uniscano alla mia causa “.

Durov ha fatto molti altri punti nel suo post; in primo luogo, ha ringraziato Apple, Google, Amazon e Microsoft per non aver “preso parte alla censura politica” – presumibilmente perché hanno tenuto Telegram disponibile per il download in Russia attraverso i loro app store. Ha anche affermato che i russi costituiscono il 7% dell’intera base di utenti di Telegram e se vengono forzati a ritirarsi dal servizio, la crescita organica di altre regioni sostituirà gli utenti persi in appena un paio di mesi.

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VeChain Thor e iTaotaoke proteggeranno l’identità intellettuale digitale degli utenti

 

In collaborazione con iTaotaoke, VeChain ha completato la produzione dei servizi di proprietà intellettuale digitale. Sebbene VeChain Thor ha tante applicazioni, il suo valore principale risiede nel fatto che rende il mondo autosufficiente – “La tecnologia blockchain dovrebbe aiutare il mondo in modo che non può migliorare se stessa”.

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iTaotaoke è una piattaforma aperta per auto-editori e fornitori di contenuti in cui possono “costruire i loro workshop di condivisione delle conoscenze e monetizzare i loro contenuti”. In primo luogo, VeChainThor garantirà transazioni smart contracts e trasferimenti di valore proteggendo il contenuto, il monitoraggio dei contenuti e il caricamento.

VeChain Thor proteggerà i contenuti degli utenti

I creatori di contenuti non solo avranno strumenti migliori per produrre il loro lavoro, ma offriranno anche spazio a “servizi di segnalazione, protezione e monitoraggio senza attendibilità”. In questo servizio, la tecnologia blockchain viene utilizzata anche per l’autenticazione del copyright del contenuto.

Secondo iTaotaoke, questi servizi offrono un vantaggio competitivo in quanto hanno visto risultati positivi con la loro integrazione con WeChat. L’hosting decentralizzato protegge i contenuti creati e i creatori che utilizzano piattaforme di hosting video. Aumenterà anche la base di utenti di iTaotaoke in quanto consente risultati di marketing accurati che a loro volta facilitano il tracciamento che non può essere alterato.

Gli utenti hanno la possibilità di decidere se vogliono o meno che il loro contenuto sia registrato come “Proprietà intellettuale dell’autenticazione di prova dell’autenticazione del copyright”, prima di caricare un contenuto. iTaotaoke e VeChain hanno anche rilasciato una “Certificazione di autenticità”, che gli utenti possono scaricare.

 

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I dipendenti di Google creano un’alleanza per lo sviluppo della blockchain

Tre ex dipendenti di Google hanno formato xGoogler Blockchain Alliance [GBA], una comunità per ex-googlers interessati alla blockchain, secondo un comunicato stampa pubblicato il 15 aprile. Il suo scopo è “riunire ex-googlers per far avanzare le rispettive ambizioni nello spazio blockchain.”

TechCrunch ha riferito che blockchain è il secondo settore in più rapida crescita nel mercato del lavoro di oggi, con 14 aperture di lavoro per ogni sviluppatore blockchain.

I tre googler hanno volute rispondere a questa domanda di talento creando il GBA che fungerà da spazio collaborativo per l’indagine, il dialogo e lo sviluppo della tecnologia blockchain per i googler.

Il GBA è il cervello di tre googler trasformati in imprenditori-blockchain, Hitters Xu, pioniere della blockchain in Cina e fondatore di Nebulas, Daniel Wang, il fondatore di Loopring, un protocollo open source per lo scambio decentralizzato, e  Andy Tian , il fondatore e CEO di Gifto, che è un protocollo di donazione universale decentralizzato. La comunità comprende anche i primi membri del team, gli investitori e i mentori.

Attualmente blockchain ha molte possibilità di innovazione e gli sforzi e le idee giuste possono dar vita a “tecnologie innovative”.

Attualmente attivo nella Bay Area di San Francisco, a Pechino e a Shanghai, il GBA è aperto a tutti i googler di tutto il mondo che sono interessati alla blockchain e vogliono contribuire al suo sviluppo. 

 

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Il prezzo di bitcoin salirà a 250 mila dollari entro il 2022

Nonostante il bitcoin avesse rivoluzionato il mondo della finanza, la volatilità del suo prezzo rimane il maggior ostacolo per una maggiore adozione. È anche vero che è l’aumento del prezzo ad attirare l’attenzione del pubblico e scatenare l’interesse per le criptovalute in generale. Mentre tante figure del mondo della finanza parlano di una bolla scoppiata, gli altri prevedono un futuro brillante per bitcoin.

La sovra-volatilità del prezzo e le notizie inarrestabili di frodi e investimenti sostanziali hanno suscitato molto dibattito e previsioni; qualcosa che è diventato un argomento di conversazione popolare tra gli “hodlers” e gli appassionati di criptovalute. 

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Dopo l’aumento esponenziale dei prezzi di bitcoin con un picco di quasi 20 mila dollari a dicembre del 2017, la forte tendenza ribassista da gennaio ha portato a post con più HODLS e meno MOONS nei social media. 

Le autorità finanziarie delle banche tradizionali erano impegnate a catalogare il bitcoin come una bolla con alcune previsioni scoraggianti che non aiutavano affatto a invertire la tendenza. Un maggiore focus da parte delle banche cetrali e dei regolatori sia nazionali che internazionali sulle criptovalute e le ICO ha ulteriormente contribuito a una vendita eccessiva di bitcoin e di altre criptovalute.

Il prezzo di bitcoin è rimbalzato

Sembra, però, che la tendenza sia rimbalzata dopo aver raggiunto il livello di supporto di 6000 $ grazie ad alcuni annunci che puntano a ingenti investimenti in criptovalute dei giganti come George Soros, i Rockefeller e Goldman-Sachs. Da quel momento in poi, i tori hanno cominciato a guadagnare forza nel gioco economico dei mercati delle valute digitali.

Uno dei primi a fare il grande passo con una previsione di valore è stato Tim Draper, investitore venture capital e fondatore di Draper Associates , una società VC con un portafoglio di investimenti di almeno 80 aziende di successo tra cui Tesla, Baidu, Coinbase, Bancor, Skype, Twitch e Robin Hood. Con un atto piuttosto sorprendente e con un mercato ancora ribassista a breve termine, ha osato prevedere un prezzo di 250.000 $ entro il 2022. Una figura che può sembrare esagerata dopo una caduta così netta.

Tuttavia, le previsioni di Mr. Draper non sembrano essere molto lontane dalla realtà poiché stanno guadagnando fiducia e seguaci che credono nella possibilità di realizzare questa profezia. Uno di quelli che ha recentemente supportato questa previsione è Brian Kelly, il fondatore e CEO di BKCM LLC. una società focalizzata sull’investimento nelle criptovalute.

Tante buone previsioni per i tori di bitcoin

 

In un’intervista per “Fast Money” della CNBC , Melissa Lee (ospite), ha chiesto al signor Kelly la sua opinione sulle predizioni di Draper:

“Sembra pazzesco, ma pensaci in questo modo: sono passati 4 anni, è un ritorno del 3000% da qui – che sembra ancora pazzesco – ma negli ultimi due anni il bitcoin ha avuto un rendimento del 4000%. Quindi, ora di nuovo, è parabolico, ma sarebbe solo una continuazione della tendenza che stiamo vedendo” ha risposto Kelly.

Perché questo tipo di tendenza avvenga è richiesto un aumento del volume delle transazioni: qualcosa che sarebbe possibile con l’entrata dei grandi capitali istituzionali. L’aumento dei volumi contribuirebbe a sua volta a una minore volatilità:

“Se il numero di transazioni […] sale un po ‘, allora penso che abbiamo toccato il fondo qui, e penso che abbiamo una corsa di tori sostenibile davanti a noi”.

Brian Kelly è stato poi chiesto di fare una sua “previsione personale”:

“Possiamo recuperare nuovamente i volumi delle transazioni. Quindi, non c’è motivo per cui questo non potrebbe essere nuovamente a 20-25 mila entro la fine dell’anno; possiamo fare un nuovo massimo.” ha risposto.

Tom Lee, capo della ricerca di Fundstrat Global Advisors e l’unico importante stratega di Wall Street a emettere obiettivi di prezzo di bitcoin, ha predetto che la criptovaluta raggiungerà 20.000 $ entro la metà dell’anno e 25.000 $ entro la fine del 2018.

Il fondatore e CEO di Pantera Capital, Dan Morehead ha detto in una lettera dell’investitore pubblicata la scorsa settimana che il bitcoin ha “molta probabilità di superare 20.000 $ all’interno di un anno.”

Mentre le istituzioni finanziarie e governative sono ancora scettiche verso bitcoin e altre criptovalute, i grandi investitori vi vedono un potenziale enorme e corrono il rischio, ma solo il tempo farà vedere dove realmente possa arrivare il prezzo di bitcoin.

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Ontology (ONT) sta scalando il ranking delle criptovalute di Coinmarketcap

Ontology (ONT) è una criptovaluta molto recente che ha condotto un airdrop di successo nei primi mesi del 2018. NEO Council ha distribuito circa 20 milioni di ONT e ha anche regalato 1000 ONT a ciascun utente che si era iscritto alla newsletter di Ontology.

Per una criptovaluta che è stata introdotta soltanto qualche mese fa, l’acquisizione di una capitalizzazione di mercato decente così come il prezzo del token è un compito titanico. Ontology sembra fare questo lavoro abbastanza facilmente in quanto detiene attualmente la 21ma posizione nel ranking di Coinmarketcap nel quale sono elencate quasi 1600 criptovalute differenti. 

Inoltre, il team di sviluppo di Ontology sta facendo importanti aggiornamenti nel suo sistema blockchain per rendere questa coin ancora più conveniente per i traders di tutto il mondo. 

Che cos’è Ontology (ONT)

Ontology è una rete pubblica che ha come scopo quello di rimuovere le barriere tra la blockchain e le aziende. Allo stato attuale, integrare una blockchain nell’infrastruttura di un’azienda è difficile e richiede il personale specializzato. 

Attraverso gli strumenti creati da Ontology, le aziende possono implementare dei meccanismi di fiducia e adattarli alle loro esigenze aziendali. In sostanza, il protocollo blockchain di Ontology apre le porte all’adozione globale della tecnologia blockchain nelle aziende. Elimina la curva di apprendimento e offre la personalizzazione di massa.

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Il sistema blockchain ONT consiste in una serie di libri maestri distribuiti insieme ai contratti intelligenti. La piattaforma è in grado di personalizzare diverse blockchain pubbliche per varie applicazioni. La tecnologia di questa valuta digitale è basata principalmente sulla collaborazione tra le reti di catene con i rispettivi gruppi di protocolli. Per vari tipi di scenari distribuiti, Ontology offre moduli comuni sull’infrastruttura sottostante.

Questo efficiente sistema di blockchain è uno dei tanti motivi per cui questa valuta ha guadagnato tale popolarità in un così breve periodo di tempo.

Grazie alle sue possibili applicazioni, Ontology ha avuto un grande successo nell’attrarre l’interesse di venture capital e di altri investitori.

Le partnership di Ontology con le aziende venture capital

Il 4 aprile 2018, il team dietro Ontology ha annunciato la sua collaborazione con quattro imprese venture capital principali: Sequoia China, Matrix Partners China, Danhua Capital (DHVC) e ZhenFund. 

Lo scopo principale di questa cooperazione è di avviare un piano Co-Builder e cioé di costruire, servire e governare insieme l’intero ecosistema blockchain. Attraverso queste partnership, Ontology sarebbe in grado di sviluppare, sensibilizzare e incubare un ecosistema di fiducia distribuito per supportare le applicazioni aziendali reali e per creare una nuova generazione di infrastrutture pubbliche di blockchain. 

Ciascuna di queste quattro società di venture capital è probabile che aggiunga qualcosa di nuovo ed efficace all’ecosistema blockchain esistente di Ontology.

L’11 aprile, Ontology ha annunciato altre partnership importanti. Tembusu Partners, Accomplice, Hashed e Onchain parteciperanno nell’ecosistema del settore.

“Le partnership mirano a esplorare lo sviluppo delle applicazioni, la sensibilizzazione e l’incubazione e, insieme, costruiscono una nuova generazione di infrastrutture pubbliche di blockchain e un ecosistema di fiducia distribuito per supportare applicazioni e scenari aziendali reali” ha dichiarato Ontology.

Al momento della stesura di questo articolo il prezzo di ONT è di 4.47 $ e la sua capitalizzazione del mercato è di circa 1,081 miliardi di dollari. Fin dalla sua tokenizzazione, ONT ha mostrato una tendenza al rialzo costante senza drastiche riduzioni. Sembrava rimanere inalterato anche durante i recenti sconvolgimenti del mercato dovuti alla fluttuazione dei prezzi di Bitcoin. 

Se queste nuove partnership sono considerate la punta dell’iceberg, si può certamente concludere che Ontology potrebbe causare delle gravi perturbazioni nel ranking delle criptovalute entro la fine di quest’anno.

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Eclair, il Bitcoin wallet che supporta Lightning Network rimosso dal Google Play

Eclair, il primo portafoglio Bitcoin che sfrutta la potenza del Lightning Network è stato rimosso dal Google Play Store. Le transazioni fatte tramite il Lightning Network costano una frazione delle normali tariffe di rete Bitcoin e sono effettuate praticamente in tempo reale.

Eclair è il primo portafoglio mobile Bitcoin LN. È stato sviluppato da una società francese di tecnologia Bitcoin denominata Acinq. 

A marzo, Acinq ha affermato che Eclair Alpha Client è la prima implementazione per raggiungere la conformità con Basis of Lightning Technology (BOLT).

Vari sviluppatori di Lightning Network hanno concordato il set di standard già l’anno scorso, alla conferenza Scaling Bitcoin di Milano. I documenti risultanti descrivono un protocollo di livello 2 per il trasferimento di bitcoin off-chain attraverso la cooperazione reciproca e, se fosse necessario, facendo affidamento sulle transazioni sulla catena.

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I BOLT assicurano che le varie implementazioni siano interoperabili, risultando in una rete senza problemi. L’incontro comprendeva sviluppatori di Acinq, Amiko Pay, Purse.io, Bitfury, Blockstream e Lightning Labs. Gli sviluppatori di Acinq affermano di essere stati entrambi coordinati e in concorrenza con almeno altri tre team per produrre il proprio cliente.

Nonostante il portafoglio bitcoin abbia ricevuto molti elogi da parte degli utenti, non era ancora un prodotto finito. L’app di Eclair conteneva degli errori e veniva aggiornata frequentemente sulla base dei reclami ricevuti dal pubblico.

Fulminea rimozione del portafoglio bitcoin

Tuttavia, il 7 aprile, Acinq ha deciso di rimuovere l’applicazione dal Google Play Store. Acinq ha dichiarato su Twitter che l’azienda “potrebbe aver perso la chiave di firma (signing key)” che consente loro di aggiornare l’app, aggiungendo che “la chiave non è stata compromessa, è stata cancellata per errore e non è recuperabile”“Quindi è meglio smettere di usare l’app, e pubblicheremo una nuova app separata a breve” diceva un altro tweet.

 

 

Questo sviluppo ha suscitato una serie di risposte dai social media. L’incidente è stato descritto da molti come “imbarazzante” per una startup che si ritiene sia esperta in cripto e che “cancellare accidentalmente” la propria chiave e non avere un suo backup è inaccettabile in questo ambiente.

Alcuni credono invece che le dichiarazioni di Acinq non siano vere e che la chiave è stata compromessa o che è stato scoperto un bug irreparabile nell’app. 

L’applicazione Eclair è stata pubblicata sul Google Play Store il 4 aprile ed è stata rimossa soltanto dopo 3 giorni dalla sua esistenza.

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Un investitore in Nano presenta la denuncia contro il team e chiede l’hard fork

Negli Stati Uniti è stata presentata una denuncia contro il core team di Nano. L’accusatore si chiama Alex Brola ed è rappresentato dallo studio legale Steven Miller.

Il team di Nano è stato accusato di violare le leggi sulla sicurezza degli Stati Uniti vendendo dei titoli non registrati e di fare affidamento sulla piattaforma di scambio di criptovalute BitGrail per la compravendita di Nano.

“Nano e i membri chiave del suo team principale hanno violato le leggi federali sui titoli e, nella loro spinta a introdurre XRB in un ampio mercato di investitori, hanno incautamente indirizzato gli investitori ad aprire conti e collocare le proprie attività con uno scambio di criptovalute poco conosciuto e gravemente turbato chiamato BitGrail, dove 170 milioni di dollari in XRB degli investitori sarebbero “scomparsi” nel febbraio 2018″

 

GRO ICO

 

L’exchange di criptovalute italiano è stato bandito nel mese di febbraio dopo che sono stati rubati 170 milioni di dollari in XRB (Nano era conosciuto come Raiblocks [XRB] prima). Alcuni accusano Francesco “Bomber” Firano, il fondatore di BitGrail di avere rubato il 13% di Nano circolanti dalla piattaforma che era l’unica per il trading di XRB.

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La denuncia richiede dal team Nano di eseguire un hard fork per recuperare l’intero importo perso nel mese di febbraio. Più di un centinaio di investitori sono stati colpiti dall’incidente. Alex Brola è uno di loro con 50.000 $ investiti in Nano nel mese di dicembre 2017. Lo studio legale Silver Miller contatterà tutti gli investitori durante l’indagine.

La denuncia contro Nano o contro BitGrail?

Silver Miller è già un nome affermato nelle cause riguardanti le criptovalute. Se le prove risultassero contro BitGrail, verranno intraprese delle azioni legali nei confronti dell’azienda.

Sebbene il software Nano fosse open source, gli sviluppatori Nano fornivano i titoli senza licenza negli Stati Uniti a tutti gli utenti. È ancora da stabilire se la colpa per il furto è da parte di BitGrail o degli sviluppatori Nano dal momento che entrambe le parti si sono accusate a vicenda quando si è verificata la truffa. È stato trovato, però, che la piattaforma di scambio non installava correttamente il software Nano il che l’ha reso vulnerabile al furto.

Secondo la denuncia, la maggior parte dei detentori di criptovaluta è contro il team di BitGrail anziché contro gli sviluppatori Nano.

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Stellar Lumens (XLM): l’acquisto immediato con VISA o Mastercard confermato

Un recente tweet del team di Stellar Lumens conferma che la criptovaluta è disponibile sulla piattaforma di scambio di criptovalute denominata CEX.IO. La piattaforma di trading basata a Londra rende possibile agli utenti di scegliere la valuta desiderata (USD, EUR o BTC) per l’acquisto di Stellar Lumens.

Stellar Lumens ha recentemente twittato:

 

 

CEX.IO lista Stellar Lumens

CEX ha reso l’acquisto e la vendita estremamente facile e veloce, le transazioni sono fatte in base agli ordini Fill or Kill [FOK], il che significa che tutti gli ordini vengono eseguiti immediatamente.

I tassi di scambio vengono calcolati sul sito web CEX entro 120 secondi e quindi vengono congelati. Al fine di ridurre il rischio legato alla variazione dei prezzi, i tassi sono adeguati. Inoltre, l’exchange si assicura che gli utenti ricevano l’importo esatto concordato.

Se, mentre un utente sta eseguendo un ordine, c’è un cambiamento inaspettato nel tasso di cambio, l’utente viene informato sulla trasmissione dell’ordine in base alle condizioni concordate.

Il costo del servizio pari al 7% dell’importo della valuta fiat viene addebitato a tutti gli utenti.

Secondo CEX.IO, una volta confermato il trade, l’ordine è abbinato ad altri ordini sull’exchange e ci sono possibilità che un utente riceva una quantità maggiore rispetto all’importo concordato. Il team assicura che l’importo non sarà mai inferiore a quanto specificato.

Stellar Lumens è in ottava posizione su Coinmarketcap con 3,821 miliardi di dollari di capitalizzazione e al momento della scrittura di questa notizia il prezzo di Stellar è pari a 0.206469 $.

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L’hard fork di Bitcoin Cash è pianificato per maggio

Uno dei principali sviluppatori di Bitcoin ABC, Amaury Sachet, ha annunciato l’hard fork di Bitcoin Cash (BCH) che è in programma per il 15 maggio 2018. Il maggiore cambiamento nella blockchain di Bitcoin Cash sarà l’aumento della dimensione massima dei blocchi e verranno introdotti anche altri cambiamenti minori.

Inoltre, le regole del consenso di Bitcoin Cash Network sono state aggiornate e il team ABC ha rilasciato la versione 0.17.0 con il codice aggiornato. La nuova versione è disponibile per il download insieme alle regole del consenso.

L’orario dell’attivazione sarà alle 12:00:00 UTC del 15 maggio 2018. Le regole del consenso verranno modificate in base al metodo Median Time Past [MTP] utilizzato per il fork precedente che si è tenuto nel mese di novembre 2017.

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Si consiglia a tutti gli utenti di eseguire l’aggiornamento alla versione 0.17.0 al più presto se si esegue un nodo ABC. Tutte le nuove regole e la loro attivazione sono in fase dei test. Si prevede che la testnet sarà pronta a breve.

I cambiamenti dell’hard fork di Bitcoin Cash

Il cambiamento più significativo che è stato introdotto è l’aumento della dimensione massima del blocco a 32 MB. Insieme a questo, il team ha aggiunto vari codici operativi dello script bitcoin (codici op).

L’aumento della dimensione del blocco permetterà un volume maggiore e una più veloce esecuzione delle transazioni.

Si prevede che il prossimo hard fork introdurrà alcune delle caratteristiche di Ethereum nella rete di Bitcoin Cash come la tecnologia delle monete colorate che consentirebbe di ottenere risorse rappresentative e contratti intelligenti di base.
 

Al momento, il team è in contatto con tutte le principali piattaforme di scambio di criptovalute che discutono dell’aggiornamento programmato per il 15 maggio. 

Gli sviluppatori di ABC riferiscono che i clienti di Bitcoin Unlimited e Bitcoin X hanno affermato che aggiorneranno il loro software in conformità con l’hard fork.

 

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Monero: l’hard fork che ha portato ai quattro nuovi progetti

Il 6 aprile 2018 Monero (XMR) ha completato con successo l’upgrade alla versione 7 del protocollo che aveva come scopo la protezione dai miners ASIC. L’upgrade della blockchain non è stato accolto da tutta la comunità intorno alla moneta anonima e gli hard fork hanno portato alla creazione di quattro nuovi progetti Monero.

L’upgrade della blockchain principale è stato annunciato su Twitter da Riccardo Spagni, il developer e il creatore di Monero 

 

e subito dopo dall’account Twitter principale della criptovaluta Monero

 

L’upgrade ha introdotto due cambi maggiori. È stata fatta una modifica del meccanismo di consenso Proof of Work per frenare una potenziale minaccia degli ASIC e per preservare la resistenza ad essi. È stata anche aumentata a 7 (mixin 6) la dimensione minima dell’anello (ring).

Non tutta la comunità era d’accordo con l’upgrade e alcuni hanno deciso di non farlo e di continuare con la catena della blockchain compatibile con i miners ASIC. Come risultato di questa disputa, al blocco 1546000 è stato creato l’hard fork che ha portato alla creazione di Monero-Classic (XMC). 

Allo stesso blocco sono state create anche altre due blockchain di Monero con altre caratteristiche e promesse differenti: Monero Classic, Monero Original (XMO) e Monero 0 (XMZ).

L’upgrade di Monero era stato pianificato già a marzo, quando Bitmain, la compagnia cinese che è il produttore principale dell’hardware ASIC, ha annunciato un nuovo prodotto specificamente sviluppato per estrarre Monero – l’Antminer X3.

La paura dei principali developers di Monero era quella della suppressione dei miners di piccole dimensioni che usano i computer domestici e altri dispositivi e della conseguente centralizzazione del mining basato esclusivamente sugli ASIC.

Mentre Monero (XMR) ha fatto l’upgrade alla versione 7, gli altri progetti sono rimasti sulla versione 6 del protocollo. Nonostante questo, tutte le versioni sono compatibili con una singola rete, usando la stessa moneta Monero solo che con i nomi e i loghi diversi.

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Monero Classic

I creatori di Monero Classic si descrivono come degli entusiasti di Monero di Singapore e includono dei developers e “alcuni” miners come ha spiegato il rappresentante della nuova coin, Bento Tan, in un’intervista a Bitcoin Magazine.

“Il messaggio principale di Monero Classic è che crediamo che gli sviluppatori che cambiano la Proof of Work creano più centralizzazione e danneggiano il decentramento. Gli sviluppatori di Monero stanno dicendo che possono e cambieranno le regole del consenso ogni volta che vogliono e la comunità sembra essere condizionata a seguire i desideri degli sviluppatori. “

Monero-Classic (XMC)

Ci sono dei sospetti che questo fork è supportato da Bitmain in quanto è attivamente promosso da AntPool il cui proprietatario è lo stesso Bitmain. Il produttore dell’hardware ASIC avrebbe l’interesse nel continuare con la versione 6 della blockchain e per questo è considerato coinvolto in questo fork.

 

Monero 0 (XMZ)

Monero 0 è composto dai “massimalisti del Proof of Work” che dichiarano sul loro sito: 

“Abbiamo deciso che la strategia del fork continuo del Monero Project non è più una strategia stabile o sana. Riteniamo che la Proof of Work di Satoshi sia l’unico meccanismo per il consenso decentrato. I cosiddetti ‘aggiornamenti di rete’ che sono centralizzati dal Progetto Monero sono un cavallo di Troia progettato per compromettere l’efficacia della Proof of Work nella rete Monero. Monero 0 non è un fork; è il Monero originale. “

Monero Original (XMO)

Il developer principale di Monero Original ha dichiarato in un comunicato stampa inviato ai vari giornali online:

“Monero ha sempre avuto a che fare con la libertà di scelta, la diversità e la forte comunità che ne è alla base. Stiamo fornendo ai fan di Monero [con] la possibilità di supportare la moneta iconica e rimanere sulla catena originale. Il team originale di Monero rappresenta la diversità, che è un indicatore logico di evoluzione. Siamo entusiasti di vedere la nostra moneta preferita matura e siamo ancora più entusiasti di aiutare a mantenere questa diversità”.

L’exchange di criptovalute HitBTC ha dichiarato che supportera l’hard fork Monero Original (XMO).

“Ogni account che tiene XMR sul saldo al momento dell’hard fork riceverà automaticamente la quantità equivalente di XMO nel caso in cui il fork abbia luogo”.

 

Il tempo farà vedere se qualcuno degli hard fork riuscirà a porre una maggiore minaccia alla nuova versione della blockchain di Monero, guidata da Riccardo Spagni. È ancora presto per valutare l’impatto di questa spaccatura, ma il fatto che Monero ha creato così tanti fork non è sicuramente un segnale di una comunità forte e compatta.

Chiunque utilizzi Monero per motivi di privacy è consigliato di scegliere solo una catena e ignorare completamente le altre. Nonostante ciò, gli utenti che non usano altre catene potrebbero soffrire di una ridotta privacy. Questo perché mescolano le loro monete con quelle degli utenti che hanno rivelato quali monete possiedono, possono ridurre anche l’anonimato di altri utenti. Questo rischio aggiunto è probabilmente compensato dalla versione 7 del protocollo Monero grazie all’aumento delle dimensioni delle ring signatures.

Il 30 aprile è previsto un altro hard fork MoneroV. HitBTC ha annunciato che supporterà il fork.

 

 

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I dirigenti di due exchange di criptovalute arrestati per frode e appropriazione indebita

Il pubblico ministero del distretto sud di Seoul ha detto che sono stati arrestati quattro dirigenti di due exchange di criptovalute per frode e appropriazione indebita, a causa delle preoccupazioni per lo scoppio della bolla del mercato delle criptovalute.

Kim Ik-hwan, il capo di Coinnest, e altri tre sono stati messi in custodia mercoledì dopo che un tribunale ha emesso i mandati di detenzione per un massimo di due giorni, ha detto l’ufficio dei procuratori.

È la prima volta che un capo incombente di un exchange di criptovalute viene detenuto come un sospetto criminale.

I dirigenti sono accusati di trasferire miliardi di won dai conti dei clienti ai loro conti privati mentre non svolgono nessuna mediazione delle transazioni di criptovalute.

Il pubblico ministero ha fatto l’irruzione negli uffici il mese scorso come parte dell’indagine scattata da una denuncia presentata a gennaio dalle autorità finanziarie.

 

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Criptovalute: Ecco quanto hanno guadagnato gli exchange coreani nel 2017

Gli operatori degli exchange di criptovalute della Corea del Sud hanno raccolto enormi profitti nel 2017 a seguito della frenesia nazionale del denaro digitale.

Il fatturato annuale di BTC Korea.com, che è responsabile della borsa di criptovalute locale Bithumb, si è attestato a 333,4 miliardi di won (315,6 milioni di dollari) nel 2017, in aumento di 77 volte rispetto ai 4,3 miliardi di won guadagnati nel 2016. Il suo utile netto è salito da 2,5 miliardi di won a 427,2 miliardi di won nell’ultimo anno, secondo il rapporto di Vidente Co.

La principale fonte del reddito per BTC Korea è costituita dalle commissioni guadagnate dalle criptovalute.

Dunamu, che gestisce l’exchange di criptovalute Upbit, ha registrato l’anno scorso 211,4 miliardi di won dalle vendite e 198,3 miliardi di won di profitto che è considerato un profitto enorme dato che Upbit ha iniziato le sue operazioni soltanto nell’ottobre 2017.

Gli exchange di criptovalute della Corea del Sud sono trai più grandi al mondo

Upbit è l’operatore numero 1 in Corea del Sud, con una quota di mercato di oltre il 50%, seguita da Bithumb, Korbit e Coinone.

Le criptovalute sono diventate uno strumento di investimento molto popolare a partire dalla seconda metà dell’anno scorso, con circa 3 milioni di persone nella Corea del Sud che, si stima, abbiano acquistato e scambiato le criptovalute.

Ma la prospettiva per quest’anno potrebbe non essere così rosea a causa di una serie di regolamentazioni governative sul mercato e il crescente timore dello scoppio di una bolla speculativa e da un uso improprio delle criptovalute.

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Come l’ultima misura, nel gennaio scorso il paese ha avviato un vero e proprio sistema commerciale per le criptovalute, vietando l’uso dei conti bancari anonimi nelle transazioni per impedire l’uso delle criptovalute per il riciclaggio di denaro sporco e altre attività illegali.

“Il volume degli scambi giornalieri ha raggiunto circa 4 trilioni di won a gennaio, ma è crollato nelle ultime settimane a un decimo”, ha detto Lee Jeong-ah, il vicepresidente di Bithumb, in un forum economico mercoledì, parlando sulle “troppo strette” regole del governo, che mancano “degli standard chiari e una comprensione della valuta virtuale”.

Per garantire una stabile fonte di reddito, la società intende mettere “una piattaforma finanziaria completa in cui le persone possono scambiare il denaro fisico da tutto il mondo in quello virtuale per il pagamento e la rimessa”, ha detto Lee.

Puntando a “chiari limiti nel ricorrere interamente alle commissioni di trading”, un altro operatore ha anche detto che la società “ha cercato di espandere la base del mercato ricercando nuovi canali per le opportunità di business”.

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Bancor lancia il portafoglio che converte le criptovalute all’istante

Bancor, un protocollo open source per le conversioni dei token automatizzati, ha lanciato il suo Bancor Wallet, che garantisce agli utenti la conversione istantanea on chain di due coin tra quasi 70 criptovalute e token presenti.

Il protocollo Bancor è un’iniziativa di un’organizzazione non profit con sede a Zug in Svizzera e cioé della B protocol Foundation.

Bancor Wallet permette di scambiare un token con qualsiasi altro

Bancor Wallet consente di convertire istantaneamente un token in qualsiasi altro token nella rete di Bancor. Le conversioni in-wallet di Bancor sono fatte usando contratti intelligenti, piuttosto che facendo corrispondere acquirenti e venditori. Ciò consente di mantenere spread e commissioni al limite più basso possibile.

Ci sono quasi 70 token sulla rete Bancor immediatamente convertibili con il Bancor Wallet. Questi includono ETH, EOS, OMG, AION, DAI (MakerDao) e BNB (Binance).

Bancor rilascerà questa settimana l’integrazione con i pagamenti fiat in modo tale da permettere agli utenti di acquistare qualsiasi token supportato con una carta di credito o di debito.

“Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di rilasciare il Bancor Wallet nel primo trimestre del 2018”, ha affermato Galia Benartzi, il co-fondatore di Bancor in un’intervista a Venturebeat. “Stiamo rilasciando un’integrazione fiat questa settimana, in anticipo sui tempi previsti, consentendo l’acquisto fiat-in-crypto con le principali carte di credito direttamente dal portafoglio. Questo è un importante ponte nell’ecosistema per i nuovi partecipanti. “

Benartzi ha anche dichiarato che Bancor si prefissa come l’obiettivo l’aggiunta di sempre nuovi token.

Il protocollo Bancor è una rivoluzione tecnica che consente di convertire i token senza dover abbinare due parti con esigenze opposte. Con un semplice bilanciamento delle formule di compravendita in modo che ogni token nella rete mantenga una relazione formulare con gli altri si ottiene come risultato la liquidità continua indipendentemente dal volume degli scambi o dalle quotazioni di borsa.

I token si possono spendere

Gli exchange tipo Livecoin, che permettono di comprare le criptovalute con le fiat senza dover verificare l’account, non permettono di scambiare ad esempio EOS con OMG mentre Bancor Wallet lo rende possibile in modo automatico e veloce:

“La vera innovazione dietro i portafogli digitali non è la mobilità; è la progressione verso un mondo in cui milioni di asset virtuali sono immediatamente intercambiabili. Immagina, ad esempio, se i punti fedeltà della tua caffetteria fossero accettati in qualsiasi registratore di cassa nel mondo, o che le tue miglia aeree potessero acquistare minuti cellulari con un clic di un pulsante.”

“Di solito non pensiamo a questi come alle valute, perché il denaro virtuale è stato tradizionalmente bloccato. Se guadagni punti da Amazon, solo tu puoi usarli e puoi scambiarli solo con dollari nel mercato Amazon “, ha detto Benartzi. “Ma queste barriere stanno rapidamente erodendo, grazie in gran parte alla recente ondata di servizi basati sulla blockchain e alla crescente connettività dei sistemi di valori che li alimentano”.

“Creare valute è una pratica comune per i rivenditori”, ha detto Benartzi. “L’ovvio passo successivo è collegarli tra loro, rendendo qualsiasi dispositivo mobile connesso a Internet un punto vendita universale”.

Bancor è un exchange decentralizzato

Bancor è un exchange decentralizzato che ha avuto il maggiore sviluppo negli ultimi mesi sorpassando anche quelli più grandi come EtherDelta e IDEX. Da gennaio sono stati aggiunti ben 45 token e molti sono in arrivo. Nonostante Bancor sia un DEX è facilissimo in utilizzo e l’account di Bancor Wallet si apre tramite Telegram, WeChat o Facebook Messenger.

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